RIMBORSOPOLI

Abruzzo. Rimborsi gruppi consiliari, Corte dei Conti: documenti carenti e insufficienti

Giudici contabili chiamati a giudicare la regolarità dei rendiconti

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Abruzzo. Rimborsi gruppi consiliari, Corte dei Conti: documenti carenti e insufficienti

Chiodi e Pagano

ABRUZZO. I rendiconti sulle spese presentati dai gruppi consiliari «non sono conformi alle prescrizioni normative» e «non appaiono meritevoli di approvazione».
Con questa motivazione la Corte dei Conti ha rispedito in Regione i documenti. La notizia la riporta Il Tempo che spiega che chi li ha presentati ha «dimenticato» di allegare le ricevute delle spese. I Gruppi consiliari ricevono due tipologie di contributi: la prima finalizzata a coprire le spese di funzionamento; la seconda deputata al finanziamento delle spese per il personale. 
Proprio sulle spese dei gruppi la magistratura pescarese sta lavorando da quasi un anno e mezzo e si attendono sviluppi futuri, mentre sul filone parallelo dei rimborsi per le missioni istituzionali sono stati già emessi 25 avvisi di garanzia (l’inchiesta Rimborsopoli).
Entro pochi giorni i consiglieri regionali dovranno rispondere alla Corte dei Conti e fornire tutte le pezze d’appoggio per consentire di analizzare e promuove le spese sostenute. I rendiconti erano arrivati alla sezione regionale di controllo della magistratura contabile il 6 febbraio e il 20 è tornata indietro la risposta con l’avvertenza di provvedere a sanare l’inadempienza entro trenta giorni. «Decorso tale termine senza alcuna regolarizzazione o ulteriore produzione documentale la Sezione dichiarerà l’irregolarità del rendiconto».

«Questa sezione – si legge nel dispositivo riportato dal Tempo – ha riscontrato una forte disomogeneità tra le modalità di presentazione e catalogazione della documentazione allegata ai rendiconti dei singoli gruppi». E la sezione si sono dovuti anche fare carico di ricordare che per quanto riguarda le spese «per libri, riviste e quotidiani, è necessario indicare l’elenco specifico delle pubblicazioni acquistate». Per cancelleria, fotocopie e stampe, l’acquisto o il noleggio di dotazioni informatiche e di ufficio «si richiama la necessità che la documentazione sia tale da consentire la valutazione di inerenza all’attività istituzionale, consentendo, in particolare, l’individuazione degli utilizzatori della merce acquistata».

Ma l’attenzione dei magistrati si è focalizzata anche sulle spese per attività promozionali, convegni e attività di aggiornamento per le quali «si ricorda che il contributo per le spese di funzionamento può essere utilizzato solo per le spese di rappresentanza sostenute in occasione di eventi e circostanze di carattere rappresentativo che prevedono la partecipazione di personalità o autorità estranee all’assemblea stessa. Occorre ricordare che le spese di rappresentanza sono costituite dagli oneri sostenuti per mantenere o accrescere verso l’esterno il prestigio del Gruppo in ambiti direttamente attinenti ai propri fini istituzionali. Deve escludersi che spese di rappresentanza possano avere luogo nell’ambito di normali rapporti istituzionali e di servizio (colazioni, cene e pranzi di lavoro), ovvero a favore di soggetti appartenenti alla stessa amministrazione regionale (colleghi consiglieri e/o personale amministrativo) o, ancora, di soggetti diversi la cui partecipazione all’occasione conviviale non sia riconducibile alle indicate finalità di rappresentanza».
Dunque ristrettissimi margini di manovra entro i quali i singoli consiglieri devono muoversi con cautela e rispetto delle norme.
«Non rientrano, quindi, nella finalità del contributo», ricordano i magistrati, «le spese per riunioni aventi ad oggetto l’organizzazione interna e l’attività del gruppo al di fuori dei locali messi a disposizione dal Consiglio regionale. Si richiama inoltre la circostanza che, in ogni caso, non possono essere effettuati rimborsi ai Consiglieri per voci di spesa già coperte da altre erogazioni a titolo retributivo o indennitario, né per oneri di ristorazione, vitto e alloggio aventi carattere personale o legati allo svolgimento del mandato di consigliere». Ora i gruppi hanno ancora pochi giorni a disposizione per provvedere. In caso contrario la Sezione dichiarerà inequivocabilmente ‘l’irregolarità del rendiconto’.

«Inoltre la Corte dei Conti «nella prospettiva di rendere più agevole la fase di verifica, auspica una tempestiva attuazione dell’art. 42-ter della legge regionale n. 40 del 2010, con l’istituzione del Sistema Informativo che renda disponibili alla Corte dei conti, per via telematica, i dati relativi ai contributi erogati ai Gruppi».

Deliberazione 33-2014-FRG - Gruppi Consiliari Regione Abruzzo