TRASPARENZA ZERO

La Fira vuole 5,8mln dalla Regione ma Chiodi nega

Il contenzioso è scritto nelle carte di fatto però la finanziaria è fuori dal controllo pubblico

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La Fira vuole 5,8mln dalla Regione ma Chiodi nega




ABRUZZO. Ma insomma è la Fira che avanza soldi dalla regione o è la Regione che li chiede alla Fira? A pagina 5 della relazione al bilancio 2012, il presidente Rocco Micucci – dopo l’intervento del consigliere Andrea Di Prinzio che ha relazionato sulle voci in bilancio – riferisce che «sono state attivate le azioni legali nei confronti del socio di maggioranza (la Regione, ndr) per il recupero del credito in materia sanitaria per un importo di circa 5,8 mln».
 Non viene specificato di quali azioni legali si tratta e di quali crediti specifici, ma è chiaro il concetto: la Fira deve avere 5,8 mln dalla Regione. Soldi di cui però non si trova traccia nei bilanci della Regione, tanto che il consigliere Franco Caramanico ha interrogato il presidente Gianni Chiodi per conoscere la natura di questo credito.
La richiesta era: «come spiega il presidente l’insorgere di tale contenzioso, perché non si è fatto un accordo prima e con quali fondi si pensa di intervenire».
 La sorpresa arriva con la risposta: «a breve sarà convocato un tavolo di confronto su queste richieste, ma il servizio Bilancio fa sapere che è la Fira ad essere in posizione debitoria nei confronti della Regione per le refluenze maturate sulle rate di rimborso delle cartolarizzazioni pagate dalla Regione. Dai conteggi potrebbe emergere un saldo positivo a favore della Regione».

«Siamo al paradosso – commenta Caramanico -  la Fira, società partecipata dalla Regione, chiede alla stessa Regione il pagamento di compensi dovuti dal 2006 al 2009, pari a 5milioni e 828 mila euro. Dopo quasi 4 anni il presidente Chiodi dice di voler convocare al più presto un incontro per vedere il da farsi. In più, aggiunge che è la Regione ad essere creditrice e non il contrario».
«Le spiegazioni su questa vicenda – continua Caramanico – dimostrano l’attenzione tardiva dell’amministrazione nei confronti di un contenzioso non certo di lieve entità e gettano pesanti dubbi sulla situazione di gestione dell’ente. Se esistono questi debiti, come possono essere stati validati i bilanci finora presentati dalla Fira? E soprattutto, se esiste questo debito nei confronti della Regione, non sarebbe il caso di chiederne conto al Presidente della Finanziaria, verificando la congruità della sua gestione e i risultati delle sue attività? Chiediamo che venga fatta chiarezza, visto il ruolo centrale che la Fira riveste nell’economia della nostra regione. Non è certo questo il momento di alimentare ombre e dubbi».
Sebastiano Calella