ECONOMIA STROZZATA

«Ci stanno uccidendo». Dall’Abruzzo 2 mila commercianti in piazza a Roma

Santori e Giammarino: «è il momento di reagire»

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«Ci stanno uccidendo». Dall’Abruzzo 2 mila commercianti in piazza a Roma

Di Primio oggi a Roma

 

Circa duemila artigiani e commercianti abruzzesi sono partiti questa mattina per  Roma per partecipare alla manifestazione  unitaria delle piccole imprese, promossa da Rete Imprese Italia, il coordinamento delle cinque principali associazioni di categoria. 
La Confesercenti abruzzese ha organizzato pullman dalle principali città della regione
Una manifestazione di Piazza, afferma il Presidente di Confartigianato Abruzzo, Angelo Taffo, che: «ha portato in Piazza da tutta Italia circa 100mila persone esasperate. Chiediamo di alleggerire al più presto il peso del fisco sulle imprese, sia a livello locale che nazionale, che non dà margini per far ripartire i consumi o realizzare investimenti. Chiediamo con forza una sburocratizzazione del sistema e l’alleggerimento dei cordoni del credito, che strozzano le nostre imprese.  Il vero tessuto produttivo dell’Italia – ha concluso Taffo – è oggi a manifestare una situazione non più sostenibile. Nel solo 2013 sono state perse 3300 imprese artigiane e il numero cresce drammaticamente se si considera anche l’indotto».
Circa duemila artigiani e commercianti abruzzesi sono partiti questa mattina per  Roma per partecipare alla manifestazione  unitaria delle piccole imprese, promossa da Rete Imprese Italia, il coordinamento delle cinque principali associazioni di categoria. La Confesercenti abruzzese ha organizzato pullman dalle principali città della regioneUna manifestazione di Piazza, afferma il Presidente di Confartigianato Abruzzo, Angelo Taffo, che: «ha portato in Piazza da tutta Italia circa 100mila persone esasperate. Chiediamo di alleggerire al più presto il peso del fisco sulle imprese, sia a livello locale che nazionale, che non dà margini per far ripartire i consumi o realizzare investimenti. Chiediamo con forza una sburocratizzazione del sistema e l’alleggerimento dei cordoni del credito, che strozzano le nostre imprese.  Il vero tessuto produttivo dell’Italia – ha concluso Taffo – è oggi a manifestare una situazione non più sostenibile. Nel solo 2013 sono state perse 3300 imprese artigiane e il numero cresce drammaticamente se si considera anche l’indotto».
 «L’adesione ha superato le nostre aspettative – sottolineano il presidente di Confesercenti Bruno Santori ed il direttore Enzo Giammarino – perché le nostre aziende sono giunte al limite della sopportazione. La tassazione è fuori controllo, gli incassi sono ai minimi termini, gli affitti dei locali alle stelle e dietro l’angolo c’è il rischio evidente di un isolamento pericolosissimo della nostra regione, tagliata fuori dai principali assi di collegamento aereo, ferroviario, portuale. Ecco perché l’adesione delle piccole imprese abruzzesi è stata così forte: c’è una enorme voglia di ripartire, ma lo Stato e le amministrazioni locali devono inderogabilmente fare un passo indietro nelle pretese fiscali».

 

La manifestazione arriva dopo un 2013 nero per le aziende abruzzesi, che hanno pagato il prezzo più alto della crisi: il 2013 ha lasciato sul campo 2.152 attività nei soli settori del commercio, dell’artigianato e del turismo, con un saldo pesantemente negativo di 1.067 nel solo artigianato e di 744 attività nel commercio. La provincia che ha sofferto di più, secondo il centro studi Confesercenti, è la provincia di Chieti, che ha perso 907 imprese, ma non c’è stato un solo dato positivo: -486 il saldo nella provincia dell’Aquila, -480 a Teramo, -272 a Pescara.
Secondo le prime stime a manifestare ci saranno oltre 40 mila lavoratori provenienti da tutta Italia.
  “Senza l’impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro” è lo slogan al quale hanno aderito imprenditori di Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti. Nell’occasione sarà presentato un manifesto con le proposte e le richieste di Rete Imprese Italia «per un reale cambiamento economico e sociale».
 «La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale, che anche nel 2014 rimarrà a livelli intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti sulle imprese, già stremate da forti difficoltà, e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie», dice il presidente portavoce di turno di Rete Imprese Italia, Marco Venturi.
«Il mondo dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario di mercato, che rappresenta il 94% del tessuto produttivo dell’Italia e ne è il principale motore contribuendo per il 62% al valore aggiunto – si legge dunque nel documento che riassume i contenuti della protesta - chiede subito un cambio di rotta e risposte concrete per uscire da una crisi che lo ha colpito duramente: l’incidenza della tassazione sui profitti ha raggiunto il 66%, il 20% in più della media europea, mentre la burocrazia costa alle Pmi 30 miliardi di euro l’anno e il credito è in calo dal 2011. Rete Imprese Italia sottoporrà all’attenzione della politica alcune proposte attuabili rapidamente, che possano ripristinare un clima positivo e di maggior fiducia nel futuro».