AMBIENTE

«Fiumi abruzzesi in condizioni pietose». Il 32% non raggiunge sufficienza

Il Forum Acqua diffonde i dati Arta del triennio 2010-2012

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«Fiumi abruzzesi in condizioni pietose». Il 32% non raggiunge sufficienza




ABRUZZO. «I fiumi abruzzesi sono in condizioni pietose».
L'ennesima conferma dello stato di sofferenza degli ambienti fluviali della regione arriva dai dati dell'Arta più aggiornati, quelli relativi al triennio 2010-2012, che il Forum Acqua diffonde oggi in forma sintetica.
L'Arta, sulla base di indicazioni nazionali e comunitarie, ha realizzato per conto della Regione Abruzzo un vasto programma di monitoraggio utilizzando numerosi indicatori (macrofite; pesci; alghe diatomee; macroinvertebrati) associati ad analisi chimiche e microbiologiche. Questi dati sono stati elaborati per dare un giudizio sintetico, la Stato di Qualità Ecologico del corso d'acqua, che ha 5 classi di qualità: elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo.
«La stragrande maggioranza delle stazioni di rilevamento non rispetta gli obiettivi di qualità fissati dall'Unione Europea (stato ecologico “buono” per tutti i fiumi) da raggiungere entro il 2015», denuncia il Forum. «Il 68,5% delle stazioni di monitoraggio è in una classe peggiore (o “sufficiente” o “scarso” o “cattivo”) e, quindi, poco meno di 1/3 rispettano l'obiettivo comunitario. In realtà le stazioni nelle classi migliori sono quelle localizzate in aree montane prive di pressioni antropiche, una condizione naturale che quindi non deriva quindi da corrette azioni di gestione di scarichi, captazioni e depurazioni».
In Abruzzo, fanno notare gli ambientalisti, c’è una sorta di “vantaggio” di partenza che si starebbero però sciupando senza sosta visto che solo una stazione (il Rio Arno in provincia di Teramo) su 112 è nella classe di qualità “elevato”. Basta scendere a valle e non appena i fiumi incontrano le prime aree urbanizzate la qualità ne risente, a volte in maniera clamorosa. Alla foce tutti i corsi d'acqua non rispettano gli obiettivi di qualità, dai fiumi più importanti ai torrenti minori.
Ben dieci le stazioni nella classe “cattivo”: Calvano; Vibrata; Cerrano; Arielli; Torrente Cena; Torrente Arno; Feltrino (due stazioni); Imele; Fosso La Raffia.
Nella tabella seguente la classificazione per tutte le stazioni, in neretto le classi che non rispettano gli obiettivi di qualità da raggiungere entro il 2015.

Tra le stazioni con grado di qualità “scarso” ci sono quelle sui fiumi Tordino, Piomba, Dentalo, Moro, Alento, Aterno, Turano, Pescara, Cigno, Tavo, Saline, Buonanotte.
«E' l'ennesimo allarme che lanciamo sulla condizione dei fiumi abruzzesi», denuncia Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua. «Dal 2004, quando l'Arta ha iniziato il monitoraggio dei fiumi, ad oggi la situazione è ulteriormente peggiorata; allora il 58% delle stazioni non rispettava l'obiettivo “buono” della Commissione. Basta andare sui corsi d'acqua per osservare un degrado opprimente, sia per quanto riguarda la qualità dell'acqua sia per le condizioni generali delle sponde. Il principale fiume della regione, il Pescara, è in uno stato pietoso; dopo l'alluvione i suoi alberi e le sue sponde sono per chilometri coperti di plastica di ogni tipo e colore, una situazione da terzo mondo. In Abruzzo sarebbe da irresponsabili far passare un Piano di Tutela delle Acque che elemosina esclusivamente deroghe agli obiettivi di qualità all'Unione Europea per cercare di mettere la polvere sotto il tappeto. Confidiamo, dopo l'audizione che abbiamo svolto giovedì scorso, che il Consiglio regionale rispedisca al mittente un Piano di Tutela delle Acque del tutto inaccettabile, chiedendo anche conto alle strutture di cosa hanno fatto in questi anni. A nostro avviso non è possibile pagare dirigenti per anni e avere questi risultati. Bisogna andare nella direzione opposta, fissando norme stringenti e sanzioni pesanti per chi non rispetta le regole, dalla depurazione alle captazioni, dagli scarichi all'uso corretto delle sponde. Inoltre vanno spese risorse considerevoli per il sistema di depurazione. Ieri è stata presentata come un successo la destinazione di 105 milioni di euro per realizzare 10 km di superstrada, quando per l'intera regione al sistema di depurazione sono andati solo 70 milioni di euro per tutti gli interventi. Questa è una regione dove in una delle principali aree agricole, il Fucino, bisogna vietare l'uso dell'acqua dei canali per la presenza di Salmonella»