LA POLEMICA

Servizio Bilancio: «Indisponibili i fondi promessi da Febbo»

In Commissione di vigilanza i 7 mln che non ci sono

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Servizio Bilancio: «Indisponibili i fondi promessi da Febbo»

Mauro Febbo




ABRUZZO. C’è una convocazione per giovedì prossimo della Commissione di vigilanza della Regione per affrontare l’argomento “Fondi per il programma annuale di ricerca 2013”.
All’incontro sono stati invitati per un’audizione Gianluca Caruso, direttore delle risorse umane della Regione, ed Alfredo Moroni, dirigente dello stesso settore, e sono stati invitati pure Carmine Ranieri (Cgil),  Vincenzo Traniello (Cisl), Fabio Frullo (Uil) e Silvana De Paolis (Direr, il sindacato della dirigenza).
 L’urgenza della convocazione è dovuta alle polemiche sollevate in questi giorni dall’assessore Mauro Febbo che ha sostenuto la tesi secondo la quale i finanziamenti (7 mln) da lui proposti ed approvati per il Cotir di Vasto ed altri enti sono stati bloccati da alcuni dirigenti regionali, peraltro identificati come simpatizzanti del Pd. Ma spuntano a sorpresa anche la lettera dei dirigenti del Bilancio che spiegano come fosse tecnicamente impossibile rendere disponibili i fondi indicati dall’assessore nonché il resoconto scritto degli interventi al Consiglio regionale.
Qui si legge che l’opposizione aveva già spiegato in aula che quell’emendamento era improponibile e che tutta la vicenda si era svolta in assenza dell’assessore Carlo Masci (Bilancio) e dei suoi funzionari, che però Chiodi aveva giustificato perché impegnati con il bilancio della sanità.
«Mai – aveva detto Febbo - ci saremmo aspettati un atto di assoluta infedeltà dei dirigenti al datore di lavoro che hanno vanificato il mio certosino lavoro di reperimento fondi a favore dei Centri di Ricerca, del Piano sociale e Piani di quartiere 1,5 mln, per gli aiuti alla Marineria di Pescara e Ortona, per la Cultura e per la Protezione Civile. Ci sono poi fondi per Abruzzo Engineering per il Consorzio industriale dell’Aquila, per il Comune di Poggiofiorito (scuola materna), per l’Enoteca regionale di Ortona, l’Ente Fiera, l’Arssa e Abruzzo Lavoro».

 Di analogo tenore era stata la risposta dell’assessore Febbo al sindacato Direr che era sceso in campo per contestare queste dichiarazioni ed in difesa dell’operato dei dirigenti regionali. In realtà, da quello che si legge nella lettera, questi fondi approvati a dicembre erano indisponibili fin dall’approvazione del passato bilancio di previsione che aveva vincolato le somme a disposizione. Secondo le disposizioni di legge, infatti è il funzionario e non il politico a dover dare l’ok alle proposte di utilizzazione di questi fondi e nel caso di Febbo l’ok non c’era stato.
Insomma “l’infedeltà” dei dirigenti non ci sarebbe stata, perché il funzionario deve essere fedele alla Costituzione (che impone la copertura finanziaria delle leggi) e non all’assessore. Cioè se le somme decise non potevano essere disimpegnate (di qui il no del Bilancio) erano come se non esistessero. Basta leggere gli interventi dei consiglieri di opposizione (Gino Milano, Franco Caramanico, Lucrezio Paolini, Camillo D’Alessandro e Claudio Ruffini) al momento del voto in aula e così ancora più chiaramente lo scrivono il direttore del Bilancio Filomena Ibello, il dirigente Carmine Cipollone e la responsabile dell’ufficio Annarita Sponsillo: «la variazione di bilancio è ineseguibile per mancanza di copertura finanziaria. Pertanto gli interventi proposti non sono iscrivibili in bilancio e dunque non sono realizzabili».   

Sebastiano Calella