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Referendum ‘Nuova Pescara’, ora è ufficiale: si vota il 25 maggio

Chiodi ha firmato il decreto

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Referendum ‘Nuova Pescara’, ora è ufficiale: si vota il 25 maggio

ABRUZZO.  Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha firmato il decreto di indizione del referendum consultivo per l'istituzione del nuovo comune "Nuova Pescara".

 Le operazioni di voto si svolgeranno il giorno 25 maggio 2014 dalle ore 7 alle ore 23. Come per le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale si voterà nella sola giornata di domenica. Possono partecipare al referendum i cittadini elettori dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Le operazioni di scrutinio si svolgeranno immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di scrutinio delle elezioni regionali, il cui inizio è previsto per le ore 14 del 26 maggio 2014. La domanda che i cittadini troveranno scritta nella scheda sarà una: «ritiene l’elettore che debba essere istituito il Comune Nuova Pescara, comprendente i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore che vengono contestualmente soppressi compresa la quantificazione delle relative spese?»

Secondo i promotori del referendum dall'approvazione della proposta deriverebbero maggiori entrate e risparmi in termini di minori spese complessivamente pari a circa 134 milioni di euro, nell'arco di un decennio. L’Iniziativa è nata dal consigliere regionale Carlo Costantini (ex Idv oggi Movimento 139) al quale si sono aggiunti anche esponenti di centrodestra come Nazario Pagano e Riccardo Chiavaroli.

Nel corso dei mesi gli esponenti politici e dell’economia cittadini hanno preso posizione sulla questione. Scettici sia il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia («bisognava progettare contenuti concreti»), che quello di Spoltore, Luciano Di Lorito («non è la soluzione») Favorevole, invece, l’ormai ex primo cittadino di Montesilvano Attilio Di Mattia («la città può trovare il suo ruolo solo riconoscendo il suo principio identitario, che è quello di essere crocevia dell'area»). Nelle scorse settimane si è costituito un comitato del no: «Siamo profondamente convinti che l’unione di tre comuni non porterà nessun beneficio al territorio ma, anzi, ne farà aumentare esclusivamente le criticità», spiega Gianluca Monaco, segretario del comitato.