CARTE BOLLATE

Villa Pini, S. Maria de Criptis respinge le accuse e la richiesta di danni

«Le pretese dei tre aspiranti soci sono generiche ed infondate»

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Villa Pini, S. Maria de Criptis respinge le accuse e la richiesta di danni

Di Lorenzo

 

 

 

 

CHIETI.«Restituire i 700 mila euro della cauzione per Villa Pini? E perché? Non ce li siamo mica presi noi. E che significa la citazione per danno di immagine da parte dei tre imprenditori che ci accusano di non aver acquistato la clinica? Non hanno avuto nessun ruolo in quella vicenda e non si capisce come possano essere stati danneggiati».

 Così – attraverso l’avvocato Vincenzo Di Lorenzo - si difendono il Policlinico dell’eccellenza Santa Maria de Criptis e gli altri soggetti citati in giudizio da Di Carlo spa, Hospital service srl e Immobiliare Di Paolo srl nella loro veste di aspiranti soci del Policlinico impegnato nell’acquisizione – poi sfumata - di Villa Pini. Infatti nella loro veste di “promittenti acquirenti” i tre avevano anticipato quasi tutti i soldi (700 mila euro su 1 mln di deposito cauzionale) per consentire al Policlinico di partecipare all’asta. In cambio avevano ottenuto - con una scrittura privata, poi non onorata - l’impegno a loro favore di farli entrare in società con una quota del 70% in caso di aggiudicazione all’asta di Villa Pini. La risposta alle contestazioni di tutti i citati in giudizio (oltre l’ad di S. Maria de Criptis, gli altri soci del Policlinico: Cise srl, Medical centre ed i due figli di Carmine De Nicola) è semplice: «abbiamo usato i soldi per versare la cauzione necessaria a partecipare alla gara per l’acquisto di Villa Pini, ma poi il deposito cauzionale è stato incamerato dalla curatela sul presupposto dell’avvenuta decadenza del diritto a perfezionare l’acquisto per il mancato saldo del prezzo di aggiudicazione. Ma tutti sanno che proprio contro l’operato della curatela abbiamo attivato una citazione per tornare in possesso della clinica ed annullare la decadenza».

 Ma c’è una risposta anche alla seconda parte della citazione per il danno all’immagine e alla credibilità commerciale con la perdita di chance imprenditoriali (valutata 4 mln di euro). Sostiene infatti l’avvocato che «i tre denunciano di aver subìto, nel giugno 2013 ed in conseguenza del comportamento tenuto dal Policlinico, un grave danno del quale invocano l’integrale risarcimento. Però questa tesi non può essere condivisa perché non c’è alcuna responsabilità dei miei assistiti per il mancato perfezionamento della procedura di aggiudicazione definitiva di Villa Pini, dovuto a fatti accaduti tra l’accettazione dell’offerta di acquisto e la firma dell’atto di compravendita. Ci sono stati infatti comportamenti che noi riteniamo censurabili da parte della curatela e dell’affittuario Abano Terme srl che gestiva la clinica e che hanno distrutto l’intero avviamento commerciale di Villa Pini: in pratica la struttura aziendale è stata disarticolata e smembrata, impedendo così in concreto ogni possibile continuità o immediato riavvio dell’attività con la firma del contratto. Su queste vicende al Tribunale di Chieti è in corso uno specifico giudizio intentato da S. Maria de Criptis contro la Curatela del fallimento Villa Pini».

 Ma c’è di più, secondo la difesa: «è un mistero su quali basi si fonda la domanda risarcitoria del danno all’immagine. Non risulta infatti né allegato né dimostrato il benché minimo coinvolgimento nell’asta di Villa Pini da parte dei tre imprenditori. Così come è privo di ogni addentellato probatorio l’asserito danno da “perdita di chance”, le cui caratteristiche sono del tutto assenti nella citazione che ha introdotto il giudizio».

 Senza dire che la quantificazione dei danni (4 mln) «risulta frutto di un’operazione assolutamente arbitraria ed ingiustificata, vista la mancata indicazione dei parametri utilizzati in concreto»

 Insomma la citazione – questa è la richiesta secca dell’avvocato Di Lorenzo – «va respinta perché è generica e perché le richieste sono infondate. Il tutto con spese a carico».

Sebastiano Calella