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Abruzzo. Ex Lsu Scuola, arrivate le prime 40 lettere di licenziamento

Acerbo: «politica e governo giovano sulla pelle dei lavoratori»

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Abruzzo. Ex Lsu Scuola, arrivate le prime 40 lettere di licenziamento




ABRUZZO. In queste ore gli ex-lsu abruzzesi stanno ricevendo lettere di licenziamento da parte delle imprese che hanno gestito finora il servizio di pulizia esternalizzato delle scuole.
Soltanto a Pescara i lavoratori della Bioclean due srl che hanno già ricevuto la comunicazione della risoluzione del rapporto sono più di 40.
In tutto l’Abruzzo si parla di circa 800 persone occupate nei servizi di pulizia degli istituti scolastici. «Saranno gettati nella disperazione», protesta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, «dalle scelte disumane dei governi di centrodestra e centrosinistra».
Le imprese licenziano perché l’ormai prossimo 28 febbraio cessano i loro affidamenti e dovrebbero subentrare i vincitori delle nuove gare che hanno previsto un risparmio sui costi attuali del servizio di circa il 50%.
«E’ una vergogna che Parlamento e Governo», continua Acerbo, «abbiano deciso di far cassa sulla pelle dei lavoratori più sottopagati».
Il cosiddetto “decreto del fare” stabilì di ridurre drasticamente le risorse per il rinnovo dell’affidamento del servizio e la gara Consip ha comportato ulteriori forti ribassi senza che fossero previste tutele occupazionali e salariali né per la qualità dei servizi erogati.
«L’emergenza attuale, come denunciamo da anni», analizza l’esponente di Rifondazione, «è figlia della falsa stabilizzazione degli Lsu che si è tradotta nell’erogazione di una montagna di incentivi a consorzi che neanche avevano partecipato a gare è costata in 12 anni più di 1,5 miliardi di euro. L’assunzione diretta degli allora Lsu sarebbe costata molto meno e avrebbe liberato migliaia di lavoratori e lavoratrici da una condizione di incertezza e bassi salari (parliamo di persone che mediamente arrivano al massimo a 800 euro mensili)».
Gli 800 ex-lsu abruzzesi sono parte di complessivi 24.000 lavoratori del settore che in tutta Italia stanno subendo il medesimo trattamento. «I lavoratori licenziati», va avanti Acerbo, «saranno chiamati dai vincitori delle gare Consip per nuovi contratti con riduzione del 50% degli orari già part-time, per poche ore settimanali e retribuzioni complessive che al massimo potranno arrivare a 300-400 euro per i soli mesi dell’anno scolastico e senza ammortizzatori».

LA RISOLUZIONE RIMASTA LETTERA MORTA
Proprio nell’ultima seduta del Consiglio regionale era stata approvata all’unanimità una risoluzione di Acerbo in cui si impegnavano presidente e Giunta a convocare un tavolo con tutti i soggetti istituzionali su questa emergenza. Dopo una settimana la Regione non ha ancora convocato la riunione ma in compenso sono arrivate le lettere di licenziamento.
«Ricordo che si rischia non solo l’ennesima catastrofe sociale ma anche l’impossibilità di garantire adeguato decoro, pulizia e igiene delle nostre scuole», chiude Acerbo. «Un’emergenza sanitaria che potrebbe portare alla chiusura delle scuole».