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Abruzzo. Tutela delle acque, ambientalisti contro il Piano della Regione

Forum dell’Acqua va in commissione, Wwf diserta per protesta

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Abruzzo. Tutela delle acque, ambientalisti contro il Piano della Regione




L’AQUILA. Si è tenuta questa mattina l'audizione consiliare a L'Aquila del forum abruzzese dei movimenti dell'acqua sul piano di tutela delle acque.
La 2^ Commissione Permanente (“Governo del territorio – Lavori pubblici – Ordinamento uffici e enti locali”) è chiamata ad esaminare il Piano di Tutela delle Acque elaborato dalla Giunta Chiodi e dall'assessorato ai Lavori pubblici.
«Nel corso dell’audizione», spiega Augusto De Sanctis, si sono approfonditi con i consiglieri regionali presenti le «molteplici criticità del piano, dall'assenza di riferimenti ai cambiamenti climatici al calcolo del deflusso minimo vitale dei fiumi (che in molti casi rischia di essere mortale...) fino a toccare la questione delle deroghe agli obiettivi di qualità. L'audizione», continua De Sanctis, «è stata un'importante occasione per discutere con i consiglieri un piano che a nostro avviso è inaccettabile. In questi anni il consiglio non ha mai dibattuto i contenuti del documento e approfondito le nostre osservazioni. Crediamo che le nostre ragioni siano state apprezzate. Ringrazio il presidente Ricciuti e gli altri consiglieri per la loro disponibilità».

Dure critiche al Piano di Tutela delle Acque della Regione anche da parte del Wwf che questa mattina ha però deciso di non partecipare alla riunione della. «Non abbiamo partecipato – dichiara il presidente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio - semplicemente perché questo piano, in preparazione dal 2001, si configura assai più come un piano di sfruttamento piuttosto che di tutela. Basti dire, per citare una delle più clamorose incongruenze, che il deflusso minimo vitale non viene calcolato, come avviene ovunque, in percentuale sulla portata media dei corsi d’acqua ma su quella minima. Questo comporterà captazioni esagerare che favoriranno la morte biologica di fiumi e torrenti già oggi in enormi difficoltà».
Per il Wwf, inoltre, è inaccettabile la dichiarata intenzione di chiedere all'Unione Europea una inaccettabile deroga sugli obiettivi di qualità fissati a livello comunitario per il 2015, spostandola in molti casi addirittura al 2027. Entro il prossimo anno, infatti, tutti i corsi d’acqua europei dovrebbero essere nello stato ambientale “buono”.
«L’Abruzzo non ha fatto praticamente nulla per cercare di raggiungere questo obiettivo e infatti attualmente appena il 30% dei tratti fluviali della regione è da questo punto di vista in regola», continua Di Tizio. «Il Piano “di sfruttamento” che l’attuale maggioranza vorrebbe approvare a fine legislatura non ha tra l’altro tenuto in alcun conto le osservazioni delle associazioni ambientaliste (un articolato documento è stato ad esempio presentato il 22 novembre 2010) né quelle degli enti gestori delle aree protette. Se fosse approvato nella attuale stesura avrebbe pesanti ripercussioni negative sull’ambiente e sui reali interessi della collettività in tutti i settori di utilizzo delle acque, senza eccezione alcuna».