INTERPRETAZIONE AUTENTICA

Carta di Pisa, il centrosinistra compatto: nessun rischio per D’Alfonso

Catena e Rapino: «rinvio a giudizio non è una condanna»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2499

Carta di Pisa, il centrosinistra compatto: nessun rischio per D’Alfonso




ABRUZZO. La Carta di Pisa non c’entra niente con il caso D’Alfonso.
Lo precisano Andrea Catena, presidente del Comitato "Insieme il nuovo Abruzzo", e Marco Rapino, vicesegretario regionale del Partito democratico, in relazione alla posizione dell’ex sindaco anche se il suo nome non viene mai citato.
In questi giorni alcuni quotidiani nazionali hanno tirato in ballo un articolo della Carta di Pisa secondo il quale un amministratore si impegna a dimettersi ovvero a rimettere il mandato 'nel caso in cui sia rinviato a giudizio o sottoposto a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti'.
Ma dal partito c’è l’altolà: «nessuno dei candidati alle primarie ha ricevuto richieste di rinvio a giudizio per tali fatti, ma vi è stata soltanto una richiesta d'appello a seguito di sentenza di assoluzione».

«Al riguardo - proseguono Catena e Rapino - giova osservare che mentre il rinvio a giudizio è disposto da un'autorità giudiziaria terza ed imparziale a fronte della richiesta di una delle parti del processo penale, l'appello si effettua unicamente a richiesta di una delle parti del processo, senza che l'autorità giudiziaria si pronunci al riguardo. In conclusione si osserva che l'unica decisione nel merito delle richieste dell'accusa è stata quella disposta dal tribunale che ha assolto con formula piena rispetto a tutte le imputazioni. Le discussioni su questo punto sono dunque destituite di fondamento e strumentali».
Poi la coalizione si stringe intorno a D’Alfonso: «dal 9 marzo abbiamo un candidato presidente, che ha dimostrato da amministratore di saper fare molto per la nostra regione, scelto da decine di migliaia di elettori (oltre 30 mila, ndr), e non da qualche tavolo romano o segreteria locale ristretta. Nell'interesse di tutto l'Abruzzo - concludono il presidente del comitato ed il vicesegretario del Pd abruzzese - da oggi discuteremo soltanto delle idee e delle proposte che avanzeremo e degli impegni che assumeremo di fronte agli elettori, in modo serio concreto e verificabile».