IL FATTO

Giornalisti, bufera su LaQTv, Odg: «intervenga la Procura»

Aspiranti giornalisti pagati con i soldi destinati al servizio civile

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Luca Bergamotto

Luca Bergamotto





L’AQUILA. «Se esistono le condizioni, in caso di rinvio a giudizio, l'Ordine si costituirà parte civile. Lo sappia chi di dovere, che sia chiaro a questi che si fingono in ogni modo editori, perché chiunque oltraggia un giornalista non oltraggia solo un lavoratore, ma viola il bisogno di ogni cittadino di essere correttamente informato».
Lo ha detto stamattina a L’Aquila il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, affiancato da quello regionale Stefano Pallotta, a proposito della vertenza che interessa 14 ex dipendenti dell’emittente aquilana LaQtv.
Si tratta di ex lavoratori - tra personale giornalistico e tecnico - sottopagati, non pagati, senza contratto, in nero, con contratti capestro o retribuiti dal Servizio Civile nazionale pur lavorando in una televisione commerciale. «Una situazione del tutto patologica e cronica» hanno denunciato gli ex dipendenti in conferenza stampa.

Pallotta ha raccontato di aver scoperto la situazione di LaQtv quando una ex lavoratrice che voleva iscriversi all'Ordine difettava della documentazione necessaria. «Chiesi al direttore la documentazione ma lui me la negò nonostante la mia minaccia di deferimento al consiglio di disciplina», ha raccontato Pallotta, annunciando che sta esercitando per la prima volta in Abruzzo il potere sostitutivo per consentire l’iscrizione ai Pubblicisti, difronte al rifiuto di certificare il periodo lavorativo. Intanto la commissione disciplinare dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo sta esaminando la posizione del direttore responsabile dell’emittente, Luca Bergamotto, ex consigliere regionale nelle fila del centrodestra.

«Non è la prima volta che mi trovo a parlare di lavoro sommerso e di schiavitù in questa professione, ma nel mio ruolo è facile fare queste denunce. Apprezzo il coraggio di questi ragazzi e la segnalazione del presidente Pallotta che ha voluto questa conferenza nella sede dell’Ordine», ha poi aggiunto Iacopino, invitando più volte la Procura della Repubblica a interessarsi del caso ricordando che in ballo c’è l’utilizzo di fondi pubblici. Se i 433 euro che venivano corrisposti mensilmente venivano erogati dal servizio civile erogati tramite una onlus che li riceveva destinatari persone emittente commerciale il problema c’è. c’è un fatto che non torna, magistrato può indagare ed è giusto che lo faccia per fare verità.
Il presidente nazionale ha sottolineato che ci si trova di fronte ad una nuova forma di precariato, una pratica che prevede l’utilizzo dei fondi destinati al Servizio civile nazionale per il pagamento di alcuni dipendenti. Dunque, tenere una redazione a costo zero. «Siamo ben oltre le denunce arrivate finora riguardanti lavori a 3 euro netti a pezzo», conclude Iacopino.

Presente alla conferenza stampa anche Giuliana Vespa segretaria provinciale dell’Ugl, sindacato che sta seguendo le vertenze di una parte di ex dipendenti. «Abbiamo provato un contatto bonario con Partecipazioni L’Aquila Srl, società editrice di LaQtv, ma contrariamente ai principi della buona educazione, non abbiamo ricevuto risposte per mesi. Unico contatto, non risolutivo, è avvenuto nei giorni scorsi, guarda caso alla vigilia della conferenza stampa. Stanno seguendo la vicenda anche gli ispettori del lavoro», ha spiegato Vespa, «per ricostruire l’intera vicenda. Noi andremo avanti e faremo tutto il possibile per far recuperare la dignità del lavoro a questi ragazzi».

IL RACCONTO DEGLI EX LAVORATORI
Il Fatto Quotidiano ha intervistato alcuni degli ex dipendenti che hanno raccontato «per il progetto e l’ammissione al Servizio Civile parlammo con Luca Bergamotto e Paola Sarra che, all’epoca, era la vice presidente dell’associazione. Non avevo in mente di diventare giornalista: l’obiettivo era soltanto il servizio civile. A ottobre Bergamotto ci parla di un progetto nel quale vuole coinvolgerci: una tv a scopo sociale, non commerciale, quindi avremmo frequentato un corso di formazione. Invece di lì a poco ci siamo trasferiti nella Casa dell’Associazionismo anche perché la sede dell’associazione s’era spostata lì. Siamo andati in video mentre era ancora in corso il servizio civile, ma ho lavorato solo come giornalista, in una tv commerciale a tutti gli effetti. Soltanto dopo abbiamo firmato dei contratti trimestrali da 500 euro mensili che, in alcuni casi, non sono neanche stati pagati regolarmente. E anche in questo momento, per quel che so, ci sono ragazzi del Servizio civile che collaborano con LAqtv». 

Pare che il giornale oggi sia andato letteralmente a ruba ed in molti non sono riusciti a trovare nemmeno una copia in città...

100 MILA EURO DI FONDI PUBBLICI
Ma Bergamotto, sempre al Fq, smentisce su tutta la linea «dei volontari del Servizio Civile sono stati da noi, nell’associazione Gioacchino Volpe, e anche in tv, ma è stata un’occasione per selezionare qualcuno. Ad alcuni ragazzi, che ritenevamo capaci, abbiamo proposto di provare, poi sono stati contrattualizzati. Andavano in onda, ma soltanto dopo aver firmato una liberatoria, e anche ora abbiamo 7 ragazzi del servizio civile – per il progetto ‘Digiaquila’, che presuppone l’utilizzo di strumenti digitali: stanno apprendendo delle tecniche ma il progetto è fuori da LAqtv. È solo formazione».
Bergamotto ha spiegato che i 7 ragazzi non hanno un stipendio, ma un rimborso di 433 euro, pagato direttamente dal Servizio Civile nazionale: «né l’associazione, né l’Aqtv, vedono passare un solo euro». L’associazione Gioacchino Volpe, della quale Bergamotto dice di essere socio, e Paola Sarra, editrice di LAqtv, è operatrice di progetto, ha preso finanziamenti pubblici per circa 100mila euro. «L’associazione – conferma Bergamotto – ha avuto un finanziamento di 70mila euro poi spesi per attrezzature, computer e telecamere, che utilizziamo come centro studi: abbiamo concesso una parte di questi immobili alla tv che ci paga l’affitto e per noi è un piccolo reddito».

LA SOCIETA’: «MASSIMA COLLABORAZIONE»

Massima collaborazione, sia con l'Ugl che con gli enti previdenziali. L'amministratore unico della società Partecipazione L'Aquila srl, Paolo Sarra, ediotre dell'emittente di LaQtv, interviene, con una nota, dopo la conferenza stampa.

«La nostra azienda - afferma - ha ricevuto ad oggi cinque vertenze sindacali dall'Ugl di L'Aquila». Sarra allega nella nota una lettera data 15 febbraio nella quale viene espressa la disponibilità «ad esperire la conciliazione previo confronto tra le richieste dei lavoratori e quanto eventualmente risultante alla parte datoriale, e di farlo nel più breve tempo possibile. La sigla sindacale ha anche anticipato che altri tre lavoratori avevano presentato istanza e che la stessa ci sarebbe stata trasmessa al più presto, ricevendo medesima assicurazione di rapida evasione da parte nostra».

Relativamente all'ipotesi di utilizzo di personale in Servizio Civile - puntualizza Sarra - «la competenza è attribuita dalla norma alla Regione Abruzzo, che ha potestà ispettiva sullo svolgimento dei progetti che, come erroneamente supposto, non constano di finanziamenti gestionali. Inoltre, è noto, che sia l'Inpgi che la Direzione provinciale del Lavoro hanno già da tempo a disposizione tutta la documentazione per verificare la congruità delle singole posizioni contrattuali nell'ambito della disciplina collettiva Radiotelevisioni Private, e che l'azienda ha prestato in ogni circostanza la massima collaborazione con i suddetti enti previdenziali, i soli che possono trarre conclusioni non sommarie o strumentali, rispetto alle singole posizioni dei lavoratori. Allo stesso modo troverà la massima disponibilità qualunque Istituzione volesse verificare ciascuno degli aspetti oggi chiamati in causa, propriamente o meno, nella sede dell'Ordine di tutti i giornalisti, anche quelli in regolare servizio presso LaQtv». Sarra annuncia infine che «maggiori dettagli verranno forniti in sede di conferenza stampa, che verrà convocata a breve».