LA SENTENZA

Concorso vigili urbani, «la vincitrice ha copiato il compito». Tar annulla graduatoria

Tutto da rifare a Paglieta

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Concorso vigili urbani, «la vincitrice ha copiato il compito». Tar annulla graduatoria




PAGLIETA. La graduatoria del concorso per 2 posti da vigile urbano al Comune di Paglieta è stata annullata in quanto la prima classificata «ha copiato il compito».
E’ quanto stabilito dal Tar di Pescara con la sentenza 82/2014 dello scorso 11 febbraio.
A presentare ricorso è stato il terzo classificato al concorso, difeso dall'avvocato Giuseppe Amicarelli.
La commissione e la vigilanza non hanno rilevato nulla di sospetto durante lo svolgimento della prova scritta e nessun concorrente ha posto contestazioni o fatto verbalizzare comportamenti dubbi in sede d’esame.
Ma una volta resa pubblica la graduatoria, l’alta votazione della prova scritta di Stefania Susca, prima classificata, ha fatto scattare nel concorrente, idoneo e non vincitore, il sospetto del plagio, una circostanza verificata dunque a conclusione del concorso e ad assunzione già concretizzata della vigilessa, avvenuta a dicembre del 2012.

Secondo i documenti depositati nel ricorso, l’elaborato della vincitrice (difesa dall’avvocato Giulio Cerceo) sarebbe stato praticamente identico a due articoli di dottrina, ritrovati su internet, «facilmente leggibili e memorizzabili».
La tesi del concorrente che ha presentato il ricorso è stata sposata anche dai giudici del Tar che nella sentenza scrivono: «in base ad una semplice comparazione dell’elaborato con gli articoli pubblicati sul Web, risulta, in modo evidente, aver copiato, con riproduzione di tali testi, senza alcuno valido apporto personale».
La vigilessa, invece, si era difesa sostenendo di non aver mai copiato e aveva insistito sul fatto che nessun comportamento anomalo fosse stato rilevato in sede di espletamento di prova scritta, né nella fase della correzione. 

Ma i giudici non hanno dubbi: «la giurisprudenza è concorde nell’affermare che la prova d’esame o di concorso deve essere originale, ovvero frutto dell’elaborazione autonoma del concorrente, in base a quelli che sono stati i suoi studi e riflessioni, mentre il riportare frasi o periodi identici o similari a quelli che sono scritti o testi dottrinari pubblicati, è indice di una copiatura da valutarsi come tale. Tale aspetto sfugge, invero, ad ogni discrezionalità tecnica, prevedendo la norma l’esclusione, per chi ha copiato in tutto o in parte la prova scritta».
«Né, infine», si legge ancora nella sentenza, «può essere valido argomento sostenere che la prova orale sarebbe consistita, oltre alle domande predisposte, anche in un “colloquio sugli argomenti della prova scritta”, il che avrebbe permesso alla commissione di verificare l’effettiva conoscenza degli argomenti trattati; è palese che, una volta che l’argomento risulta essere stato ben individuato è anche facile adeguare la preparazione orale».
Da qui la decisione di annullare l’atto impugnato, ovvero la graduatoria finale del concorso. Il terzo classificato non è stato assunto per esclusione della prima ma spetterà all’amministrazione pubblica prendere le proprie decisioni.
a.l.