CONSENSI E RIFIUTI

Bollette Tares: in Abruzzo altra stangata in arrivo?

La Regione vuole annullare l’ecoristoro da 6 euro/ton per le discariche

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Di Dalmazio e Gerardini

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ABRUZZO. Un’altra stangata è forse in arrivo in tutto l’Abruzzo sulle bollette dell’immondizia (una volta Tarsu, poi Tares ora Tari e così via, ma sempre di monnezza si tratta). Sta per essere pubblicata, ma è già arrivata nei Comuni sedi di discarica, una delibera regionale che toglie il sonno agli amministratori abruzzesi. Si comunica alle Province di Chieti, L’Aquila, Teramo e Pescara, con l’invito a informare i Comuni interessati, la decisione di annullare una precedente delibera che assegnava 6 euro a tonnellata «per eco-ristoro», cioè per quella parte di incasso che doveva servire per sistemare le discariche dopo la chiusura.
Il documento, se pubblicato, avrà un impatto devastante sugli introiti dei Comuni. Tanto per fare un esempio, solo a Chieti inciderà per 1,2 mln di euro in meno che la Deco trasferirà al Comune (200 mila tonnellate moltiplicate per 6 euro) e che il Comune sarà costretto in qualche modo a ribaltare sul costo dei rifiuti, facendo aumentare di nuovo la Tares o come si chiamerà.
Perché il problema dell’aumento delle bollette, a Chieti come in tutto l’Abruzzo ed anche altrove, è diretta conseguenza del costo della raccolta rifiuti.
 Al massimo i Comuni ne sono responsabili quando appaltano il servizio raccolta a costi troppo alti oppure quando - con alcune operazioni di bilancio molto contestate - trasferiscono sul conto già alto della raccolta altri oneri che concorrono ad aumentare il costo complessivo del servizio. 

Come è avvenuto a Chieti, dove il Comune ha scaricato sulla Tares 2013 il costo di un arbitrato perso con la Deco per 3,7 mln che era riferito agli anni precedenti e che è stato appena registrato dal Tribunale di Chieti nei giorni scorsi.
Sempre il Comune sta per trasferire sulla bolletta un altro costo per 2,470 mln riconosciuti all’attuale gestore per la “pulizia” della differenziata, di cui però il dirigente comunale al settore ha riconosciuto per il momento solo 700 mila euro.
Per tornare alla delibera regionale, in realtà non si comprende bene la ragione di questa scelta e non si capisce perché è già arrivata se la Giunta non l’ha ancora pubblicata, ma è bastata la comunicazione per gettare nel panico gli uffici che curano il settore.
Perché in tempi di magra non è una bella notizia sapere che a Chieti arriveranno un milione e 200 mila euro in meno e altrove sarà più o meno lo stesso.

Sebastiano Calella