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Bper, approvato bilancio 2013: «ritorno all’utile e patrimonio rafforzato»

Odorici: «soddisfatti dei risultati ottenuti»

Redazione Pdn

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Luigi Odorici

Luigi Odorici

BPER, approvato bilancio 2013: «ritorno all’utile e patrimonio rafforzato»
Odorici: «soddisfatti dei risultati ottenuti»
Banca, bper, Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila
MODENA. Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell'Emilia Romagna ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 dicembre 2013. La solidità patrimoniale del Gruppo è in ulteriore crescita con il Core Tier 1 ratio all’8,57%, in aumento sia rispetto a settembre 2013 (8,43%) che a fine 2012 (8,27%);
L’utile netto complessivo del periodo è di 16,1 milioni di euro. I coverage ratios sono  in aumento e il costo del credito è in significativa riduzione rispetto al 2012; 
I requisiti di liquidità sono già in linea con i minimi richiesti dalla normativa Basilea 3 e la leva finanziaria è tra le più basse del sistema.
«Possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati ottenuti quest’anno», ha commentato Luigi Odorici, amministratore delegato del Gruppo Bper, al termine del Consiglio di Amministrazione, «il quinto di questa lunga fase recessiva. Per quanto riguarda temi più strategici, il 2014 ci vedrà particolarmente impegnati sul fronte della struttura del Gruppo relativamente alla quale vogliamo proseguire il cammino verso una maggiore razionalizzazione e semplificazione interna da realizzarsi attraverso l’incorporazione di altre banche territoriali della penisola, come già avvenuto con successo per le recenti operazioni di incorporazione nella Capogruppo di Meliorbanca e delle tre Banche del centro Italia (Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e Banca Popolare di Aprilia) con benefici attesi in termini di efficientamento e di riduzione dei costi operativi; tali operazioni saranno, peraltro, affiancate dalla riorganizzazione di alcuni settori di attività presidiati dalle società prodotto».
 CONTO ECONOMICO
Il margine di interesse si attesta a € 1.290 milioni in contenuta diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-1,5% anno su anno) principalmente a causa della continua riduzione dei tassi di mercato (Euribor 3 mesi medio nel 2013 in ulteriore calo di circa 35 bps rispetto al 2012) e della debole domanda per impieghi commerciali, solo in parte compensata dall’incremento del contributo del portafoglio di attività finanziarie; al netto di CR Bra, si rileva un decremento pari al 3,2%. Nel confronto con il trimestre precedente, invece, il margine di interesse risulta in leggero calo (€ 325,8 milioni rispetto € 327 milioni; -0,4% trimestre su trimestre) in presenza di una forbice dei tassi stabile e di un costo del raccolta che include gli interessi passivi relativi all’emissione del primo Covered bond da € 750 milioni realizzata con successo in ottobre. 
Le commissioni nette, pari a € 698,3 milioni, risultano in calo rispetto allo scorso anno (-1,4%), ma mostrano un incremento del 4,6% a parità di perimetro e considerando le variazioni normative intervenute nei due periodi a confronto. Buon recupero, invece, nel confronto trimestrale che registra un incremento delle commissioni (+3,5% trimestre su trimestre). Tra le attività che hanno maggiormente contribuito al buon risultato complessivo si evidenziano quelle relative alla raccolta indiretta e “bancassurance” (+19,9% anno su anno).
Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi pari a € 24,1 milioni, di cui una quota rilevante pari a € 18,4 milioni riferibile alla partecipata Arca Vita incassata nel secondo trimestre) si attesta a € 163,2 milioni, in incremento rispetto a € 137,4 milioni del 2012. Hanno concorso a tale risultato utili realizzati per € 171,5 milioni, inclusivi della plusvalenza relativa alla quota partecipativa del Gruppo Bper in Banca d’Italia pari a € 14,4 milioni, plusvalenze nette per € 23,8 milioni per buona parte imputabili al mark-to-market relativo ai titoli governativi italiani in portafoglio, la componente “Fair Value Option” sulle passività finanziarie negativa per € 84,3 milioni (pure negativa per € 68,6 milioni al 31 dicembre 2012) e l’apporto positivo di altre componenti per € 28 milioni. 
Il margine di intermediazione risulta pari a € 2.151,4 milioni al 31 dicembre 2013, sostanzialmente stabile rispetto alla fine del 2012 (-0,2% anno su anno). 
Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 876,5 milioni in calo del 10,1% rispetto a dicembre 2012, ma ancora condizionate, oltre che dal perdurare della fase recessiva dell’economia nazionale anche dall’applicazione di un approccio conservativo nei criteri di classificazione ed accantonamento. In particolare, le rettifiche nette su crediti risultano pari a € 781,6 milioni (-18,45% anno su anno), con un costo del credito complessivo al 31 dicembre 2013 pari a 168 bps (199 bps nel 2012). Le rettifiche nette su altre attività ammontano a € 95 milioni (erano € 16,5 milioni nel 2012). Tale importo ricomprende rettifiche di valore (impairment) su titoli rappresentativi di quote partecipative detenuti tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (“AFS”) per un valore complessivo pari a € 58,4 milioni, di cui € 48,7 milioni relativi ad un istituto di credito, in applicazione di un approccio di valutazione estremamente prudenziale degli attivi finanziari; la voce di conto economico include, inoltre, la quota complessiva a carico del Gruppo bancario degli accantonamenti relativi agli interventi di salvataggio a favore del sistema bancario deliberati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per un importo pari a € 11,7 milioni. 
Il livello delle coperture dei crediti deteriorati risulta in sensibile miglioramento rispetto a fine 2012 ed adeguato alla rischiosità del portafoglio crediti. In dettaglio, la copertura delle sofferenze risulta pari al 55%, in aumento sia rispetto a settembre 2013 che a fine 2012 (rispettivamente 54,6% e 54,9%); tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza ancora in essere pari a € 1,5 miliardi, la copertura delle sofferenze si attesta al 64,4%. Il coverage ratio sui crediti dubbi complessivi si attesta al 37,3% in significativo aumento sia rispetto al 35,7% di settembre 2013 che al 36,8% di fine anno; tenendo poi conto delle svalutazioni dirette su sofferenze prima citate, la copertura dei crediti dubbi si attesta al 45,15%. 
Il risultato netto della gestione finanziaria, pari a € 1.274,9 milioni nell’anno, registra un incremento dell’8,05% rispetto alla fine del 2012, beneficiando principalmente del calo significativo delle rettifiche su crediti sopra citate.
I costi operativi, al netto degli altri oneri e proventi di gestione, risultano pari a € 1.193,3 milioni nel 2013, in diminuzione dello 0,8% rispetto all’anno precedente (+0,5% su base omogenea). In particolare le spese per il personale si attestano a € 787,5 milioni in crescita del 2,3% nel confronto con il 2012 (+0,6% escludendo la componente riferibile alla CR Bra al 31 dicembre 2013 pari a € 13,4 milioni). Le altre spese amministrative ammontano a € 521,8 milioni, in crescita del 6,5% anno su anno; tali spese, altresì, risultano in diminuzione (-0,8% anno su anno) escludendo le spese di periodo riferibili a CR Bra (€ 9,6 milioni), l’impatto della voce “Imposte e tasse” inserita tra le spese amministrative e la variazione relativa alla contabilizzazione di spese legali presenti nel 2013 aventi in precedenza diversa allocazione (€ 8,4 milioni).
L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 66,8 milioni nell’anno (nel 2012 il risultato era negativo per € 7,4 milioni). Le imposte sul reddito di periodo sono calcolate pari a € 52 milioni ed evidenziano un tax rate particolarmente elevato (77,8%) condizionato negativamente da alcune componenti straordinarie e dall’indeducibilità IRAP sul costo del personale ed in positivo dal beneficio derivante dalla deducibilità IRAP sulle rettifiche su crediti.
L’utile netto complessivo del periodo risulta pari a € 16,1 milioni (negativo per € 32,6 milioni nel 2012), che comprende un utile di periodo imputabile a terzi di € 8,9 milioni. L’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari  a € 7,2 milioni a fronte di un risultato negativo pari a € 11,2 milioni a dicembre 2012. 

MODENA. Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell'Emilia Romagna ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 dicembre 2013. La solidità patrimoniale del Gruppo è in ulteriore crescita con il Core Tier 1 ratio all’8,57%, in aumento sia rispetto a settembre 2013 (8,43%) che a fine 2012 (8,27%);L’utile netto complessivo del periodo è di 16,1 milioni di euro. I coverage ratios sono  in aumento e il costo del credito è in significativa riduzione rispetto al 2012; I requisiti di liquidità sono già in linea con i minimi richiesti dalla normativa Basilea 3 e la leva finanziaria è tra le più basse del sistema.

«Possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati ottenuti quest’anno», ha commentato Luigi Odorici, amministratore delegato del Gruppo Bper, al termine del Consiglio di Amministrazione, «il quinto di questa lunga fase recessiva. Per quanto riguarda temi più strategici, il 2014 ci vedrà particolarmente impegnati sul fronte della struttura del Gruppo relativamente alla quale vogliamo proseguire il cammino verso una maggiore razionalizzazione e semplificazione interna da realizzarsi attraverso l’incorporazione di altre banche territoriali della penisola, come già avvenuto con successo per le recenti operazioni di incorporazione nella Capogruppo di Meliorbanca e delle tre Banche del centro Italia (Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e Banca Popolare di Aprilia) con benefici attesi in termini di efficientamento e di riduzione dei costi operativi; tali operazioni saranno, peraltro, affiancate dalla riorganizzazione di alcuni settori di attività presidiati dalle società prodotto». 

CONTO ECONOMICO

Il margine di interesse si attesta a € 1.290 milioni in contenuta diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-1,5% anno su anno) principalmente a causa della continua riduzione dei tassi di mercato (Euribor 3 mesi medio nel 2013 in ulteriore calo di circa 35 bps rispetto al 2012) e della debole domanda per impieghi commerciali, solo in parte compensata dall’incremento del contributo del portafoglio di attività finanziarie; al netto di CR Bra, si rileva un decremento pari al 3,2%. Nel confronto con il trimestre precedente, invece, il margine di interesse risulta in leggero calo (€ 325,8 milioni rispetto € 327 milioni; -0,4% trimestre su trimestre) in presenza di una forbice dei tassi stabile e di un costo del raccolta che include gli interessi passivi relativi all’emissione del primo Covered bond da € 750 milioni realizzata con successo in ottobre. 

Le commissioni nette, pari a € 698,3 milioni, risultano in calo rispetto allo scorso anno (-1,4%), ma mostrano un incremento del 4,6% a parità di perimetro e considerando le variazioni normative intervenute nei due periodi a confronto. Buon recupero, invece, nel confronto trimestrale che registra un incremento delle commissioni (+3,5% trimestre su trimestre). 

Tra le attività che hanno maggiormente contribuito al buon risultato complessivo si evidenziano quelle relative alla raccolta indiretta e “bancassurance” (+19,9% anno su anno).Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi pari a € 24,1 milioni, di cui una quota rilevante pari a € 18,4 milioni riferibile alla partecipata Arca Vita incassata nel secondo trimestre) si attesta a € 163,2 milioni, in incremento rispetto a € 137,4 milioni del 2012. Hanno concorso a tale risultato utili realizzati per € 171,5 milioni, inclusivi della plusvalenza relativa alla quota partecipativa del Gruppo Bper in Banca d’Italia pari a € 14,4 milioni, plusvalenze nette per € 23,8 milioni per buona parte imputabili al mark-to-market relativo ai titoli governativi italiani in portafoglio, la componente “Fair Value Option” sulle passività finanziarie negativa per € 84,3 milioni (pure negativa per € 68,6 milioni al 31 dicembre 2012) e l’apporto positivo di altre componenti per € 28 milioni. 

Il margine di intermediazione risulta pari a € 2.151,4 milioni al 31 dicembre 2013, sostanzialmente stabile rispetto alla fine del 2012 (-0,2% anno su anno). Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 876,5 milioni in calo del 10,1% rispetto a dicembre 2012, ma ancora condizionate, oltre che dal perdurare della fase recessiva dell’economia nazionale anche dall’applicazione di un approccio conservativo nei criteri di classificazione ed accantonamento. In particolare, le rettifiche nette su crediti risultano pari a € 781,6 milioni (-18,45% anno su anno), con un costo del credito complessivo al 31 dicembre 2013 pari a 168 bps (199 bps nel 2012). Le rettifiche nette su altre attività ammontano a € 95 milioni (erano € 16,5 milioni nel 2012). Tale importo ricomprende rettifiche di valore (impairment) su titoli rappresentativi di quote partecipative detenuti tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (“AFS”) per un valore complessivo pari a € 58,4 milioni, di cui € 48,7 milioni relativi ad un istituto di credito, in applicazione di un approccio di valutazione estremamente prudenziale degli attivi finanziari; la voce di conto economico include, inoltre, la quota complessiva a carico del Gruppo bancario degli accantonamenti relativi agli interventi di salvataggio a favore del sistema bancario deliberati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per un importo pari a € 11,7 milioni. 

Il livello delle coperture dei crediti deteriorati risulta in sensibile miglioramento rispetto a fine 2012 ed adeguato alla rischiosità del portafoglio crediti. In dettaglio, la copertura delle sofferenze risulta pari al 55%, in aumento sia rispetto a settembre 2013 che a fine 2012 (rispettivamente 54,6% e 54,9%); tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza ancora in essere pari a € 1,5 miliardi, la copertura delle sofferenze si attesta al 64,4%. Il coverage ratio sui crediti dubbi complessivi si attesta al 37,3% in significativo aumento sia rispetto al 35,7% di settembre 2013 che al 36,8% di fine anno; tenendo poi conto delle svalutazioni dirette su sofferenze prima citate, la copertura dei crediti dubbi si attesta al 45,15%. Il risultato netto della gestione finanziaria, pari a € 1.274,9 milioni nell’anno, registra un incremento dell’8,05% rispetto alla fine del 2012, beneficiando principalmente del calo significativo delle rettifiche su crediti sopra citate.I costi operativi, al netto degli altri oneri e proventi di gestione, risultano pari a € 1.193,3 milioni nel 2013, in diminuzione dello 0,8% rispetto all’anno precedente (+0,5% su base omogenea). 

In particolare le spese per il personale si attestano a € 787,5 milioni in crescita del 2,3% nel confronto con il 2012 (+0,6% escludendo la componente riferibile alla CR Bra al 31 dicembre 2013 pari a € 13,4 milioni). Le altre spese amministrative ammontano a € 521,8 milioni, in crescita del 6,5% anno su anno; tali spese, altresì, risultano in diminuzione (-0,8% anno su anno) escludendo le spese di periodo riferibili a CR Bra (€ 9,6 milioni), l’impatto della voce “Imposte e tasse” inserita tra le spese amministrative e la variazione relativa alla contabilizzazione di spese legali presenti nel 2013 aventi in precedenza diversa allocazione (€ 8,4 milioni).

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 66,8 milioni nell’anno (nel 2012 il risultato era negativo per € 7,4 milioni). Le imposte sul reddito di periodo sono calcolate pari a € 52 milioni ed evidenziano un tax rate particolarmente elevato (77,8%) condizionato negativamente da alcune componenti straordinarie e dall’indeducibilità IRAP sul costo del personale ed in positivo dal beneficio derivante dalla deducibilità IRAP sulle rettifiche su crediti.L’utile netto complessivo del periodo risulta pari a € 16,1 milioni (negativo per € 32,6 milioni nel 2012), che comprende un utile di periodo imputabile a terzi di € 8,9 milioni. L’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari  a € 7,2 milioni a fronte di un risultato negativo pari a € 11,2 milioni a dicembre 2012.