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Ombrina, D’Alfonso contrario. Primavera (Confindustria): «pericolosi slogan populisti»

«Vuole far perdere migliaia di posti di lavoro all’industria petrolifera?»

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Ombrina, D’Alfonso contrario. Primavera (Confindustria): «pericolosi slogan populisti»

Paolo Primavera


ABRUZZO. Ombrina Mare? Il candidato presidente del centrosinistra, Luciano D’Alfonso, si è già espresso sulla questione: «non esiste perché io alle bellezze dell’Abruzzo non rinuncio». Non è una novità questa posizione dell’ex sindaco di Pescara che un anno fa aveva sfilato, insieme a decine di altri amministratori pubblici, alla mega manifestazione contro le trivelle.
E se con questa recente dichiarazione ha conquistato il cuore degli ambientalisti, D’Alfonso si è però inimicato quanti credono che il settore petrolifero possano portare vantaggi al territorio.

«Con quelle dichiarazioni D’Alfonso vorrebbe essere aperto, propositivo e comprensivo», commenta il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, «ma rivelano esattamente il contrario: chiuso, negativo e disinteressato alle gravi conseguenze che sul piano industriale le sue affermazioni rischiano di produrre».
Per Primavera queste sarebbero solo «le prime contraddizioni rispetto alle sue vuote professioni di volontà di rilancio dell’occupazione, dell’industria, dell’abbattimento dei costi energetici per le imprese, che il suo stesso partito a livello di governo nazionale propone ma che lui ignora completamente. Quale rilancio vuole prospettare? Facendo perdere altre migliaia di posti di lavoro nell’industria, come già è capitato, per esempio, ad Ortona, mandando in crisi anche il Porto che vive di industria petrolifera? Provocando l’allontanamento delle aziende multinazionali che ancora credono di poter investire in Abruzzo? Ignorando gli appelli che le migliaia di lavoratori e le centinaia di imprese morse dalla crisi fanno per chiedere lavoro e sviluppo?»
Primavera è duro: «non è con il populismo e gli slogan che si governa una Regione; non è ignorando le realtà produttive che possono dare ancora risorse preziose in termini di posti di lavoro, tasse, investimenti, che si crea sviluppo; non è disconoscendo la compatibilità tra industria, turismo, agricoltura, tutela delle qualità del nostro territorio, come la sua storia economica testimonia, che si può proiettare verso il futuro una regione che si ha la pretesa di rilanciare».
L’esponente di Confindustria invita D’Alfonso a documentarsi: «ci sono modelli di territori in Italia (quali Marche, Romagna, persino il Molise, in cui l’estrazione di idrocarburi è ben superiore a quella abruzzese) e all’estero (come la Norvegia, la Scozia, le Isole Seichelles) che hanno dato la giusta dignità all’industria petrolifera, ricavandone la massima utilità come fonte energetica e valorizzazione economica. Un candidato Presidente aperto al dialogo tra le diverse istanze del territorio, propositivo in tema di crescita del settore industriale (che, ricordiamo, vale il 30% dell’apporto al PIL regionale), comprensivo delle esigenze di quanti non hanno presente e futuro ce lo aspettavamo e lo aspettiamo ancora»