IL DOCUMENTO

Abruzzo. In arrivo la sanatoria per l'inquinamento dei fiumi e del mare

Forum dell'Acqua «documento inaccettabile per l'ambiente e il turismo»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3324

Abruzzo. In arrivo la sanatoria per l'inquinamento dei fiumi e del mare

 

Abruzzo. In arrivo la sanatoria per l'inquinamento dei fiumi e del mare
Forum dell'Acqua «documento inaccettabile per l'ambiente e il turismo»
Acqua,m abruzzo, sanatoria, forum movimenti acqua
 
 
ABRUZZO. Arriva la “sanatoria” per l'inquinamento dei fiumi abruzzesi e per le aree marine a maggior rischio. 
A denunciarlo è il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua che critica alla radice il Piano di Tutela delle Acque redatto dalla Giunta Chiodi e dall'assessorato ai Lavori pubblici guidato dal direttore Pierluigi Caputi. Il Piano è arrivato in queste ore e senza troppo clamore (nonostante sia in preparazione dal 2001) alla discussione in Consiglio Regionale.
Sulla carta si tratterebbe del principale strumento previsto dalla Legge per la corretta gestione delle acque, con ripercussioni su tutti i settori di utilizzo, dall'idropotabile (compresa la depurazione) all'uso in agricoltura, fino ad arrivare a quello industriale (comprese le captazioni a scopo idroelettrico).
«Il nome del documento non deve però trarre in inganno», dice il Forum; «come spesso è accaduto nella nostra regione e in Italia i titoli accattivanti nascondono deroghe, sanatorie e condoni. In questo caso è uno strumento del tutto inaccettabile pensato solo per rinviare di decenni il risanamento dei fiumi e delle foci fluviali abruzzesi». 
Infatti la Regione Abruzzo vuole chiedere all'Unione Europea di derogare agli obiettivi di qualità dei fiumi fissati a livello comunitario per il 2015, spostandoin molti casi al 2027 il loro raggiungimento. Infatti entro il 2015 tutti i fiumi europei dovrebbero essere nello stato ambientale “buono”; ad oggi solo il 30% dei tratti fluviali della regione rispetta tale obiettivo di qualità secondo i dati dell'ARTA. «Basta leggere l'allegato 4 del Piano per rendersi conto dell'entità delle deroga, che coinvolge praticamente tutti i fiumi della regione», denuncia ancora il Forum.
«La Giunta Regionale», si spiega ancora, «cerca di sfruttare in maniera indiscriminata una norma contenuta nella Direttiva Acque 60/2000/CE che permette di derogare agli obiettivi di qualità, invece di imporre regole stringenti, inderogabili e di immediata esecuzione a chi usa a vario titolo l'acqua, da chi fa profitti sulle captazioni a scopo idroelettrico togliendo la risorsa dai corsi d'acqua sempre più impoveriti ai gestori del servizio idrico integrato che sono responsabili per la depurazione. La possibilità di posticipare di qualche anno gli obiettivi di qualità secondo la Commissione non deve essere usata in maniera indiscriminata come sta avvenendo in Abruzzo; può avvenire solo in casi eccezionali e per motivi ben descritti».
 Secondo il Forum sarà difficile spiegare all'Unione Europea che le società di gestione sono state riempite di debiti per 350 milioni di euro per una cattiva gestione e che a pagare le conseguenze di tale disastro oltre alle tasche dei cittadini dovranno essere i fiumi e il mare.  Il Forum assieme alla associazioni da anni critica l'impostazione di questo piano il cui impatto sulla società abruzzese sarebbe «sottovalutato». 
Per questo ha chiesto un'audizione alla seconda Commissione del Consiglio Regionale affinché vi sia un rinvio del Piano alla Giunta Regionale e all'Assessorato ai Lavori Pubblici competente. «Tale rinvio deve servire al Consiglio per definire chiaramente quali sono gli obiettivi in materia di qualità delle acque. A nostro avviso», continua il Forum, «le deroghe sono solo strumentali e mettono a grave rischio anche l'economia della Regione basata sul turismo costiero. La qualità del mare è strettamente legata a quella dei fiumi, come dimostrano i dati sull'inquinamento delle foci fluviali che tanto fanno discutere in questi anni. Chiediamo ad albergatori, balneatori e pescatori di approfondire tale Piano che può compire duramente settori produttivi importanti».
 ABRUZZO. Arriva la “sanatoria” per l'inquinamento dei fiumi abruzzesi e per le aree marine a maggior rischio. 

 

A denunciarlo è il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua che critica alla radice il Piano di Tutela delle Acque redatto dalla Giunta Chiodi e dall'assessorato ai Lavori pubblici guidato dal direttore Pierluigi Caputi. Il Piano è arrivato in queste ore e senza troppo clamore (nonostante sia in preparazione dal 2001) alla discussione in Consiglio Regionale.Sulla carta si tratterebbe del principale strumento previsto dalla Legge per la corretta gestione delle acque, con ripercussioni su tutti i settori di utilizzo, dall'idropotabile (compresa la depurazione) all'uso in agricoltura, fino ad arrivare a quello industriale (comprese le captazioni a scopo idroelettrico).

«Il nome del documento non deve però trarre in inganno», dice il Forum; «come spesso è accaduto nella nostra regione e in Italia i titoli accattivanti nascondono deroghe, sanatorie e condoni. In questo caso è uno strumento del tutto inaccettabile pensato solo per rinviare di decenni il risanamento dei fiumi e delle foci fluviali abruzzesi». Infatti la Regione Abruzzo vuole chiedere all'Unione Europea di derogare agli obiettivi di qualità dei fiumi fissati a livello comunitario per il 2015, spostandoin molti casi al 2027 il loro raggiungimento. 

Infatti entro il 2015 tutti i fiumi europei dovrebbero essere nello stato ambientale “buono”; ad oggi solo il 30% dei tratti fluviali della regione rispetta tale obiettivo di qualità secondo i dati dell'ARTA. «Basta leggere l'allegato 4 del Piano per rendersi conto dell'entità delle deroga, che coinvolge praticamente tutti i fiumi della regione», denuncia ancora il Forum.

«La Giunta Regionale», si spiega ancora, «cerca di sfruttare in maniera indiscriminata una norma contenuta nella Direttiva Acque 60/2000/CE che permette di derogare agli obiettivi di qualità, invece di imporre regole stringenti, inderogabili e di immediata esecuzione a chi usa a vario titolo l'acqua, da chi fa profitti sulle captazioni a scopo idroelettrico togliendo la risorsa dai corsi d'acqua sempre più impoveriti ai gestori del servizio idrico integrato che sono responsabili per la depurazione. La possibilità di posticipare di qualche anno gli obiettivi di qualità secondo la Commissione non deve essere usata in maniera indiscriminata come sta avvenendo in Abruzzo; può avvenire solo in casi eccezionali e per motivi ben descritti». Secondo il Forum sarà difficile spiegare all'Unione Europea che le società di gestione sono state riempite di debiti per 350 milioni di euro per una cattiva gestione e che a pagare le conseguenze di tale disastro oltre alle tasche dei cittadini dovranno essere i fiumi e il mare.  Il Forum assieme alla associazioni da anni critica l'impostazione di questo piano il cui impatto sulla società abruzzese sarebbe «sottovalutato». 

Per questo ha chiesto un'audizione alla seconda Commissione del Consiglio Regionale affinché vi sia un rinvio del Piano alla Giunta Regionale e all'Assessorato ai Lavori Pubblici competente. «Tale rinvio deve servire al Consiglio per definire chiaramente quali sono gli obiettivi in materia di qualità delle acque. A nostro avviso», continua il Forum, «le deroghe sono solo strumentali e mettono a grave rischio anche l'economia della Regione basata sul turismo costiero. La qualità del mare è strettamente legata a quella dei fiumi, come dimostrano i dati sull'inquinamento delle foci fluviali che tanto fanno discutere in questi anni. Chiediamo ad albergatori, balneatori e pescatori di approfondire tale Piano che può compire duramente settori produttivi importanti».

IL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE E' ASSOLUTAMENTE IRRICEVIBILE

Il Piano sostanzialmente e' una sanatoria rispetto agli obiettivi di qualità dell'Unione Europea e serve a coprire la fallimentare gestione bipartisan del settore, dalla Regione alle società di gestione del servizio idrico. «Che si voglia procedere all'approvazione del Piano prima delle elezioni senza recepire le osservazioni ambientaliste e' fuori luogo», commenta Mauruzio Acerbo, consigliere di Rc.  «Garantire la qualità delle acque dei nostri fiumi e del nostro mare e' vitale per la nostra economia turistica. Invito gli operatori del settore turistico a unirsi a noi ambientalisti per la salvaguardia dell'acqua bene comune».

VACCA: «BLITZ DELL’ILLEGITTIMA GIUNTA REGIONALE»

«Il consiglio Regionale non deve approvare il Piano di Tutela delle acque a scadenza mandato», protesta il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca. «Stiamo parlando di un documento importante per la Regione che abbraccia diversi aspetti della vita del cittadino. Infatti la gestione delle acque ha ripercussioni su tutti i settori di utilizzo, dalle risorse idriche potabili (compresa la depurazione) all'uso in agricoltura, l’utilizzo industriale, quello a scopo idroelettrico».

Vacca parla di «blitz» dell' «illegittima Giunta Regionale degli indagati» e di un piano  «redatto dalla solita potente impresa di progettazione che da un lato redige i piani di Tutela delle Acque per la regione Abruzzo e dall’altro redige i progetti sugli insediamenti di idrocarburi a terra e mare per le società petrolifere. Sembra quasi che la tutela ambientale della nostra regione sia data in gestione alle solite lobbies». E il deputato continua: «il cittadino deve sapere che questi politici attaccati alle poltrone e agli interessi delle lobbies, stanno facendo di tutto per raschiare il fondo del barile e che sono loro stessi la causa dei disastri della nostra Regione. Ci auguriamo, quindi, che la Giunta Regionale rinvii la discussione di tale documento a dopo le elezioni, quando il M5S proporrà di avviare un percorso condiviso con le associazioni e i comitati ambientalisti, con le realtà produttive regionali ed in particolar modo quelle legate al turismo e all’agroalimentare».

Sanatoria inquinamento acque Abruzzo