PETROLIO E CONTRADDIZIONI

Abruzzo. Ombrina e petrolio, Wwf incalza D’Alfonso: «non bastano le dichiarazioni, servono i fatti»

Intanto in Senato approvato emendamento su piattaforme off shore

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Abruzzo. Ombrina e petrolio, Wwf incalza D’Alfonso: «non bastano le dichiarazioni, servono i fatti»






ABRUZZO. La questione Ombrina Mare entra prepotentemente nella campagna elettorale abruzzese.
Il candidato presidente del centrosinistra, Luciano D’Alfonso, ha detto che la questione «non esiste perché io alle bellezze dell’Abruzzo non rinuncio». D’Alfonso del resto il 13 aprile dello scorso anno aveva partecipato alla imponente manifestazione contro le trivelle organizzata dal Coordinamento delle associazioni e dei movimenti che si battono contro la deriva petrolifera alla quale aderirono 47 Comuni, le Province di Chieti e Pescara, partiti e movimenti politici, sindacati, 3 diocesi (Chieti, Pescara, Lanciano), 3 Parchi nazionali, un Parco regionale, 7 riserve e 178 associazioni e organizzazioni varie, comprese le rappresentanze del mondo agricolo, turistico e commerciale.
«Il problema – sottolinea oggi il presidente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio a commento delle dichiarazioni del candidato - è che Ombrina esiste e come, per colpa di una classe politica che non ha saputo dire un no chiaro e deciso neppure di fronte alle migliaia di persone che 11 mesi fa hanno sfilato a Pescara per chiedere un futuro diverso e migliore per un territorio che mai e poi mai accetterà di essere ridotto a distretto petrolifero a vantaggio di pochi e a danno della collettività».
«Poniamo al candidato presidente del centro sinistra - rincara la dose Fabrizia Arduini, referente energia del WWF Abruzzo – una semplice domanda: quali azioni concrete intende assumere per favorire un decreto legge ispirato dalla risoluzione 7-00034 dell’onorevole Mariastella Bianchi, approvata nei giorni scorsi dalla Commissione Ambiente, che propone la sospensione delle autorizzazioni per nuove attività e ripristina il divieto entro le 12 miglia dalla costa per i procedimenti in corso? Oppure un decreto legge che di fatto elimini l’art.35 del Dlgs 83/ 2012, il cosiddetto Decreto Passera, che ha rimesso in pista progetti già bloccati per vicinanza alla costa dal Dlgs 128/2010? Solo una di queste due azioni legislative, soprattutto la seconda, può restituire agli abruzzesi serenità e garantire il rispetto delle loro scelte, rese evidenti dall’enorme successo del corteo del 13 aprile 2013».

LE PAROLE DI PRIMAVERA
Il Wwf “boccia” invece le dichiarazioni del presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera: «continua a ventilare migliaia di inesistenti posti di lavoro legati all’estrazione petrolifera dimenticando gli irreversibili danni, altrove purtroppo quelli sì già misurabili, che la scelta ormai antica del petrolio ha portato per l’agricoltura, il commercio e il turismo, con migliaia di veri posti di lavoro perduti per sempre».

INTANTO IN SENATO…
Intanto ieri è arrivata l'approvazione, nella Commissione Ambiente del Senato, della Risoluzione 52 "Sulle problematiche ambientali connesse alla prospezione, ricerca, coltivazione ed estrazione di idrocarburi liquidi in mare".
«Il documento approvato con voto contrario del Movimento 5 Stelle, è ambiguo in quanto non pone alcun veto reale alle attività di ricerca, coltivazione ed estrazione di idrocarburi in mare», denuncia Paola Nugnes, capogruppo del M5S in Commissione Ambiente a Palazzo Madama.
«Il testo contraddice nelle richieste al Governo quanto espresso nella premessa», spiega la Nugnes. «Da una parte si esprime preoccupazione relativamente al proseguimento delle operazioni offshore, subordinandole però ad un non meglio specificato "interesse del Paese". Questo documento di fatto non modifica nulla della situazione attuale», conclude la cittadina portavoce al Senato per il Movimento 5 Stelle.
Oggi si discuterà anche del caso Ombrina. Il senatore Gianluca Castaldi è fermo: «il Pd si dimostra ancora una volta il Partito delle Trivelle»