SOLDI EVAPORATI

Abruzzo, Pd: «7 mln di euro di menzogne». Marineria, Fiera Lanciano, Cotir, e teatri: i soldi non ci sono più

Consiglieri di opposizione: «cattiva gestione della cosa pubblica»

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Abruzzo, Pd: «7 mln di euro di menzogne». Marineria, Fiera Lanciano, Cotir, e teatri: i soldi non ci sono più




ABRUZZO. Non solo i 160 mila euro per la marineria ortonese sono spariti nel nulla: sono in totale 7 i milioni di euro stanziati dalla regione Abruzzo che non arriveranno a destinazione.
Se per la marineria Ortonese c’è un documento che lo certifica (lo avevamo pubblicato ieri) per le altre questioni c’è stata la conferma diretta dell’assessore al Bilancio Carlo Masci e del presidente Gianni Chiodi, come hanno rivelato questa mattina in conferenza stampa i consiglieri regionali del Pd Camillo D’Alessandro, Claudio Ruffini e Giovanni D’Amico.
I tre esponenti di minoranza parlano di una vicenda di «cattiva gestione della cosa pubblica» e di «superficialità con la quale si emanano leggi nell'Emiciclo abruzzese».
D’Alessandro nel corso dell’ultimo Consiglio regionale, con una interrogazione a risposta immediata, aveva chiesto di far luce sulla variazione di bilancio da 7 milioni di euro del dicembre scorso.
Tra le voci finanziate contributi ai consorzi di ricerca Cotir Crab Crivea 800 mila, marineria pescarese 650 mila, liquidazione Abruzzo Engineering 500 mila, Protezione civile regionale 400 mila, Consorzio industriale L'Aquila 190 mila, liquidazione Abruzzo Lavoro 170 mila, Ente porto di Ortona 160 mila, Ente Fiera di Lanciano 150 mila, legge 15 attività culturali 150 mila, legge 5 teatro di prosa 150 mila, Arssa 77 mila, scuola materna comunale di Poggiofiorito (Chieti) 70 mila, Enoteca regionale 55 mila.
«In quella sede», hanno raccontato stamattina i consiglieri regionali, «la maggioranza, costretta a fare il mea culpa, ha dovuto affermare che più di sette milioni di euro destinati a realtà culturali, centri di ricerca, e in taluni casi a coprire economie già spese come nel caso del fondo sociale reginale , non c'erano più»

«GOVERNO REGIONALE DELLE MENZOGNE»
«Il governo regionale della menzogna», ha denunciato D’Alessandro . «Erano soldi finti e noi lo avevamo denunciato, ma ricevendo rassicurazioni direttamente d Chiodi in commissione ed in consiglio, noi, votammo comunque contro, ma mantenemmo il numero legale , perché anche in quella occasione non avevano i numeri necessari, pur di dare risposta a sociale, cultura ed agricoltura».
«Avevamo ragione noi – riprende Giovanni D’Amico – ma ora i beneficiari traditi delle provvidenze economiche essenziali non possono essere lasciati soli ed è necessario un provvedimento che riassegni le riscorse».
«Per farlo – spiega Claudio Ruffini – è necessario che approvino i rendiconti, dai quali si possono individuare le eventuali economie. Ma non hanno mai il numero legale in aula».
«Per fare alcuni esempi – conclude D’Alessandro – l’enoteca e la fiera di Lanciano rischiano di chiudere, così come i centri di ricerca i cui lavoratori non percepiscono lo stipendio da 13 mesi. La marineria pescarese e quella di Ortona non riceveranno i fondi annunciati. I comuni non avranno i fondi per i piani sociali e per i progetti di riqualificazione urbana, già spesi, così come non riceveranno un euro le istituzioni culturali della prosa e musicali».