VERSO LE REGIONALI

Grande coalizione per grandi primarie del centrosinistra: si parte il 9 marzo

C’è un convitato di pietra mai citato che sembra soddisfare anche i partiti minori

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Grande coalizione per grandi primarie del centrosinistra: si parte il 9 marzo



ABRUZZO. C’era un innominato illustre alla presentazione delle primarie aperte della coalizione che sfiderà Chiodi o chi per lui alla presidenza della Regione. Luciano D’Alfonso non è stato mai citato, forse per sottrarre questa scadenza al pericolo di farla sembrare cucita addosso all’ex sindaco di Pescara, ma la sua presenza era nell’aria. Ed allora a Pescara la coalizione dell’opposizione alla Regione «eterogenea per la composizione, ma non per la comune valutazione estremamente critica della Giunta Chiodi», ha solo presentato questo appuntamento elettorale interno, soffermandosi sulle questioni organizzative.
 Le votazioni ci saranno il 9 marzo prossimo, con eventuale ballottaggio la settimana successiva in caso di mancato raggiungimento di almeno il 40% dei voti da parte del candidato più votato.
Per la candidatura – non necessariamente di iscritti ai partiti – serviranno almeno 400 firme da presentare entro il 17 febbraio. E le primarie non saranno – almeno nelle intenzioni – solo la conta di chi ha più consensi all’interno dei partiti o tra i cittadini: infatti dovranno servire anche a far emergere i contenuti e le scelte prioritarie del programma di governo attraverso le indicazioni degli elettori.

«Non è che noi non sappiamo quali priorità elencare», hanno spiegato all’unisono Silvio Paolucci, Pd, (che ha indicato l’utilizzazione immediata nel 2014 di tutti i fondi Fas, il raddoppio della rete per l’emergenza urgenza in sanità e la salute dei fiumi) e Daniela Santroni, Sel, «vogliamo però presentare un programma partecipato e condiviso, io per la mia parte politica insisterò sul reddito minimo di cittadinanza». Le primarie, ha chiosato Massimo Carugno, Psi, «servono a trasformare la rabbia e la protesta in proposta», «perché serve un programma che faccia recuperare all’Abruzzo il suo ruolo, dopo l’assenza di questi anni nei problemi che contano a livello nazionale» ha specificato con chiarezza Maurizio Teodoro, Fli, che sostituiva Daniele Toto (trattenuto a Roma) e presente insieme al fratello Gianni.
«Infatti l’alleanza tra i partiti è importante, ma conta ancora di più quella con gli abruzzesi – ha chiarito Alfonso Macitelli, Idv – Chiodi ha lasciato macerie di ogni tipo e noi dobbiamo ripartire non tanto con un Tir a tre assi, ma con una Panda 4x4 per superare tutti i punti più scoscesi di questa amministrazione regionale, e per recuperare trasparenza: qui – ad esempio - una società partecipata come la Fira si sottrae al controllo della Regione pur usando soldi pubblici».
 Insomma c’erano tutti i partiti dell’arco costituzionale dalla sinistra al centro ed anche un pò più in la, vista la presenza di Fli, che ha il copyright dell’opposizione al centrodestra, dopo la rottura Fini-Berlusconi.
In realtà non si è parlato di programmi specifici, proprio per la presenza del fantasma di D’Alfonso ed anche per la scelta di non anticipare troppo i temi ed i tempi della campagna elettorale.
E per il momento il comune denominatore, il collante iniziale di questo cartello elettorale “Insieme il nuovo Abruzzo” sembra essere il giudizio estremamente negativo sulla gestione Chiodi, dalla ricostruzione alla sanità, alla disoccupazione, ai ritardi ed alle amnesie in tutti i campi dell’economia, della cultura e dell’ambiente. Tant’è vero che una delle caratteristiche di questa coalizione sarà la partecipazione delle associazioni sociali, culturali ed economiche dell’Abruzzo e di tutti i movimenti in guerra con la Giunta in carica e che sottoscriveranno una Carta di intenti ed un codice etico molto stringenti.

LA MACCHINA DELE PRIMARIE
Si voterà in tutti i comuni abruzzesi - circa 300 i seggi allestiti -, dalle 8 alle 20. Le candidature, come detto sottoscritte da un minimo di 400 elettori ed un massimo di mille (di cui almeno 100 in tre province), dovranno essere presentate al Coordinamento delle Primarie (sede Pd Abruzzo a Pescara) entro le 12 del 17 febbraio.
Potranno votare tutti i cittadini abruzzesi che hanno almeno 16 anni. Previsto il secondo turno nel caso in cui nessuno dei candidati superi il 40%.
Laddove si deciderà per le primarie comunali, le votazioni verranno accorpate.
Le forze politiche che fanno parte della coalizione si sono impegnate ad adottare i contenuti della Carta di Pisa per la trasparenza e il rigore morale dell'amministrazione ed hanno inoltre adottato un codice etico che impegna sui criteri di incandidabilità più stringenti delle norme contenute nella Legge Severino.
In tal senso, la coalizione nominerà nei prossimi giorni un Collegio dei garanti. Le forze politiche hanno anche elaborato una carta di intenti, alla base del programma che verrà sviluppato nelle prossime settimane.

LE PRIMARIE SU MISURA
 Insomma l’impressione finale è stata quella che le primarie serviranno a D’Alfonso  per ottenere una investitura politica, dopo che avrà dimostrato il consenso degli elettori. E’ vero che intanto girano nomi di possibili candidature di peso, all’interno del progetto dell’opposizione di coalizzare l’Abruzzo che si oppone a Chiodi  ma è altrettanto vero che nessuno, salvo Stefania Pezzopane, potrebbe impensierire D’Alfonso che tra l’altro non la teme, proprio perché resterà a fare il senatore dopo aver avuto la soddisfazione di apparire nei sondaggi come la più votata.
Si fanno invece con insistenza altri nomi, come Luciano D’Amico, rettore dell’Università di Teramo, Paolo Primavera, Confindustria Chieti, Aldo Cerulli, presidente di Cittadinanza attiva (Tribunale del malato) e di Giovanni D’Amico, ex assessore al Bilancio della precedente Giunta.
Ma sono nomi che non correranno contro D’Alfonso, ma solo per legittimare con il voto un loro futuro coinvolgimento nel prossimo governo regionale.
Infatti non si tratta di “dalfonsite” – hanno sottolineato sotto voce i partiti minori – il problema è che «Luciano è come il mare o i fiumi: hai voglia a mettere scogliere o ad alzare argini. Si riprendono sempre quello che gli hai tolto».

INTANTO IL CENTRODESTRA TEMPOREGGIA

Più difficile invece il percorso del centrodestra alle prese con Rimborsopoli.
Intanto questa mattina nell’ennesima riunione si è deciso probabilmente di avviare le primarie almeno per scegliere il candidato sindaco a Pescara.
Una cosa certa questo fatto la dice: Mascia non piace nemmeno ai suoi.
Stamani, nel corso della riunione della coalizione coordinata da Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, il Nuovo centrodestra ha proposto di indire le primarie per individuare il candidato e l'Udc si e' detta d'accordo, cosi' come lo aveva gia' fatto Fratelli d'Italia. Forza Italia ha proposto invece un sondaggio. Il nodo sara' sciolto giovedi' quando il tavolo tornera' a riunirsi per il via libera alle primarie, una volta arrivato il consenso dai livelli superiori dei partiti. Nel corso della riunione e' stato fatto il nome di Carlo Masci, da Fratelli d'Italia, ma e' stato subito dopo ricordato che Masci nei mesi scorsi ha detto di non essere interessato alla candidatura.

Sebastiano Calella