SANITA'

Abruzzo. A rischio rinnovo i contratti all’Agenzia sanitaria

La Regione vuole mandare a casa nove tempi determinati

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Abruzzo. A rischio rinnovo i contratti all’Agenzia sanitaria




ABRUZZO. Il 15 febbraio all’Agenzia sanitaria regionale scadono nove contratti a tempo determinato e c’è il rischio concreto che l’ufficio del personale della Regione non li rinnovi.
Si tratta di una storia complessa di leggi e leggine, alcune delle quali adottate a fine anno e che “proteggono” altri contratti di questo tipo, ma che non potrebbero essere utilizzate anche per l’Asr.
Tanto che ieri in Consiglio regionale l’ex assessore alla sanità Lanfranco Venturoni ha tentato la via di un emendamento per salvare questi nove contratti decisivi per far funzionare l’Agenzia ma non si sa se si farà in tempo a bloccare i licenziamenti. Sorge allora un sospetto: chi vuole chiudere o almeno rendere “inoffensiva” l’Asr? Quale può essere il disegno della lobby che sta premendo per non rinnovare nove contratti a tempo determinato che scadono tra due o tre giorni?
Il fatto è che l’ufficio personale si è irrigidito e mentre sembra intenzionato – anche con l’aiuto di una legge approvata a dicembre - a salvare i contratti in scadenza nella direzione regionale della sanità, cioè all’assessorato, i nove dell’Agenzia sanitaria sarebbero spacciati, con inevitabili conseguenze sull’attività svolta soprattutto in questo periodo. Il che sarebbe nella tradizione più classica dell’assessorato regionale alla sanità, quasi nel suo Dna, dove invece di incentivare le buone pratiche, si tagliano le gambe alle strutture che funzionano.
E’ capitato nel passato più lontano, ma anche in quello più recente: il commissario Angelo Muraglia lavorava bene? Deve essere sostituito con Amedeo Budassi, che viene dalla Asl di Chieti e magari ci mette tempo ad organizzarsi. Se poi invece anche il nuovo direttore accelera, l’unico modo di fermarlo è azzerare il personale. Infatti l’Agenzia sta lavorando sull’accreditamento definitivo degli ospedali pubblici e delle cliniche private e si stanno completando gli adempimenti del Piano di rientro dai debiti sia per la riduzione dei ricoveri che per la rimodulazione della riabilitazione, soprattutto per i privati.
Da una parte si cerca di trasformare i ricoveri in day hospital e da questi far passare gli interventi al trattamento ambulatoriale (con conseguenti risparmi), dall’altra si stanno rivedendo i setting sanitari degli assistiti, riducendo le rette dai 327 euro per gli assistiti nella fascia più alta ed acuta ad importi più vicini a quelli delle Rsa e quindi ridotti di più della metà. Il che significa risparmio per le casse regionali, ma anche tagli al fatturato dei privati. Ce la faranno i nove in scadenza a salvare la permanenza in servizio? Tradotto: ce la farà l’Agenzia sanitaria regionale a completare il lavoro per il risanamento dei conti in sanità, cioè a tagliere gli sprechi e le rendite di posizione?

Sebastiano Calella