IL FATTO

Abruzzo. Bracconaggio nel Parco nazionale: aperta una inchiesta

Perquisizioni ordinate dalla procura di Cassino

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Guardia Parco





ABRUZZO. Giovedì scorso, 6 febbraio 2014, il Servizio di Sorveglianza del Parco, nel prosieguo delle indagini relative a un atto di bracconaggio avvenuto il 7 dicembre 2013 nel versante laziale del Parco, per il quale erano state immediatamente fermate e denunciate quattro persone all’Autorità Giudiziaria, ha effettuato un’ulteriore importante operazione a carico degli indagati.
Infatti, nell’ambito degli accertamenti tecnico-balistici in corso, e in esecuzione di un decreto di perquisizione della Procura della Repubblica di Cassino, alle prime luci dell’alba è scattata un’importante operazione, accuratamente pianificata nei giorni precedenti dal Responsabile del Servizio di Sorveglianza e dai suoi  più stretti collaboratori, con la supervisione del Direttore dell’Ente, nella quale sono state coinvolte ben 30 (trenta) Guardie del Parco, per effetto della quale sono state perquisite, simultaneamente, in quattro distinte  (e distanti, tra di loro)  località del Parco e del Pre-parco, abitazioni e immobili di proprietà degli indagati.
Si è trattato in pratica di un vero e proprio  blitz, che ha portato al sequestro di centinaia di cartucce, di diverso calibro, non denunciate e, addirittura, di una mitragliatrice da guerra, ciò che potrebbe aggravare ulteriormente la posizione di uno degli indagati.
«Si ricorda che», spiegano dal Parco Nazionale, «il giorno in cui era avvenuto l’atto di bracconaggio, le Guardie del Parco avevano sequestrato ben nove fucili. Grande soddisfazione per quest’ennesima eccezionale operazione, che segue ad altre brillanti e decise azioni antibracconaggio e che costituisce ulteriore  testimonianza dell’impegno e della recuperata piena efficienza del Servizio di Sorveglianza, è stata espressa dal Commissario straordinario dell’Ente Parco».