L'INTERROGATORIO

D’Alfonso ‘a scrocco’. «Pensioni, tfr e risparmi dei nonni»: la verità del sindaco raccontata in aula

Mobili, una moto, una automobile e finanziamenti a Europa Prossima: pagavano i parenti

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D’Alfonso ‘a scrocco’. «Pensioni, tfr e risparmi dei nonni»: la verità del sindaco raccontata in aula




ABRUZZO. «D’Alfonso è incandidabile, si ritiri immediatamente dalla competizione elettorale».
L’invito neppure troppo morbido arriva dal Movimento 5 Stelle e da Rifondazione Comunista che, prendendo spunto da un articolo (tardivo) de ‘Il Fatto quotidiano’ che ripropone una parte dei motivi contenuti nell’appello del pm Gennaro Varone.
Come già raccontato molti mesi fa da PrimaDanoi.it sono molti gli aspetti che vengono trattati nel corposo appello del pm alla sentenza che ha assolto gli imputati per oltre 40 capi di imputazione riferiti alla mega inchiesta denominata Housework.
In realtà, come avevamo già scritto in passato, la posizione di D’Alfonso è ulteriormente delicata in quanto se è vero che per molti capi di imputazione è stato assolto, per altri il tribunale ha riconosciuto la prescrizione non pronunciandosi dunque sulla piena “innocenza” ma solo sulla sussistenza della cancellazione del reato per il tempo passato.
Tra le argomentazioni che il pm utilizza per scardinare la sentenza di primo grado vi sono alcune circostanze che non sarebbero state valutate adeguatamente dal tribunale, come ad esempio alcuni documenti ufficiali e di per sé prova di presunti reati. Tra le circostanze particolari quella che l’ex sindaco non avrebbe prelevato cifre adeguate dai suoi conti per anni, l’aver utilizzato la pensione di genitori e della zia, l’aver viaggiato frequentemente sugli aerei dell’amico Toto…
Le accuse sono dunque note da tempo e se ne è parlato in abbondanza sia durante le indagini che durante lo spossante mega-processo.
Quello che invece è passato in secondo piano è la difesa dell’ex sindaco in corsa da governatore cioè le sue verità che sono state dette nell’aula 1 del tribunale e alle quali il collegio giudicante ha creduto pienamente.


ARREDI DI CASA COMPRATI CON I SOLDI DI MAMMA E PAPA’

E’ il 15 ottobre 2012 e D’Alfonso viene escusso dal pm Varone per la seconda volta ed è in questa sede che vengono spiegate nei particolari i dettagli dei movimenti bancari dell’ex sindaco


P.M.: La domanda è: quanto ha corrisposto a Puente Larusca Iesusa (proprietaria della casa di via Salita Zanni venduta al sindaco, nndr) a titolo di prezzo per questa compravendita?

D’Alfonso: Per l'appartamento ho corrisposto 150 mila euro e per l'arredamento, copioso, esistente all'interno, 30 mila euro.
Dei 30 mila euro però D’Alfonso non aveva parlato prima nell’interrogatorio di garanzia e gliene viene chiesto il perché.

D’Alfonso: «Io ho potuto fare una ricostruzione, anche con una certa difficoltà, aiutandomi molto con le carte del consulente della Procura della Repubblica di Pescara e anche con qualche minuto appunto che mi sono trattenuto. I 30 mila euro mi sono venuti da mia madre. Mia madre e mio padre hanno condotto la gestione di risparmi, provenienti questi risparmi dalla conclusione della loro attività lavorativa presso l'ente Poste S.p.A.. Un rapporto lavorativo, quello dei miei due genitori, che si è concluso a ridosso del 2000 e 2001. Il 2000 credo abbia riguardato mio padre e il 2001 abbia riguardato la conclusione di mia madre. Entrambi hanno preso il TFR, però la consistenza finanziaria se non ricordo male in lire, perché allora c'era costume di scrivere sia lire che euro perché si era a cavallo, 91 milioni di lire mio padre più 12 milioni a seguito di una causa di lavoro e 34 milioni di lire mia madre, quivi compresi anche delle risorse consegnate a lei quale incentivo per una conclusione anticipata di lavoro».

 


150 MILA EURO PER UN APPARTAMENTO DI 110 MQ


P.M.: Risulta che nello stesso giorno in cui la Puente Larusca Iesusa versa i 150 mila euro del prezzo contrattuale più i tre assegni circolari da 10 mila euro cadauno, che lei dice adesso provenire da sua madre, abbia altresì versato 99 mila euro in contatti. Lei sa qualcosa di questo denaro?
D’Alfonso: Non fanno riferimento al mio contratto.
P.M.: Li ha dati lei a...?
D’Alfonso: No.
P.M.: Il prezzo di 150 mila euro per un appartamento come quello che ha acquistato lei era assolutamente fuori mercato anche per la data in cui lei ha compiuto l'acquisto. Di questo si rende conto? 150 mila euro per un appartamento in via Salita Sanni di 110 metri quadrati circa.
Imputato: È un appartamento costruito nell'88, se non ricordo male. Un appartamento che costituiva un peso per questa famiglia che si è trovata, la famiglia Spagnola da cui io ho comprato... Volevano assolutamente vendere e hanno potuto vendere alla mia persona attraverso la presentazione di una persona di loro fiducia e hanno concordato questo prezzo che, o l'avrei preso io, o l'avrebbe preso questa persona di loro fiducia.

 

Nell’appartamento acquistato facendo un buon affare però c’era bisogno di fare dei lavori poi svolti dalla società di Massimo De Cesaris (anche lui assolto nel processo) che ha lavorato con il Comune all’epoca di D’Alfonso.


IL MOTORINO ED IL PRELIEVO DELL’ANNO PRIMA


P.M.: Senta, risulta ancora dalle indagini che lei abbia acquistato, ho prodotto i documenti stamattina, credo nel maggio del 2006 un ciclomotore pagandolo 6.500 euro.
Come ha corrisposto questo prezzo?
D’Alfonso: In corrispondenza del giorno in cui ho preso il ciclomotore io ho prelevato dal mio conto corrente 3 mila euro e la parte restante dei 3 mila euro mi sono venuti da un prelievo che io ho fatto in data 30 giugno del 2004 presso la BPA di 12 mila e 525 euro. 2005, chiedo scusa. Ma è tutto comodamente rintracciabile attraverso anche i numeri della sua consulenza.
P.M.: Il prelievo cui lei fa riferimento è del giugno del 2005?
D’Alfonso : Allora, c'è un prelievo dalla BPA, pagina 26 della sua consulenza, di 12 mila e 500...
P.M.: In che data?
D’Alfonso: 30 giugno del 2004.
P.M.: Un prelievo in contanti?
Imputato: Un prelievo in contanti.
P.M.: 2005.
D’Alfonso: Chiedo scusa, prelievo Caripe.
P.M.: Di 12 mila e?
D’Alfonso: E 525 euro.
P.M.: Ma l'acquisto del ciclomotore è di circa un anno dopo o sbaglio?
D’Alfonso: Sì, ma io faccio questo prelievo perché mi sono trovato nella condizione di corrispondere supporto, come in altre circostanze della mia vita a far data dal 2002, alle esigenze di mio fratello, il quale in corrispondenza del 2004 viene sottoposto ad un bombardamento di cure e di prestazioni.
(…)
P.M.: Sì, questi 12.525 euro il 30 giugno del 2005.
D’Alfonso: Sì.
P.M.: E li ha tenuti in contanti con sé per circa un anno?
D’Alfonso: Come mi capita spesso. E come capita spesso anche alla mia figlia.

 


L’AQUISTO DELLA VOLVO ED I SOLDI DEI GENITORI

 

P.M.: Risulta che lei nel giugno sempre del 2005 abbia acquistato una Volvo XC90 per il prezzo di... In realtà la fattura è per 38.690 euro, ma essendovi una permuta il prezzo netto è di 25 mila euro. Come ha pagato questa macchina?
D’Alfonso: Allora, la Volvo costò 38 mila euro. A questi 38 mila euro il venditore della Volvo mi ha applicato, prima della costituzione di questo numero di consistenza di costo, credo 5 o 6 mila euro di sconto. Arriviamo a 38 mila euro. Mi riconosce 13.690 euro come valore della macchina che io gli davo in cambio.
(…)
Io corrispondo il valore della macchina per 13.690 euro, corrispondo un assegno di 12 mila euro, come anche dalla documentazione che voi avete in possesso, ed i miei genitori corrispondono la parte restante se non ricordo male di 13 mila euro. 13 mila, 12 mila e 13690 euro hanno fatto la consistenza dell'intero dovuto alla Volvo. Prima di poter disporre di questa macchina capace di accogliere la dimensione di mio fratello io ho dovuto fare il chieditore a chiunque aveva una macchina di queste dimensioni per fare in modo che mio fratello per 72 volte venisse accompagnato presso la clinica Villa Pini(…)
P.M.: Senta, questi 13 mila euro di differenza i suoi genitori li hanno corrisposti in contanti?
D’Alfonso: In contanti li hanno corrisposti perché i miei genitori hanno assunto dai loro conti, che sono i conti animati, sia dalle loro liquidazioni che dai loro risparmi e anche da ciò che loro hanno ereditato dai miei nonni, da mia nonna Rosa Crivelli, la quale prendeva 6 milioni di lire al mese di pensione al tempo della lira e poi prendeva anche degli affitti. Quando lei è morta, come è emerso anche in questo processo, ci sono state queste sopravvenienze da risparmi dalla sua condizione. Una famiglia, quella di mia nonna, composta di tre persone e tre persone bisognose di consumare per la loro vita quotidiana un terzo di quello che loro incassavano. Mio padre preleva nel 2004 38 mila euro, e la consulenza lo ricostruisce con molta agiatezza. Con questi 38 mila euro sono stati effettuati, combinati anche con i risparmi di mia nonna, il pagamento della parte restante della Volvo, il pagamento di Garofoli Porte per 8 mila euro ed una parte del pagamento anche di Ferri Elettroforniture. Il parte restante del pagamento di Ferri Elettroforniture l'ho definito io con le disponibilità sulle mie mani all'interno delle mie tasche provenienti sia dai prelievi che dall'incasso dei piccoli affitti che annualmente io ho ricevuto.

 


ASSEGNO CIRCOLARE E DENARO CONTANTE



P.M.: Senta, risulta ancora che lei il 26 gennaio 2006 abbia richiesto un assegno circolare di 5 mila euro per versarlo in favore di Europa Prossima.
D’Alfonso: Sì.
P.M.: E la distinta di versamento attesta che si tratta di un assegno circolare la cui provvista è formata con denaro contante. Da dove vengono questi soldi?
D’Alfonso: Glielo dico subito. Allora, tenga conto che nel periodo di riferimento, quando cioè mia nonna è venuta meno, e mia nonna è venuta meno l'8 di aprile del 2003, sia per il 2002, nel quale anno lei era malata di tumore al sangue, e muore mio zio Filippo per un tumore ai polmoni, io divento lungo soldato abile arruolato di questa famiglia che gestisce sia le loro necessità di spostamento che i proventi anche di affitti riferiti a patrimoni mobiliari verticali e anche orizzontali, terreni e abitazioni.
Io ho nella disponibilità in questi anni sia questi fatti, sia prelievi significativi che sono stati richiamati, ma ai quali vanno aggiunti per esempio anche lo smobilizzo di alcuni libretti postali nella misura di 5 e 700 euro in corrispondenza delle date... Allora, 24 novembre 2004, i libretti postali N. 4256 del 13 luglio del '98, 4262 del 17 agosto del '98, 4257 del 21 luglio del '98 e poi 4261 del 10 agosto del '98.
(…)
Più ci sono gli affitti, più c'è un aiuto mensile che i genitori di mia moglie, che sono
gestrici, esercenti un'attività commerciale di tabaccheria a Manoppello. Una famiglia, quella dei genitori di mia moglie, che è così composta e che porta avanti le seguenti attività. È composta da un marito, una moglie ed un figlio. Gli unici nipoti di questa famiglia sono i miei figli. (…)


(continua)