SANITA'

Guardie mediche, Chiodi difende i tagli

«Si doveva rimodulare la spesa, c’erano sprechi»

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Guardie mediche, Chiodi difende i tagli

 

 



ABRUZZO. «Le Guardie mediche sono state tagliate non per risparmiare, ma per rimodulare la spesa. Ed ora ce ne sono una ogni 3.900 abitanti rispetto alla media nazionale di una ogni 4.900 residenti».
 Lo ha detto ieri il presidente Gianni Chiodi in Consiglio regionale rispondendo ad un’interpellanza. E forse ha ragione dal suo punto di vista,  ma certo non hanno torto i sindaci dei territori interessati (per lo più le zone interne). Così come hanno ragioni da vendere i cittadini che si sono visti ridurre i servizi di continuità assistenziale e che perciò protestano. E sostenere e difendere con questo uso della statistica applicata alla sanità i tagli che ci sono stati in Abruzzo fa sorgere oggi come in passato qualche perplessità. 

Perché il criterio numerico non dovrebbe essere l’unico da usare, in quanto se i 3.900 abitanti abitassero in zone di montagna ancora più deserte e mal collegate non si potrebbe dire che la guardia medica qui funziona se per essere assistiti bisogna aspettare una o due ore di percorrenza. E questo a fronte delle zone costiere dove i percorsi le attese si misurano a minuti e quindi i cittadini sono assistiti meglio. Secondo Chiodi, «la riorganizzazione dei servizi di guardia medica non è dettata prioritariamente da esigenze di risparmio, ma dalla necessità di rimodulare la spesa. Infatti adesso spendiamo di più di quanto si spendeva nel 2008 poiché è aumentato il Fondo sanitario nazionale. Tuttavia alla luce degli elevati costi e del numero di prestazioni effettuate, non poteva rimanere inalterata l’organizzazione dei servizi di continuità assistenziale».

 Strana giustificazione, che se dovesse essere applicata anche ai trasporti  comporterebbe la soppressione di tutte le linee sotto utilizzate.
«C’erano Guardie mediche che addirittura erogavano in media poco più di una prestazione giornaliera con una media di spesa per visita pari a 664 euro e questo non era più sostenibile», ha spiegato Chiodi che ha pure annunciato la prossima attivazione del numero unico telefonico 116117 per la guardia medica e delle Uccp (unità complesse di cure primarie).
Di fatto oggi il territorio abruzzese è stato diviso tra chi vive tranquillamente il suo diritto alla salute (lungo la costa) e chi no (nelle aree interne).
Eppure basterebbe interpellare i sindaci interessati per trovare – ad isorisorse – una soluzione più aderente ai bisogni….
s. c.