ECO-EDILIZIA

Qualità degli edifici: Abruzzo bocciato su tutta la linea da Legabiente

I dai emergono dal dossier pubblicato oggi

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Qualità degli edifici: Abruzzo bocciato su tutta la linea da Legabiente



ABRUZZO. Abruzzo bocciato per "incompletezza e inadeguatezza" per l'assenza di leggi regionali che prevedano obblighi sui rendimenti energetici degli edifici, sull'uso delle rinnovabili e sulla certificazione energetica. Emerge dal dossier 'Tutti in classe A', la radiografia energetica del patrimonio edilizio italiano presentata oggi da Legambiente a Roma.
L'Abruzzo, insieme a Toscana, Veneto, Marche, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia, è una delle realtà in cui "ancora non ci sono provvedimenti che vadano al di là della generica promozione della sostenibilità in edilizia".
E tra le costruzioni abruzzesi prese in considerazione nell'indagine vi sono anche gli edifici aquilani del progetto C.A.S.E. - i Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili realizzati all'indomani del terremoto del 2009 - presenti nella frazione Roio del capoluogo abruzzese.
«Le analisi agli infrarossi - si legge nel dossier - hanno evidenziato dispersioni termiche rilevanti su tutte le facciate degli edifici presi in esame con particolari criticità legate all'isolamento delle superfici esterne in corrispondenza delle strutture portanti».
 Situazione analoga anche nelle strutture presenti a Paganica, Assergi e Sant'Elia. Nell'indagine sono citati, con tanto di documentazione fotografica, anche numerosi edifici di Pescara, alcuni di nuova costruzione, inseriti nella sezione "Nuovi e già vecchi", e altri sottoposti a recente riqualificazione.
L’indagine ha preso in considerazione oltre 500 edifici in 47 città italiane, grazie a un team di esperti che viaggiando da nord a sud del Paese, ha fotografato con un’apparecchiatura termografica la situazione termica degli edifici confrontando le rese di costruzioni recenti, firmate anche da note archistar con palazzi costruiti nel dopoguerra e edifici dove sono stati realizzati interventi di retrofit, evidenziando come una riqualificazione energetica ben fatta possa permettere di realizzare risultati significativi di riduzione dei consumi energetici.

 «In un periodo di crisi drammatica come quello che sta vivendo il mercato immobiliare italiano, la sfida di innovazione proposta dall’Unione europea va assolutamente raccolta – ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – perché attraverso la chiave dell’energia è possibile riqualificare gli edifici in cui viviamo e lavoriamo, per renderli oltre che meno energivori più belli, ospitali, salubri. E’ una opportunità che va colta fino in fondo, per arrivare ad azzerare le bollette delle famiglie, per creare lavoro in un campo ad alto tasso di occupazione e con importanti possibilità di ricerca applicata. Ma questa direzione di cambiamento responsabilizza tutti, dalla pubblica amministrazione agli imprenditori edili, dai progettisti ai cittadini. In 13 regioni – ha continuato Zanchini – non esiste alcun tipo di controllo sui certificati di prestazione energetica degli edifici  e così si calpestano i diritti dei cittadini che dovrebbero essere correttamente informati sulle prestazioni energetiche e sulla sicurezza delle loro abitazioni».
Che in “Classe A” si viva meglio lo dimostrano invece le termografie di edifici ben progettati,  costruiti e certificati, come il quartiere Casanova a Bolzano o alcuni immobili nuovi o ristrutturati a Firenze, Udine o Perugia, che mostrano un comportamento omogeneo delle facciate e l’assenza di ponti termici significativi, la precisa scelta di sfruttare al meglio l’esposizione dell’edificio e l’uso di specifici materiali per le diverse facciate al fine di sfruttare al meglio la radiazione solare, minimizzando i consumi energetici per il condizionamento invernale con un risparmio, per i fortunati abitanti di questi edifici, fino a 2mila euro ogni anno.
Attenzioni e benefici che non ritroviamo, purtroppo, nemmeno in edifici progettati da architetti di fama internazionale e costruiti negli ultimi dieci anni, come mostrano le termografie realizzate su edifici costruiti a Milano, Roma e Alessandria da Fuksas, Krier e Portoghesi, dove l’analisi a infrarossi ha dato risultati simili a quelli di altri edifici recenti di firme meno prestigiose, con difetti nelle superfici perimetrali ed elementi disperdenti nelle strutture portanti.

 

REGIONI

Obblighi su efficienza energetica edifici

Obblighi contributo rinnovabili

Obblighi su certificazione

Controlli e sanzioni sulle certificazioni

1

Pr. Bolzano

SI

SI

SI

SI

2

Pr. Trento

SI

SI

SI

SI

3

Lombardia

SI

SI

SI

SI

4

Piemonte

SI

SI

SI

SI

5

Emilia-Romagna

SI

SI

SI

SI

6

Puglia

SI

NO

SI

SI

7

Liguria

SI

SI

SI

NO

8

Valle d’Aosta

SI

SI

SI

NO

9

Lazio

NO

SI

SI

NO

10

Umbria

NO

SI

SI

NO

11

Friuli Venezia Giulia

NO

NO

SI

SI

12

Toscana

NO

NO

SI

SI

13

Marche

NO

NO

SI

NO

14

Basilicata

NO

NO

NO

NO

15

Calabria

NO

NO

NO

NO

16

Campania

NO

NO

NO

NO

17

Molise

NO

NO

NO

NO

18

Sardegna

NO

NO

NO

NO

19

Sicilia

NO

NO

NO

NO

20

Veneto

NO

NO

NO

NO

21

Abruzzo

NO

NO

NO

NO

LEGAMBIENTE Dossier Tutti in Classe a