LA PROPOSTA

Sanità, l’intersindacale propone un referendum per la Asl unica regionale

L’Isa contro la gestione frammentaria della sanità

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L'ospedale di Popoli

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ABRUZZO. Dalla sanità schizofrenica abruzzese (quella ufficiale va bene, quella reale va male) non se ne esce – secondo l’Intersindacale sanitaria - senza un’iniziativa forte dal basso.
La proposta dell’Isa perciò è un referendum per decidere una volta per tutte la creazione di una sola Asl regionale, con due aziende universitarie autonome all’Aquila e Chieti. Il che dovrebbe servire a sanare quello che è il difetto maggiore della sanità abruzzese, dove ciascuno di quelli che dirige (manager in primis) fa quello che gli pare generando una gestione frammentaria del diritto alla salute. Così si assiste ad una sanità a macchia di leopardo, dove in alcune Asl ci sono settori che funzionano a differenza delle Asl confinanti dove gli stessi settori arrancano, mancando una seria attività di controllo da parte dell’Ufficio commissariale.
L’elenco elaborato dall’Isa – a cui ha collaborato anche Cittadinanza attiva - è lungo: liste di attesa, Cup allo sbando e malati trattati come pacchi postali, emergenza-urgenza in ritardo, appalti sotto inchiesta, medici pagati in modo diverso secondo la Asl di appartenenza, assistenza residenziale privata in crisi, spesa farmaceutica ospedaliera fuori controllo, attività intramuraria dei medici, la gestione privatistica dei Cup da parte di alcuni specialisti che prenotano e pagano direttamente alla cassa senza passare per la Asl ecc. ecc. 

E così mentre Chiodi si preoccupa di far quadrare i conti, il suo stato maggiore (assessorato), le sue truppe periferiche (gli ospedali) ed il suo territorio (i distretti) procedono in ordine sparso e non erogano lo stesso servizio a tutti i cittadini abruzzesi.
In realtà da tempo l’Isa aveva sollevato questi problemi, ottenendo la scorsa estate dal Commissario e dal suo vice Giuseppe Zuccatelli l’attivazione di alcuni tavoli tecnici da cui far uscire proposte migliorative per il sistema sanitario abruzzese. Ma dopo le prime riunioni di ottobre, questi tavoli sono stati interrotti inspiegabilmente e non sono mai ripartiti. Di qui la critica alla gestione “personalistica” della sanità e la proposta di semplificazione: una sola Asl per tutti e tutti trattati allo stesso modo, senza casuali isole felici dovute alla presenza di un manager più o meno capace. In realtà, ha lamentato l’Isa, è proprio la natura commissariale che lascia fuori la politica dalle scelte per il territorio, ma questo non significa che la politica, come ha fatto, debba abdicare alle sue prerogative. Purtroppo è mancata la concertazione prima delle scelte ed i politici che sono stati contattati – sia i vecchi che i nuovi – hanno deluso le speranze dei sindacati sanitari e si sono dimostrati poco interessati o forse poco preparati sui problemi sollevati.
Di qui l’iniziativa, che si pone anche come proposta ai partiti in campagna elettorale, di lanciare un referendum come unica medicina efficace per i mali della sanità abruzzese.

Sebastiano Calella