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Marineria Ortona, il documento che gela la giunta: «i soldi non ci sono»

A rischio anche i soldi per Pescara?

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Marineria Ortona, il documento che gela la giunta: «i soldi non ci sono»




ABRUZZO. Le promesse mirabolanti fatte alla marineria Ortonese naufragano in un colpo solo dietro una cruda nota della struttura regionale del Servizio Bilancio.
Il documento viene esibito I Consiglieri della Commissione Finanze del Comune di Pescara Enzo Del Vecchio, Camillo D’Angelo e Gianluca Fusilli che temono che le stesse conclusioni possano portare anche al blocco dei 650 mila euro per la marineria Pescarese che attende la liquidazione delle spettanze del 2013 riguardanti il fermo biologico ed il premio pesca alle imprese.
Infatti, con la nota numero 39940 di due giorni fa a firma del direttore, Filomena Ibello, del dirigente, Carmine Cipollone e del funzionario, Anna Rita Sponsillo, la struttura finanziaria regionale comunica senza troppi giri di parole che le risorse necessarie per sostenere gli imprenditori ittici abruzzesi che esercitano la pesca dei molluschi bivalvi del Compartimento marittimo di Ortona non ci sono (si parla di 160 mila euro).
Le promesse fatte nei mesi scorsi si infrangono di fronte ai rilievi della Direzione Finanziaria regionale che certifica come «la variazione di bilancio prevista dall'articolo 6 della L.R. 59/2013 risulta ineseguibile per mancanza di disponibilità finanziaria; conseguentemente, gli interventi di spesa previsti con la predetta norma (oltre sette milioni di euro), stante la suddetta mancanza di copertura finanziaria, non sono iscrivibili nel bilancio di previsione e dunque non sono realizzabili».
Nella delibera si chiarisce che la delibera di giunta regionale del 20 gennaio scorso per il compartimento di Ortona è stata adottata «senza il preventivo parere della struttura finanziaria» e ci certifica «la evidente mancanza della copertura finanziaria». 


«Insomma», commentano Fusilli, Del Vecchio e D’Angelo, «una sorta di opera di moltiplicazione dei pani e dei pesci che consente a questa classe politica di distribuire ancora illusioni e che queste illusioni, purtroppo, risultano ancor più odiose in questo momento in cui cittadini ed imprese sono chiamati a sostenere la finanza pubblica con tributi e tasse dai livelli insopportabili. La disperazione di questi amministratori deve essere talmente tanta a guardare l’entità e la grossolanità dell’errore commesso e che l’Ufficio finanziario ha così pesantemente evidenziato, da far immaginare una immediata nuova iniziativa dai toni rassicuranti verso quelle categorie produttive in attesa dei sostegni economici dovuti da tempo ma con l’incognita, sempre più reale, dell’ennesima presa in giro».
I fondi per la copertura, dopo una accesa discussione, erano stati trovati tra gli avanzi di esercizio nel settore personale.
«Tali stanziamenti», si legge nel documento del Servizio Bilancio, risultavano e risultano ancora oggi contabilmente impegnati (quindi indisponibili)». Inoltre il servizio Amministrazione Risorse Umane il 23 gennaio scorso ha comunicato che «per ragioni di prudenza contabile, si ritiene di non poter confermare le disposizioni di disimpegno per l’annualità 2013».
I dirigenti dunque tirano le somme: gli interventi di spesa previsti non hanno copertura finanziaria, non sono iscrivibili in bilancio di previsione e non sono realizzabili. «Da quanto sopra esposto», chiude il documento, «risulta evidente che l’articolo 6 della legge regionale 59/2013 presenta profili di illegittimità costituzione per violazione dell’articolo 81, comma 4 della Costituzione.

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