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Movimento 5 Stelle nel pantano tra ritardi e accuse dei fuoriusciti

Cosa succede ai grillini sempre più alle prese con le contestazioni?

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Movimento 5 Stelle nel pantano tra ritardi e accuse dei fuoriusciti


ABRUZZO. La lotta contro la vecchia classe politica (o il vecchio modo di far politica) si scontra in Abruzzo anche con un'altra difficoltà: i ‘fuoriusciti’ dal Movimento 5 Stelle che remano contro e che sembrano di gran lunga i più agguerriti avversari dei grillini stessi.
Il movimento che fa capo a Beppe Grillo da mesi si sta organizzando per le diverse elezioni (regionali e amministrative) che a maggio interesseranno anche l’Abruzzo. Secondo voci autorevoli le liste sarebbero pronte, anzi il tutto sarebbe stato deciso lo scorso mese di luglio e -forse per motivi strategici, forse per disorganizzazione o mancanza di accordi ampi- non sono state ancora ufficializzate.
Che cosa sta succedendo all’interno del M5S? Da dove arrivano i malumori? Le accuse, molto pesanti, di chi è fuoriuscito che valore hanno e che conseguenze potranno avere al momento del voto?
La notizia di pochi minuti fa è che c’è il via alle “presidenziarie” annunciate su Facebook dal deputato Gianluca Vacca agli attivisti che hanno accolto con entusiasmo la cosa.
Dal messaggio si capisce che sono aperte le candidature a presidente della Regione fino al 5 marzo (appena due giorni) e dal 6 marzo invece gli iscritti potranno votare on line.
Sarà interessante capire quale sarà il frontman-garante dei grillini da opporre alla corazzata D’Alfonso (se vincerà le primarie) e al probabile riconfermato Gianni Chiodi (se l’ex Pdl si metterà d’accordo).
L’ipotesi di un candidato stellato autorevole ma esterno pare essere definitivamente tramontata (a meno di ripensamenti dell’ultim’ora), nessun nome altisonante o asso dalla manica (nei mesi scorsi si era parlato anche dell’ex pm Trifuoggi oggi nel Pd). Niente da fare nemmeno per l’ipotesi di Augusto De Sanctis, ex esponente del Wwf e oggi esponente del movimento per l’acqua pubblica, da decenni ambientalista attivo, stimato e preparato. Lui è stato l’artefice di numerose iniziative ambientali oltre ad essere la persona che più di altre ha contribuito a divulgare documenti importanti che per diverse ragioni venivano tenuti celati. Sul suo accantonamento non vi sono versioni ufficiali ma pare che sia stato duro lo scontro interno di una sparuta frangia che si è opposto adducendo ragioni varie tra cui la non appartenenza al movimento.
Il M5S deve però fare i conti con troppi appetiti e ambizioni personali: ciò è evidentissimo dalle centinaia di post e commenti sulle pagine dei diversi gruppi sul social network locali mentre sono passati in secondo piano i dibattiti sul programma, sulle emergenze locali, sul metodo di azione.
Per queste discussioni i grillini dimostrano di privilegiare ancora i vecchi metodi (le piazze o gli incontri pubblici) perché il dibattito on line alla fine finisce sempre per ‘incepparsi’.
Vere competenze, candidati preparati con titoli e curriculum “pesanti” per ora non si sono visti nonostante l’hashtag #vinciamonoi che fa trasparire una certa sicurezza nel poter arrivare al governo…

MOSAICO SCOMPOSTO E TESSERE SLEGATE
Il movimento per gli esterni appare come un mosaico scomposto fatto di tante tessere slegate che non combaciano affatto e per giunta senza un interlocutore unico e riconosciuto a dialogare (se non trattare) con possibili alleati o candidati. Il movimento più che chiuso in se stesso appare agli “esterni” in grave difficoltà comunicativa nonostante gli sforzi e senza una linea unitaria o omogenea (decine di gruppi, locali, almeno due o tre pagine ufficiali del Movimento 5 Stelle Abruzzo e poi ci sono i blog… difficile orientarsi).
Anche sul punto degli apparentamenti il discorso è netto: sembra che in passato vi siano stati contatti anche con alcune associazioni ambientaliste e alcune frange di Rifondazione comunista poi concluse con un nulla di fatto per un mancato accordo e per carenza di comunicazione, il che ha rinvigorito l’impegno di molti al rafforzamento della lista Tsipras che probabilmente sarà varata anche in Abruzzo e che trova il suo esponente in Maurizio Acerbo (anche se lui si dice pronto a farsi da parte).

INCOERENZE STELLATE
Ritornando al M5S sono molti gli interrogativi che circolano in rete e che in qualche modo non trovano sempre una risposta coerente. Una di queste è per esempio il criterio della trasparenza o della base. Per esempio non si capiscono i criteri per cui in alcuni casi si lascia decidere agli iscritti attraverso le votazioni on line i nomi dei candidati, in altri solo i candidati presidenti, quasi mai i candidati sindaci.
Per le comunali, invece, a differenza delle regionali tutto è stato deciso in tempi record a Montesilvano dove Manuel Anelli è uscito appena dopo sei giorni dalla caduta di Di Mattia votato dal gruppo locale (circa dieci persone). Grande velocità anche a Pescara dove anche in questo caso il candidato Enrica Sabatini è emersa dagli appartenenti al gruppo locale (circa 30 persone).

CAPITOLO DISSIDENTI
E’ questa la nota maggiormente insidiosa del M5S in Abruzzo perché sembra infoltirsi la truppa di chi non concorda su quelle piccole e grandi incongruenze di metodo. Ci sono dunque i “fuoriusciti estremisti” un gruppetto di persone che senza mezzi termini, con epiteti nemmeno troppo velatamente offensivi, sparano a zero contro coloro che in qualche modo cercano di tessere le fila del movimento in Abruzzo. Il loro rappresentante è Paolo Leonetti che alcuni mesi fa ha convocato una conferenza stampa per denunciare presunte irregolarità e persino illegittimità che avrebbe circostanziato in una denuncia. Pur avendo richiesto la documentazione non siamo mai riusciti a verificare quanto andasse dicendo. Nel frattempo sono aumentati epiteti e accuse anche sulle pagine degli stessi parlamentari.

LE 5 STELLE DIVENTANO 10
A Pescara la lista dei “fuoriusciti estremisti” con molta probabilità darà vita ad un’altra lista che in primo luogo sarà concorrente a quella del M5S e sarà interessante vedere come andrà a finire questo scontro a 10 stelle.
A tirare una linea netta contro la “lista gemella “ di Pescara è Gianluca Vacca che precisa che la notizia «non ha alcun fondamento poiché sia la lista regionale che quella di Pescara stanno seguendo il loro iter regolare e saranno le uniche espressioni del Movimento 5 stelle alle prossime elezioni. Le iniziative di singoli individui non sono riconducibili ai gruppi del M5S abruzzesi e nulla hanno a che fare con lo spirito del Movimento».
Però oltre agli “estremisti” che al momento sembrano essere un gruppo contenuto e forse “arginabile” aumentano, invece, tutti gli attivisti “in polemica” con il movimento; alcuni di questi lasciano e abbandonano l’attivismo o persino il movimento; altri continuano a contestare dal di dentro. Le defezioni sono all’ordine del giorno anche da parte di chi da anni si è mostrato attivo ed ha lavorato per il proprio territorio.
Di certo il malumore sta aumentando e lo scenario nemmeno troppo improbabile è una implosione che si potrebbe caratterizzare con una debacle totale per esempio arrivando alla mancata presentazione della lista come accaduto poche settimane fa in Sardegna. A fine febbraio il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, ha assicurato che tutto procederà come deve procedere.
A guardare Pd e Pdl (preoccupati per i numeri a favore del Movimento 5 Stelle) che si augurano che l’esplosione arrivi il prima possibile.