EX CONSORZIO INDUSTRIALE

Arap, proteste e denunce alla magistratura alla vigilia delle nuove nomine

Forte e Castaldi firmano esposti da spedire in procura

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Arap, proteste e denunce alla magistratura alla vigilia delle nuove nomine

Alfredo Castiglione

VASTO. E’ imminente la nomina del Consiglio d'amministrazione dell'Arap, l'azienda regionale delle attività produttive che sostituirà i consorzi industriali.
 
 La legge è entrata in vigore circa due e anni e mezzo fa e nel futuro cda, come rivelato da consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, non sono previsti membri del Vastese e neanche della provincia di Chieti, e dunque riconducibili ad esperienze nell’ex Coasiv, e questo ha fatto scatenare diverse reazioni.
Questo nuovo ente pubblico economico dovrebbe svolgere le attività «finalizzate a favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle aree produttive e altre attività delegate da altri Enti in coerenza con la programmazione regionale, nelle attuali aree di gestione diretta dei Consorzi per lo sviluppo industriale esistenti». L’ARAP opera anche nelle altre aree destinate ad attività produttive previa intesa con i Comuni.
La legge regionale spiega che «Nelle aree produttive regionali, sia quelle di attuale competenza dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale che dei Comuni, è garantita la fornitura di servizi essenziali alle imprese. Le imprese insediate usufruiscono dei servizi dietro il pagamento di corrispettivo che può essere riscosso anche tramite avvisi di pagamento. I rapporti sono definiti da apposita convenzione. La convenzione è approvata con delibera della Giunta regionale e può essere aggiornata periodicamente. Le convenzioni in essere e gli impegni assunti in altre forme saranno adeguati».
Gli organi dell’ARAP sono: l’Assemblea Generale; il Consiglio di Amministrazione; il Presidente; il Collegio dei revisori dei conti. L’Assemblea generale è costituita dai soci. Il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio dei revisori dei conti sono nominati dal Consiglio regionale. È istituita, altresì, la Consulta Territoriale che è composta da rappresentanti delle Imprese e degli Enti Locali.

POLEMICHE E POLTRONE

 «L’ex Coasiv», denuncia Peppino Forte, vice presidente del Consiglio Comunale di Vasto e consigliere provinciale per il Pd, «porta in dote ben 11 milioni e 350 mila euro di beni immobili ed una disponibilità di cassa di circa 10 milioni di euro. Se questa è una “spregevole operazione politica” (e lo è e non solo politica) bisogna combatterla dalla base».
Secondo Forte questa disputa di carattere campanilistico rischierebbe di nascondere gli ”affari” veri,  «quelli che si nascondono dietro la introduzione di una nuova disciplina per quanto riguarda la gestione degli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione, per favorire la gestione del socio privato del bene pubblico individuabile nel Coniv, sottraendo sostanzialmente beni patrimoniali pubblici».
 Per questo Forte ha annunciato che chiederà alla Procura della Repubblica di Pescara (sede Arap) e a quella di Vasto (sede ex Coasiv) di verificare «il tentativo di coartazione dei dati di gestione degli impianto di depurazione e smaltimento rifiuti liquidi in capo a Coniv e la pressione indebita verso i funzionari responsabili affinché i dati risultanti rispetto alla tipicità della gestione (civile o industriale) possano favorire il socio privato. E quindi predeterminare la scelta di un operatore economico cui affidare per 5 anni, in qualità di socio di società mista a maggioranza pubblica, (senza gara pubblica)».
Inoltre alla magistratura si chiede di valutare il coinvolgimento diretto nella valutazione del soggetto privato del Coniv, «in pieno ed interessato conflitto di interessi».
Il consigliere regionale Prospero si augura, invece, che nel nuovo soggetto giuridico il territorio del vastese, o comunque le aree gestite dal Coasiv, siano adeguatamente rappresentate. «Lo abbiamo detto più volte – ribadisce Prospero – il Consorzio Industriale del Vastese lascia alla Regione un patrimonio non indifferente sia in termini di infrastrutture, di liquidità e di professionalità. E’ giusto e doveroso da parte della Regione tenere conto di questi elementi che non sono di poco conto, perché se tutti gli altri Consorzi fossero stati amministrati come quello di Vasto, forse non ci sarebbe stata la necessità di una rivisitazione della loro struttura per renderla più agevole e meno dispendiosa. In sostanza – conclude il consigliere di Rialzati Abruzzo – ci aspettiamo che la giunta dia il giusto riconoscimento a questo territorio con nomine di persone di alta professionalità, che conoscano questa realtà e sappiano rappresentarla».

OGGI CONFERENZA STAMPA INFUOCATA

«Ci sono 11 milioni di soldi veri sottratti dalle casse dell'Ente, indispensabili per iniziative di manutenzione e interventi nelle aree industriali di Vasto, Gissi e San Salvo serviranno a coprire i debiti dei consorzi di Teramo, Pescara, Avezzano», denuncia  Daniele Menna dell’associazione "centro studi Sante Petrocelli".
Eliana Menna, capogruppo alla Provincia per l'Idv ha convocato a Vasto per domani una infuocata conferenza stampa, che vedrà la partecipazione di imprenditori non solo del settore dell'industria ma anche del commercio e del turismo.
«Speriamo che l'ennesima manovra di spogliazione del nostro territorio non passi», si augura Menna
Anche il senatore Gianluca Castaldi (Movimento 5 stelle) ha annunciato la presentazione di una denuncia: «Non voglio disconoscere la necessità del riordino e della modernizzazione dei consorzi   industriali ma contesto che sia stato fatto  in maniera così unilaterale e sommatoria mettendo insieme situazioni così diversificate dal punto di vista  funzionale e gestione: si sta rivelando un vero fallimento. Si sono messe insieme», continua il senatore, «realtà che funzionavano e funzionano bene, con i bilanci in attivo, come il Sangro e Vasto, a veri e propri disastri economici e gestionali; facendo tra l’altro gravare sui consorzi “sani” come quello del  Sangro e del Vastese, i costi della “fusione”. E mi ritorna in mente la domanda che feci tanto tempo fa a Confindustria che tanto si è spesa per un “energico” intervento sui Consorzi Industriali e per una riforma della gestione delle aree industriali: è soddisfatta del risultato che, ad oggi, ha il solo dato certo dell’aumento dei costi per le imprese? Era questa l’esigenza espressa?»