IL FATTO

Rimborsopoli ed i misteri della delibera retroattiva sugli hotel di lusso

Documento firmato a luglio 2013 ma valido dal 15 marzo

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CONSIGLIO REGIONALE


ABRUZZO. Segnatevi questa data: 15 marzo 2013. Cosa è accaduto in questo giorno? O cosa è accaduto da questo giorno in poi?
Al momento è difficile dirlo ma che quella possa considerarsi una data di svolta è evidente.
Di sicuro dal 15 marzo in poi, infatti, i consiglieri regionali hanno avuto il via libera per soggiornare in hotel a 5 stelle, cosa fino al giorno prima vietata, quando al massimo di stelle ne potevano agguantare 4.
La modifica, però, non è stata apportata fisicamente in quella data, ma ben quattro mesi più tardi, precisamente il 2 luglio. Alla deliberazione dell’Ufficio di presidenza (la numero 97) è stato poi conferito potere di retroattività a partire dal 15 marzo. Perché?
La novità è intervenuta quando i carabinieri che indagano sulla Rimborsopoli abruzzese avevano già sequestrato gli atti (i primi documenti sono stati acquisiti negli uffici regionali a gennaio 2013) e consegnato il decreto di sequestro con i capi di imputazione e l’oggetto dell’inchiesta in corso (che scandaglia gli anni 2009-2012).
Come spiegato nei giorni scorsi con la delibera l’ufficio di Presidenza ha aperto le porte per i consiglieri regionali in trasferta agli hotel a 5 stelle che non costino però più di 250 euro a notte.
Una modifica, si spiegava nel documento, intervenuta a causa delle «condizioni dell’attuale mercato che con l’avvento delle prenotazioni on line e del fixing praticamente giornaliero del costo è profondamente mutato».
«E’ esperienza facilmente verificabile», si legge ancora, «che alberghi 3 stelle in posizione centrale risultano notevolmente più costosi di alberghi a 5 stelle appena più distanti e comunque in zona di altissimo pregio».
Un esperto di diritto amministrativo chiede a PrimaDaNoi.it come sia possibile sussistere la retroattività «da considerarsi illegittima e dubbia (politicamente)».
«L'articolo 11 delle disposizioni sulla Legge in Generale», ci spiega l’esperto, «prevede esattamente la irretroattività per questo genere di provvedimenti. Ma su questo vi è anche una copiosa giurisprudenza amministrativa di 2° grado. Detta regola può ricevere deroga solo per effetto di una disposizione di legge pari ordinata e non in sede di esercizio del potere regolamentare che è fonte normativa gerarchicamente subordinata. Pertanto, solo in presenza di una norma di legge che a ciò abiliti gli atti e regolamenti amministrativi possono avere efficacia retroattiva. Nella fattispecie non mi risulta che vi sia mai stata un legge regionale che abbia autorizzato la retroattività regolamentare di 1° o di 2° grado».
Aspettiamo magari chiarimenti dall’Ufficio di presidenza al quale poniamo anche altre domande: quali fattori hanno determinato in capo al presidente Pagano la necessità di far retroagire la norma creata proprio al 15 marzo 2013? E perché non dal 1° gennaio, così come era nelle loro facoltà? Quali trasferte sono state effettuate da marzo a luglio 2013? In quanti avevano soggiornato in hotel di lusso pur non potendolo fare e hanno poi beneficiato della retroattività?
a.b.

RIMBORSOPOLI ABRUZZO. CAMBIANO LE REGOLE PER I PERNOTTAMENTI by PrimaDaNoi.it