FUSA E FUSIONI

Referendum ‘Nuova Pescara’, Mascia dice no e accelera su area metropolitana

Febo: «il sindaco di Spoltore impugno il decreto»

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Referendum ‘Nuova Pescara’, Mascia dice no e accelera su area metropolitana




ABRUZZO. Il prossimo 25 maggio i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore saranno chiamati ad esprimersi sulla ‘Nuova Pescara’.

Ovvero il progetto di fusione dei tre comuni che fino a questo momento divide la politica. C’è chi sostiene che ci potrebbe essere una reale riduzione dei costi di gestione (i promotori parlano di 134 milioni in dieci anni) e chi invece pensa che la strada da intraprendere non sia questa.
Come ad esempio il primo cittadino di Pescara, Luigi Albore Mascia, che ieri ha sottoscritto insieme ad altri sei sindaci un protocollo d’Intesa per uno studio strategico dell’area metropolitana Chieti-Pescara. «L’Area Metropolitana, la cosiddetta ‘Grande Pescara’ esiste già ed è questa, ha detto Mascia, riferendosi proprio all’accordo firmato ieri mattina da sette distinte e diverse municipalità (oltre Pescara ci sono Chieti, San Giovanni Teatino, Spoltore, Manoppello, Cepagatti e Rosciano).
Dunque i sette Comuni sottoscrittori si impegnano a dare mandato ai rispettivi uffici tecnici per la redazione congiunta di uno studio strategico per «una pianificazione unitaria del territorio».
Dopo la firma di ieri, ciascun Comune sottoporrà ai propri Organi competenti il documento per designare i nominativi dei tecnici che collaboreranno alla redazione dello studio strategico e, al termine della redazione del Piano, lo stesso verrà sottoposto all’attenzione dei rispettivi Consigli comunali.
«Noi stiamo già realizzando l’idea della ‘Grande Pescara’», insiste il sindaco, «e lo stiamo facendo con atti concreti e misure reali, perché per ripensare insieme i nostri territori, non c’è bisogno di spostare confini geografici fittizi, non c’è bisogno di un segno sulla carta geografica, basta in realtà buon senso e buona volontà, è sufficiente la capacità di superare gli steccati del pregiudizio ideologico e di lavorare insieme, pensando, specie in questi momenti di crisi che devono vederci tutti coinvolti e istituzionalmente responsabilizzati, esclusivamente agli interessi dei nostri territori».
«Nel sottoscrivere questo documento - ha dichiarato il sindaco Di Primio – tutti noi abbiamo pensato di offrire un maggiore contributo ad una area vasta come quella di Chieti-Pescara, fatta di vocazioni diverse. Dobbiamo iniziare a creare le condizioni perché i Comuni pensino e soddisfino la qualità dei servizi anche attraverso una razionalizzazione degli stessi, evitando inutili sprechi. Questo progetto ha tutte le caratteristiche per essere vincente».

FEBO: «IL COMUNE IMPUGNI IL REFERENDUM»
Dal Comune di Spoltore, coinvolto nella riforma oggetto di Referendum, la consigliera comunale di minoranza, Marina Febo, chiede all’amministrazione Di Lorito, di impugnare il decreto firmato due giorni fa dal presidente Chiodi.
Secondo l’esponente del centrodestra questa consultazione non può svolgersi: «La legge regionale fino a dicembre 2013 prevedeva l’indizione del referendum in certe date stabilite. Il Consiglio regionale ha poi cambiato le regole adottando delle modifiche per rendere ciò possibile in nome di un paventato contenimento della spesa pubblica. Ma se l’obiettivo era di semplificare e risparmiare i costi inutili della pubblica amministrazione regionale, come mai non è stata adottata una legge regionale che obbligasse l’accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti così numerosi nella nostra Regione?».
Anche le modalità di svolgimento del referendum , contesta Febo, «sono state inspiegabilmente cambiate dal Consiglio regionale a dicembre scorso: è stato addirittura eliminato il quorum costitutivo precedentemente previsto stabilendo che il referendum è valido “indipendentemente dal numero di elettori che ha partecipato". Ma una decisione così importante che prevede la soppressione di Comuni e la riorganizzazione dei nostri territori non deve essere il frutto del più alto consenso possibile da parte dei cittadini?»
Non solo: il Consiglio regionale ha anche previsto che il presidente della Regione che sarà eletto ‘dovrà’ procedere entro 90 giorni dall’insediamento a eseguire la fusione se questo sarà l’esito del referendum.
«Tutte queste modifiche rendono chiaro l’intento», protesta la consigliera, « qualcuno ha deciso che questa fusione s’ha da fare, a prescindere da come e da quanti cittadini si esprimeranno in merito e nonostante i tre sindaci abbiano già espresso il loro scetticismo».

«TROPPE DECISIONI IN UN SOLO GIORNO»
Al  sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, non piace invece l’idea che il referendum si tenga il 25 maggio e teme un disorientamento dei cittadini che nello stesso giorno dovranno votare anche per le Regionali e per le Europee (i pescaresi e i montesilvanesi anche pe le Comunali). 
«Questo non significa che sono contrario al  referendum», spiega, «ma credo che esso non possa coincidere con altre consultazioni elettorali. Il primo cittadino ribadisce, poi, la sua posizione sull’eventuale unione di Spoltore, Pescara e Montesilvano in un unico Comune: «Credo che la fattiva fusione non sia al momento la soluzione adeguata, considerando i limiti della Pubblica Amministrazione. Con una soluzione di questo tipo la città più piccola rischierebbe di essere stritolata e fagocitata da portatori di interesse economicamente più grandi e più forti. Le tre realtà che compongono la cosiddetta area metropolitana devono, però, saper collaborare e relazionarsi con gli enti sovracomunali per la realizzazione delle infrastrutture necessarie e il raggiungimento di obiettivi importanti che, da soli, i comuni non possono garantire. Rischiamo di perdere, più degli altri comuni, la nostra identità, dal momento che la città di Spoltore ha una storia secolare».
«TROPPE DECISIONI IN UN SOLO GIORNO»

Al  sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, non piace invece l’idea che il referendum si tenga il 25 maggio e teme un disorientamento dei cittadini che nello stesso giorno dovranno votare anche per le Regionali e per le Europee (i pescaresi e i montesilvanesi anche pe le Comunali). «Questo non significa che sono contrario al  referendum», spiega, «ma credo che esso non possa coincidere con altre consultazioni elettorali. Il primo cittadino ribadisce, poi, la sua posizione sull’eventuale unione di Spoltore, Pescara e Montesilvano in un unico Comune: «Credo che la fattiva fusione non sia al momento la soluzione adeguata, considerando i limiti della Pubblica Amministrazione. Con una soluzione di questo tipo la città più piccola rischierebbe di essere stritolata e fagocitata da portatori di interesse economicamente più grandi e più forti. Le tre realtà che compongono la cosiddetta area metropolitana devono, però, saper collaborare e relazionarsi con gli enti sovracomunali per la realizzazione delle infrastrutture necessarie e il raggiungimento di obiettivi importanti che, da soli, i comuni non possono garantire. Rischiamo di perdere, più degli altri comuni, la nostra identità, dal momento che la città di Spoltore ha una storia secolare».

SCELTA CIVICA DICE SÌ
Sempre da Spoltore, invece, arriva un sì al referendum. E’ quello di Scelta Civica. «Spoltore deve scommettere sul suo futuro che potrà realizzarsi attraverso il riassetto delle aree di Spoltore, Pescara e Montesilvano in un unica grande città, per valorizzare ognuno la propria storia, le tradizioni, le radici, le peculiari vocazioni e le opportunità insite nei confini territoriali. In buona sostanza si potrebbe dire: insieme è meglio», dice il presidente del movimento civico Prima Spoltore-Scelta Civica, Luca Ranghelli insieme i vertici regionali di Scelta Civica Abruzzo, il coordinatore regionale Sergio Della Rocca e il deputato abruzzese di Scelta Civica per l’Italia Giulio Sottanelli.
Secondo Prima Spoltore-Scelta Civica Abruzzo «sono innegabili i benefici economici che genererà l’operazione di accorpamento con risparmi medi del 37% per la gestione trasporti unificata, del 42% sulla gestione unificata dei rifiuti, del 36% sulla fiscalità locale unificata, del 28% sulle società di servizi unificate e del 19% sulla polizia locale unificata per un totale di 13 milioni di euro di risparmi che daranno “un governo della città snello, veloce e semplificato con meno consigli e commissioni, società partecipate e relativi consigli di amministrazione».