L'INTERROGATORIO

D’Alfonso ‘a scrocco’: «luce, gas e acqua di casa: pagavano i suoceri»

Ecco cosa disse l’ex sindaco ai giudici durante il suo interrogatorio

Redazione Pdn

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D’Alfonso ‘a scrocco’: «luce, gas e acqua di casa: pagavano i suoceri»

Luciano d'Alfonso




PESCARA. «Il punto di vista dell’accusa è fondamentale ma è solo uno dei tre che costituiscono il processo penale».
Così ieri mattina in conferenza stampa il candidato alle primarie del centrosinistra Luciano D’Alfonso ha contestato l’articolo pubblicato due giorni fa da il Fatto quotidiano.
Un articolo che porta le questioni giudiziarie dell’ex primo cittadino all’interno della campagna elettorale in vista delle prossime Regionali.
E’ stata ricostruita in quell’articolo contestato la tesi dell’accusa nell’ambito del processo Housework: D’Alfonso è stato assolto e per tre imputazioni (capi G, S bis, Mm) è sopraggiunta la prescrizione. La Procura ha presentato appello. La questione ruota anche intorno ai prelevamenti inesistenti dai conti corrente personali dell’ex sindaco, segno, dice l’accusa, che l’ex amministratore pubblico avesse a disposizione riserve liquide per vivere non note.
Se l’ex sindaco contesta che la stampa riporti solo un punto di vista (quella dell’accusa) già da ieri PrimaDaNoi.it ha iniziato a pubblicare la prima parte del verbale delle dichiarazioni rese in aula proprio dall'ex sindaco il 15 ottobre del 2012 davanti ai giudici.
In quella occasione ha confermato che per le spese veniva supportato dai familiari: tra pensioni, tfr, risparmi di una vita ha comprato negli anni una abitazione, una moto, ha effettuato una ristrutturazione di un immobile, pagava le bollette e altro ancora.
Per i viaggi, invece, a pagare era sempre Carlo Toto «per una questione di amicizia».
La versione che un sindaco già ex presidente di Provincia abbia campato per anni «a scrocco» (copyrigth Fatto Quotidiano) è come dice D’Alfonso la ricostruzione dell’accusa ma lui stesso l’ha confermata e la cosa è stata ritenuta plausibile e certificata dalla sentenza di primo grado per cui al momento costituisce la "verità giudiziaria" anche se non definitiva.

ALCUNI LAVORI ALLA VILLA PAGATI DAI GENITORI

P.M.: Ascolti, risulta in questo caso dai documenti prodotti dalla sua Difesa che lei nel 2006 abbia pagato una serie di fatture che riguardano la costruzione della villa di Lettomanoppello, in particolare la fattura Ferri che è dell'importo di 11.716 euro.
D’ALFONSO: Sì.
P.M.: La fattura Garofoli, che ricorderà che alla scorsa udienza...
D’ALFONSO: Le ho già detto che Garofoli e Ferri mi sono stati corrisposti dai miei genitori. Ferri per una grande parte, credo 10 mila euro, e per la parte restante, mille e 700 euro ho corrisposto io con le mie risorse.
P.M.: I suoi genitori sempre in contanti?
D’ALFONSO: Sì.
P.M.: E Garofoli per 8 mila euro?
D’ALFONSO: L'ho detto, Garofoli e Ferri. 8 mila euro i miei genitori e 10 mila euro per Ferri i miei genitori.
P.M.: In contanti?
D’ALFONSO: Sì.
P.M.: Stessa cosa immagino quindi per la vetreria, euro 3.395,60?
D’ALFONSO: Sì.

 

LUCE E GAS DELLE DUE CASE: L’AIUTO DEI SUOCERI

P.M.: E per quanto riguarda invece le spese di mantenimento e gestione delle abitazioni che erano a sua disposizione? Enel, acqua, gas? Il consulente calcola in 12.500 euro sempre pagati in contanti. Dico in contanti perché non ci sono risultanze di uscite dai suoi conti correnti.
D’ALFONSO: Le abitazioni erano due a quella data, perché la terza abitazione, quella di Lettomanoppello non era ancora un onere in uscita. Quella di Pescara e quella di Francavilla. Per quella di Francavilla avevo l'affitto annuale corrisposto da chi me... (…) Cioè, lei dice: le utenze riferite alla casa di Francavilla e di Pescara come le sostengo?
P.M.: Sì.
IMPUTATO: Adesso le dico (…) I miei suoceri mi hanno aiutato per quanto riguarda la conduzione sia dell'abitazione di Pescara, per quanto riguarda i servizi, sia per quanto riguarda anche Francavilla. Tenga conto che io a Francavilla ho potuto fare sì che diventasse anche elemento di introito annuale con circa 2 mila euro ed in due circostanze ho ricevuto 800 euro da un condomino del palazzo, la famiglia Milano - Angelucci, ed in un'altra circostanza 700 euro. La famiglia dei miei suoceri mi ha aiutato per quanto riguarda il mantenimento diciamo delle incombenze quotidiane fino a quando non ho potuto mettere in vendita l'immobile di Francavilla di proprietà di mia moglie in via Bachelè, che mi ha dato il definitivo respiro rispetto alla definizione dei pagamenti che io dovevo fare per questa esigente abitazione di Lettomanoppello.


(….)

LA VILLA DI LETTOMANOPPELLO E LA SQUADRA DI PARENTI E AMICI AL LAVORO

 

D’ALFONSO: Io ho scelto il fornitore che mi ha fatto casa, Rossano Cardinale, perché era di provenienza della mia zona, poiché nella mia zona mi hanno dato...
PRESIDENTE DI CARLO: Erano tutte persone che lei conosceva?
D’ALFONSO: Ma non è solo questo, Presidente. Mi permetta di dirle. Perché, vede, io non volevo che mi si dicesse: "È diventato Sindaco e mò si scorda della gente che ce lo ha portato", nel senso che io quella gente lì, quel muratore che è venuto a parlare qui, Di Mascio Sandro Costantino, quello fa parte di un gruppo di persone che con il sorriso ed il supporto mi hanno consentito di fare attività politica. Allora quando faccio casa, faccio lavori riguardanti la mia proprietà, io non posso non tenere conto di loro, perché nei bar l'avrebbero detto. Allora la prima cosa che faccio è che scelgo Di Mascio Sandro Costantino. "Mi fai la casa tu?" e lui mi dice: "Con tutto il cuore. Fammi capire di che si tratta". Poi si accorge che lui aveva all'inizio per il cemento armato un'incompatibilità e quando gli chiedo le tamponature, le finiture, la grande parte del lavoro diciamo del didentro dell'abitazione mi dice: "Non sono nella condizione organizzativa temporale di potertela fare". Ma il mio obiettivo era lui. Dopo di lui vado da Cardinale che è di Manoppello. Se io volevo lo sconto li facevo fare a Di Vincenzo, a Chiavaroli, a D'Andrea, a Debora Caldora, a Toto stesso. E perché dovrei fare quella circumnavigazione che pure è stata scritta negli atti di processo? E per quale ragione? Io quando ho chiesto a questi colossi imprenditoriali: "Mi sostenete la Pescara Calcio? Mi sostenete il Ponte del Mare? Mi pagate le luci per il Natale? Mi pagate il concerto di Branduardi? Mi aiutate il dopolavoro del Comune di Pescara?" mi hanno detto sì subito. Quindi non era lo sconto quello che mi ha portato a costui, non era lo sconto….

 


IN GIRO PER IL MONDO GRATIS CON TOTO



P.M.: Risulta che lei abbia fatto una serie di viaggi all'estero. Partiamo dalla fine. Risulta in particolare che nel 2006 lei ad aprile sia stato a Malta – Venezia ed a settembre a Santiago de Compostela. Lo sappiamo perché vi sono delle risultanze documentali delle quali avrà preso cognizione durante il processo. La domanda è: partendo dal viaggio di Malta, chi ha pagato le spese di questo viaggio?
D’ALFONSO: Come ho anche dichiarato durante i lavori di questo processo che i viaggi fatti con la famiglia Toto dalla mia famiglia sono stati viaggi che non sono stati onerosi per la mia famiglia. Ed aggiungo per sua comodità e anche per comodità del Tribunale: i viaggi non sono solo quelli che sono stati registrati negli atti di questo processo. Ci sono numerosi viaggi fatti prima e ci sono viaggi anche fatti dopo. Ce ne è almeno uno che io ricordo, perché ovviamente la mia condizione memorica non è quella che pure vorrei avere. Ce ne è almeno uno che è stato fatto dopo ed è un viaggio fatto a Cracovia nell'aprile del 2008 (…) ho letto negli atti di questo processo che ad un certo punto mi sarei accorto di essere sotto processo e ho cessato di fare i viaggi o addirittura mi sono accorto di essere sotto processo ed i viaggi prenotati non si sono effettuati. Ci sono stati due viaggi, uno ad Abu Dhabi ed uno a Gerusalemme che non si sono tenuti non perché ho appurato non so quale tipo di marchingegno dentro la Procura. Semplicemente perché non avevo la possibilità di aderire a quel viaggio e questo che cosa rileva? Come venivano programmati questi viaggi? Erano dazioni di viaggio a D'Alfonso? O erano viaggi della famiglia Toto e poi a metà della settimana, quando stava per avvicinarsi la data del viaggio, arrivava la telefonata del grande Carlo Toto che mi diceva: "Prepara la valigia che partiamo", "Dove andiamo? Quando?" "Domenica andiamo a Gerusalemme" "Non posso venire. Non era la dazione di un viaggio. Non era il concordato di un viaggio che si dava a me, o alla mia famiglia, o in cambio di qualcosa, come verrà svelato, o addirittura il destinatario principale, il gaudente principale la mia famiglia. No, il protagonista del viaggio era la famiglia Toto e poi si cercavano gli accompagnatori. Se non stessi parlando in un'Aula di Tribunale direi: e poi si cercavano i dami di compagnia.


(…)

TOTO EL MUNDO

 

D’ALFONSO: I due viaggi non sono stati onerosi per la mia famiglia. Sono stati onerosi, come tutti gli altri viaggi, per la Toto S.p.A.. Ed io comincio a viaggiare con il mezzo della Toto S.p.A., anche quando si chiamava Ali Adriatica, attorno al 1988, facendo un viaggio a Palermo. Andammo alla chiesa di Santa Rosalia e poi andammo anche a fare una visita di piacere ad un noto produttore di dolci siciliani. Poi siamo stati a Torino.
Abbiamo fatto numerose alzate a volo in corrispondenza del bisogno di tempo libero che aveva Carlo Toto. C'è un altro viaggio che non compare, a Lourdes, programmato dalla signora Giulia Toto in presenza di un sacerdote di loro fiducia. E ci dicono: "Volete venire?".

 


NEMMENO UNA CARAMELLA


P.M.: D'accordo, però quando si fa un viaggio con moglie e più figli in genere ci si porta dietro del denaro contante e una carta di credito per le spese spicciole. Se suo figlio vuole le caramelle non credo che lei si sia rivolto a Calto Toto chiedendogli: "Compra le caramelle a mio figlio". L'avrà comprate lei.
D’ALFONSO: Malta era una specie di cattedrale isolata in un posto sperduto, dove prevaleva il sole, l'acqua e la solitudine. E dove siamo stati bombardati... Io sono stato bombardato dalle riflessioni di questo uomo sul futuro dell'economia, dell'Europa, sul trasporto ferroviario che sarebbe diventato la grande opportunità. E poi c'era anche il figliuolo con il quale abbiamo discettato di storie di filosofia. Erano praticamente degli assorbimenti totali in luoghi dove veramente ci va o chi è prossimo all'esaurimento o alla disperazione. (…) Sì, ma io porto con me la carta di credito e se mi esce un bisogno corrisposto con questa carta di credito.
Ma io voglio anche evidenziare quali sono i rapporti tra i componenti della mia famiglia ed i componenti della famiglia Toto. Mio figlio è stato battezzato, Luca, da Carlo Toto. Noi abbiamo una contiguità familiare che concerne molta parte del nostro tempo libero. Il sabato, la domenica, ci si cerca, e veniamo cercati, e vengo cercato, perché coloro i quali lavorano molto in una dimensione imprenditoriale poi nei confronti degli amici con i quali c'è coltivazione c'è anche particolare generosità e c'è particolare attenzione. Io mi ricordo per esempio che nel 2004, quando mio fratello ebbe il problema di salute (…) io partii subito per gli Stati Uniti. E parliamo del 2002. A marzo del 2003 mi pare che andai ad Atlanta e poi a Chicago. C'era difficoltà per avere il biglietto poiché eravamo qualche mese dopo il settembre del 2001. Non solo lui mi procurò i biglietti per andare lì, non solo, ma mi organizzò anche le occorrenze nel luogo dove io atterrai, perché il volo non fu diretto, Roma - Chicago, ma fu Roma - Atlanta - Chicago, mi attrezzò una persona che mi potesse accompagnare per evitare che io avessi diciamo un disordine nel ritrovamento dell'aereo successivo che dovevo prendere. Così come quando sono tornato, sono volato subito a Verona, dove venne ricoverato, il suo autista, ed era di ritorno da questo viaggio che durò tre o quattro giorni, il suo autista, Roberto Sorgiacomo, mi accompagnò a Verona per fare in modo che mio fratello venisse collocato, verificato, visionato.


(…..)

A LONDRA CON LA FIRA PER LE CARTOLARIZZAZIONI

P.M.: Risulta poi che l'11 aprile del 2004 c'è una spesa presso Harrods Night Bridge di Londra. Lei è stato a Londra in questo periodo?
D’ALFONSO: Sì.
P.M.: E il viaggio a carico di chi è stato?
D’ALFONSO: Le dico subito. Nel 2004 ci fu la presentazione a Londra di un rapporto che curò la Regione Abruzzo per quanto riguardava i suoi prodotti di cartolarizzazione finanziaria e si organizzò un volo privato al quale volo parteciparono: Pasquale Pacilio; un giornalista che adesso credo abbia un ruolo cresciuto all'interno di Rete 8, Caporale; il Presidente della Cassa di Risparmio di Pescara ed io fui al pari di altri ospite di questo viaggio. Mi comprai un paio di ciabatte a Londra, e potrei ricostruire la data esatta perché ci fu questo acquisto di queste ciabatte in conio londinese. Andammo alla Merrill Lynch ad assistere all'illustrazione di questa operazione finanziaria fatta da parte della Regione Abruzzo.
P.M.: Viaggio a carico di?
D’ALFONSO: Io sono stato invitato dalla Regione Abruzzo e da questa comunità di giornalisti. Credo che abbia pagato la Regione Abruzzo o qualche ente strumentale della Regione. A giudicare dal protagonismo, i protagonisti erano i regionali e il Presidente della Cassa di Risparmio.
PM.: Guardi, dalle annotazioni sulla sua agenda elettronica, non quelle esposte, quelle riservate, risulta che l'11 luglio 2005 lei sarebbe tornato a Londra.
D’ALFONSO: È stato un volo privato di andata e ritorno. Non mi ricordo quale fu il soggetto societario che collocò il mezzo. Ma è fuori di dubbio che sono stato lì per questa ragione, ma è di facile assunzione perché ci fu anche una rassegna stampa importante da questo punto di vista.