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Incidenti alla Sevel: Consiglio Regionale approva risoluzione Rifondazione

«Tavolo urgente con Inail, Province e ispettori»

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Incidenti alla Sevel: Consiglio Regionale approva risoluzione Rifondazione




ABRUZZO. Il Consiglio Regionale ha approvato una risoluzione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, presentata dal consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
Gli ultimi infortuni avvenuti in Sevel hanno destato scalpore per il fatto di essere accaduti nel più grande stabilimento abruzzese e a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. «Ovviamente una risoluzione non basta», commenta Carmine Tomeo, responsabile lavoro regionale Rifondazione Comunista: «la politica abruzzese non può più chiudere gli occhi di fronte al grave fenomeno infortunistico regionale, che pone l’Abruzzo al primo posto in Italia per numero di infortuni rispetto agli occupati». Un triste primato che l’Abruzzo detiene da almeno due anni; una posizione che non è cambiata nemmeno nel primo mese di quest’anno, visto che in questo breve periodo sono già morti due lavoratori.
«Di fronte a questo macabro scenario di infortuni sul lavoro, spesso mortali, la Regione Abruzzo è praticamente ferma e sostanzialmente indifferente», aggiunge Tomeo.
La risoluzione approvata impegna la Regione ad attivare urgentemente un tavolo congiunto con l'Inail, le Province, gli Ispettorati del Lavoro, gli imprenditori e le organizzazioni sindacali dei lavoratori per elaborare «una più puntuale strategia di prevenzione da tradurre in leggi adeguate e nuovi strumenti di controllo».
Soprattutto, la risoluzione di Rifondazione Comunista impegna la Giunta Regionale «ad adempiere agli obblighi imposti dalla legge in materia di sicurezza», come quello di dare operatività al Comitato di coordinamento regionale e ad adeguare l’organico in forza agli organismi di vigilanza, ad oggi in numero insufficiente rispetto al numero di imprese presenti sul territorio regionale.
«Oggi», conclude Tomeo, «con l’approvazione di questa nostra risoluzione, la Regione Abruzzo può fare passi avanti verso una più alta civiltà del lavoro. La Regione Abruzzo ora dia seguito agli impegni che il Consiglio Regionale ha indicato, perché non può dirsi civile una Regione dove sul lavoro ci si fa male e si muore come si fosse in trincea».