MILIONI BALLERINI

Abruzzo, 7 mln spariti: richieste e solleciti dei dirigenti poi la marcia indietro

Fondi non disimpegnati «per ragioni di prudenza contabile»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1936

Palazzo giunta regionale Abruzzo




ABRUZZO. Toccherà domani alla Commissione di vigilanza della Regione affrontare la questione degli oltre 7 mln stanziati da una legge regionale di fine anno – ma di fatto inesistenti - per finanziare una serie di Enti e di iniziative.
Una vicenda che ha scatenato le ire dell’assessore Mauro Febbo, anche se la ricostruzione che PrimaDaNoi.it è in grado di effettuare, partendo dai documenti, racconta una storia diversa da quella dell’assessore che ha parlato di «dirigenti infedeli», ipotizzando addirittura anche provvedimenti disciplinari. Questi dirigenti «impegnati politicamente nel Pd» avrebbero infatti bypassato il volere della Giunta e del Consiglio regionale «non disimpegnando», cioè non rendendo disponibili gli oltre 7 milioni necessari a finanziare gli interventi decisi con la legge. Tra l’altro, nel pieno della polemica, l’assessore Febbo ha parlato addirittura di 40 mln nascosti tra le pieghe del bilancio per i capitoli sul personale.

In realtà da parte della struttura “Risorse umane” il disimpegno c’è stato, anche se poi non è stato confermato nonostante le sollecitazione del settore Bilancio. La comunicazione della disponibilità di questi soldi è contenuta in una lettera del 23 dicembre scorso, a firma di Alfredo Moroni, dirigente del servizio Risorse umane e di Fedor Melatti, responsabile dell’ufficio: si comunicano le determine 603, 604 e 605 che hanno svincolato i poco più di 7 milioni richiesti, attingendoli dagli “Oneri riflessi a carico dell’amministrazione su retribuzioni e competenze accessorie”. In sostanza si tratta di quelle cifre che il settore personale mette da parte per far fronte alle vertenze in atto ed a quelle future sulla Ria, cioè la retribuzione di anzianità per la quale le cause di lavoro sono state finora tutte perse dalla Regione.
Da quello che se ne sa e che domani forse potrebbe essere confermato, c’era stato l’impegno a svincolare questi 7 milioni del 2013 in cambio della nuova iscrizione degli stessi soldi nel bilancio 2014. Iscrizione che però non è avvenuta, provocando la marcia indietro del settore Risorse umane, per cui il disimpegno non è stato confermato per la mancata iscrizione di questi fondi per il 2014, come promesso dalla Giunta. Di qui le ripetute sollecitazioni del settore Bilancio che il 14 gennaio invia una richiesta di chiarimenti sui 7,123 mln delle determine 603, 604 e 605 (di cui sopra). La richiesta viene reiterata con un sollecito del 17 gennaio, entrambe a firma del dirigente Marina Marino. Ma Moroni e Melatti rispondono così il 23 gennaio: «poiché nel bilancio di previsione 2014 il capitolo di spesa sugli oneri derivanti dal contenzioso del personale presenta zero euro, per ragioni di prudenza contabile si ritiene di non poter confermare il disimpegno dei 7,123 mln per la legge 59». Di qui la successiva nota del settore Bilancio che comunica: «quei fondi non esistono».

«SERVE UNA SOLUZIONE IMMEDIATA»
Tra quei 7 milioni c’erano 800 mila euro destinati ai Centri di ricerca, 810 mila euro per aiuti alle Marinerie di Pescara e Ortona, 300 mila euro per le leggi regionali sulla Cultura, 400 mila euro per la Protezione civile, 500 mila euro per Abruzzo Engineering (liquidazione), 191 mila euro per il Consorzio industriale dell'Aquila, 70 mila euro per il Comune di Poggiofiorito (scuola materna), 55 mila euro per l'Enoteca regionale Ortona, 150 mila euro per l'Ente Fiera, 77 mila euro per ex Arssa per attività in continuità, 170 mila euro per Abruzzo Lavoro (liquidazione).
«Non serve più parlare», commenta Ada Sinimberghi (Flai Cgil), «occorre che si metta mano subito alle azioni utili a risolvere i molti problemi creati, per la continuità dello sviluppo e tutela del territorio, per la qualità del lavoro. Se non ci saranno le azioni richieste, se non c'è volontà di chiedere le ragioni al Consiglio di Amministrazione del Centro delle condizioni che hanno portato alla paralisi ed alla fame il Cotir , si può dedurre che, in attesa delle prossime elezioni politiche, l'assessore continui a svincolarsi dalle sue responsabilità e che il suo parlare è a vuoto e strumentale».

Sebastiano Calella