POLITICA

Abruzzo, Consiglio regionale paralizzato. Idv «è questo lo scandalo, altro che le notti ‘brave’»

Oltre a risoluzioni e mozioni non si riesce ad andare

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ABRUZZO. «L’attività legislativa è bloccata dallo scorso 15 dicembre e lo sarà per altri tre mesi, ormai è chiaro a tutti».
Protesta l’esponente dell’Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli, che rimette in discussioni tutti i limiti di un Consiglio regionale in regime di prorogatio che ha ben pochi margini di manovra.
Il mandato del centrodestra è scaduto a metà dicembre ma il centrodestra ha deciso di arrivare fino a maggio prima di nuove elezioni.
Per questo il Consiglio regionale potrà adottare, fino alla data del voto, solo ristrettissimi provvedimenti urgenti ed indifferibili attinenti casi la cui natura di necessità ed urgenza devono essere «espressamente dichiarate ed adeguatamente motivate», dicono le regole, « con riferimento a situazioni di estrema gravità che esigono interventi immediati ed improcrastinabili, la cui adozione non può essere rinviata senza arrecare grave danno per gli interessi affidati alla cura della Regione».
«E’ questo il vero grande scandalo, nel quale il centrodestra ci ha sprofondato, molto di più delle notti brave a spese dei contribuenti, del giro di scontrini e di consulenze a prestazioni speciali effettuate», sostiene Mascitelli.
All’ultimo Consiglio regionale di martedì dovevano essere discussi temi importanti come la riduzione dei costi della politica e l’emergenza lavoro, alla fine poco o nulla è stato fatto. 

«Si è avuta una prova lampante della paralisi Abruzzo», protesta l’esponente dell’Idv: «sulla grande questione del lavoro e della disoccupazione non sono stati in grado di andare oltre una semplice risoluzione, una presa in giro per sentirsi con la coscienza a posto rispetto alle famiglie senza lavoro, che con le risoluzioni non possono certo comprare il pane. Sui costi della politica fanno finta di non capire, in buona o in cattiva fede, che il regime di proroga del Consiglio limita le prerogative dell’assemblea abruzzese all’ordinaria amministrazione e rende così inconsistente e oppugnabile qualsiasi delibera diversa».
E’ stato proprio il presidente del Consiglio Nazario Pagano a spiegare ad Acerbo (che aveva presentato sub emendamenti per la riduzione delle indennità) che il punto non poteva essere affrontato perché non di «carattere urgente e indifferibile».

Per Mascitelli la cancellazione dei rimborsi delle spese sostenute dai gruppi consiliari e la riduzione delle indennità ai consiglieri regionali, parificandole a quelle percepite dai sindaci delle città capoluogo «sono ormai due provvedimenti imprescindibili per dare il buon esempio in un momento così critico per la nostra regione». L’Italia dei Valori richiederà che vengano inseriti come punti prioritari nel programma di governo del centrosinistra, «chiedendo a tutti gli altri partiti, nessuno escluso, un impegno pubblico a realizzarli nei primi sessanta giorni».