NUOVISSIMO PORTO

Pescara, piano regolatore portuale: «entro febbraio la Regione firmerà il decreto»

Il Comune ha ricevuto rassicurazioni dalla dirigente Mannetti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1945

Pescara, piano regolatore portuale: «entro febbraio la Regione firmerà il decreto»




ABRUZZO. La Regione Abruzzo chiuderà la procedura di Valutazione ambientale strategica sul Piano regolatore portuale entro fine febbraio, con la pubblicazione del relativo Decreto.
Lo ha comunicato stamane al telefono la dirigente responsabile Carla Mannetti. «Non comprendiamo perché la Regione abbia preso tanto tempo, di fatto 12 mesi, per decidere sulla Vas», ha sottolineato l’assessore Antonio D’Intino.
Il Comune aveva trasmesso le osservazioni pervenute contro il Piano regolatore portuale già dallo scorso gennaio 2013. La Regione Abruzzo sostanzialmente avrebbe dovuto emettere il Decreto di Vas, e invece lo scorso agosto l’amministrazione comunale ha ricevuto una nuova comunicazione con la quale la Regione ha chiesto di predisporre una determina di presa d’atto delle controdeduzioni alle osservazioni, richiesta alla quale «abbiamo puntualmente ottemperato», assicura l’assessore, «e da agosto siamo in attesa di un cenno dalla stessa Regione che, a oggi, tarda ancora ad arrivare».
Nei mesi scorsi proprio a causa di questo ritardo Lorenzo Sospiri aveva chiesto la testa della Mannetti che però aveva replicato: «le critiche sono infondate».

Nel frattempo si sono spesi oltre 15milioni di euro per un dragaggio che comunque non rappresenta una garanzia e soprattutto, lontano dall’assicurare la bonifica di tutte le aree portuali, comunque ha una validità temporanea perché tra due, tre anni al massimo, ci si ritroverà nella stessa identica situazione odierna in merito all’insabbiamento dei fondali.
«E’ evidente», insiste D’Intino, «che l’unica soluzione è rappresentata dal Piano regolatore portuale che garantirebbe opere di ampliamento del porto, a partire dal primo stralcio che permetterebbe di deviare e prolungare il fiume oltre la diga foranea, opera del costo di 15milioni di euro già disponibili nell’accordo Stato-Regione del 2009. Un’opera che diventerebbe risolutiva rispetto agli attuali problemi, rispetto al dragaggio, mettendo la città al riparo dall’attuale rischio di esondazione del fiume».
Ed è un’opera che assume un carattere di assoluta urgenza ancor più dopo l’allarme lanciato lo scorso dicembre dal Commissario per il fiume Adriano Goio secondo il quale basterebbero tre giorni di pioggia consecutiva e intensa per mettere in crisi la città.
Secondo i piani del Comune la realizzazione del prolungamento del fiume oltre la diga foranea garantirebbe l’attracco a Pescara delle grandi navi da crociera nel medio Adriatico, «un’occasione di marketing turistico importante in un momento in cui Venezia sta divenendo méta vietata, oltre che scalo delle navi merci, rimettendo in piedi un’economia che oggi rischia di scomparire».
«Lo stralcio del progetto», sottolinea l’assessore, «ci permetterebbe anche di superare le attuali opposizioni della marineria che sarebbe contraria alla realizzazione della darsena pescherecci. A questo punto Pescara non può più attendere».

ACERBO, «TROPPI INTERROGATIVI E POCO ENTUSIASMO»
«Non mi convince l'entusiasmo per il PRP da parte dell'assessore D'Intino», commenta il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. 
«Come si fa a sostenere che con il nuovo porto Pescara beneficerà del divieto a Venezia per le grandi navi da crociera? La mania della grandezza ci ha regalato già una catastrofe con la diga foranea e il molo di levante. Il fatto che centrodestra e centrosinistra appaiano d'accordo sul nuovo progetto non è rassicurante visto che anche allora la Provincia di D'Alfonso e il Comune di Pace condivisero l'opera e la decisione di non sottoporla a valutazione di impatto. Come fa a andare avanti un progetto che ha visto le osservazioni contrarie di tutta la marineria e persino dell'ordine degli ingegneri? Chi sono i tecnici che si sono espressi sulle osservazioni? Hanno un profilo di terzietà rispetto agli ambienti interessati a un altro mega progetto? Non vorrei che autorità locali e operatori si facciano più o meno in buona fede artefici di nuovo, come fu per la diga foranea, dei disegni della lobby di tecnici, imprese e ambienti ministeriali che ha già massacrato Pescara e il suo porto. Invito l'assessore D'intino, a cui va il mio apprezzamento per la riapertura del Museo del Mare, a una pausa di riflessione nell'interesse della città».
ACERBO, «TROPPI INTERROGATIVI E POCO ENTUSIASMO»

«Non mi convince l'entusiasmo per il PRP da parte dell'assessore D'Intino», commenta il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. «Come si fa a sostenere che con il nuovo porto Pescara beneficerà del divieto a Venezia per le grandi navi da crociera? La mania della grandezza ci ha regalato già una catastrofe con la diga foranea e il molo di levante. Il fatto che centrodestra e centrosinistra appaiano d'accordo sul nuovo progetto non è rassicurante visto che anche allora la Provincia di D'Alfonso e il Comune di Pace condivisero l'opera e la decisione di non sottoporla a valutazione di impatto. Come fa a andare avanti un progetto che ha visto le osservazioni contrarie di tutta la marineria e persino dell'ordine degli ingegneri? Chi sono i tecnici che si sono espressi sulle osservazioni? Hanno un profilo di terzietà rispetto agli ambienti interessati a un altro mega progetto? Non vorrei che autorità locali e operatori si facciano più o meno in buona fede artefici di nuovo, come fu per la diga foranea, dei disegni della lobby di tecnici, imprese e ambienti ministeriali che ha già massacrato Pescara e il suo porto. Invito l'assessore D'intino, a cui va il mio apprezzamento per la riapertura del Museo del Mare, a una pausa di riflessione nell'interesse della città».