SANITA'

Abruzzo. Interpellanza Pd: che fine ha fatto il progetto “Sanità sicura”?

Intanto il 9 marzo partono per Israele i primi 20 addetti al soccorso

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Giovanni D'Amico

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ABRUZZO. I consiglieri regionali Camillo D’Alessandro e Giovanni D’Amico (Pd) chiedono con un’interpellanza al commissario Gianni Chiodi di avere notizie del progetto di cooperazione sanitaria con Israele, per il quale nell’aprile scorso fu istituito un gruppo di lavoro coordinato dal consulente Gabriele Rossi.
«Cosa ha prodotto fino ad oggi questo esperto, scelto personalmente da Chiodi con il “modico” compenso di 261 mila euro in tre anni? Ci sono stati accordi di cooperazione e di collaborazione con Israele - che non conosciamo – dopo l’incontro con l’ambasciatore avvenuto all’Aquila nel 2012?»
 Questo chiedono di conoscere i due consiglieri del Pd, riportando alla luce le polemiche che accompagnarono la nomina di Rossi come coordinatore del progetto triennale “Abruzzo 2020 Sanità Sicura”. In effetti il capogruppo Pd Camillo D’Alessandro ha fatto già notare all’epoca, con un’interpellanza, «come tale incarico a Rossi fosse stato assegnato in mancanza di competenze specifiche nel campo della sanità e tantomeno nell’ambito della rete emergenza-urgenza, e che nelle motivazioni del dispositivo per l’affidamento dell’incarico (con delibera dell’Agenzia sanitaria) Gabriele Rossi è stato individuato tramite comunicazione a firma del Presidente della Regione Abruzzo. Il presidente  - ricordano i due consiglieri - ha respinto ogni sospetto di ingerenza nella scelta del coordinatore del progetto ed ha sostenuto la volontà di  predisporre la rete di emergenza urgenza quale opera assolutamente meritevole. Però ad oggi non ci sono notizie e/o relazioni sul progetto di cooperazione e nessuna notizia neanche in merito all’incontro che il presidente Chiodi ha avuto all’Aquila già dal 2012 con l’ambasciatore d’Israele».
 In attesa di conoscere le risposte di Chiodi, soprattutto sui rapporti con Israele, a Primadanoi.it risulta che il prossimo 9 marzo partirà il primo gruppo di 20 persone (ogni Asl invia 5 tra medici, infermieri ed autisti del 118) per un primo stage nei servizi di Pronto soccorso israeliani. Ad ottobre seguirà un altro gruppo di 20 persone e così in tre anni saranno formate 120 professionalità del settore emergenza-urgenza. Il tutto con un fine già dichiarato a Pescara, al momento della presentazione del progetto con la presenza dell’ambasciatore: si tratta di assicurare su tutto il territorio abruzzese un comportamento uniforme da parte degli addetti al soccorso. Come chiarì Amedeo Budassi, attuale direttore dell’Agenzia sanitaria abruzzese e all’epoca tra i fondatori del 118: «medici ed infermieri debbono abituarsi a lavorare nello stesso modo e così gli abruzzesi saranno soccorsi senza differenze di trattamento in caso di emergenza».
Sebastiano Calella