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Incarichi dirigenziali all’Adsu, Consulta boccia la legge della Regione Abruzzo

L’azienda adesso è senza direttore

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Incarichi dirigenziali all’Adsu, Consulta boccia la legge della Regione Abruzzo




ABRUZZO. L’azienda per il Diritto agli Studi Universitari di L’Aquila, dopo la sentenza della Corte Costituzionale numero 17 del 31 gennaio scorso è rimasta senza direttore.
La sentenza della Suprema Corte ha, infatti, dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 2, (commi 5°, 6° e 7°), della legge della Regione Abruzzo 28/12/2012, numero 71 in tema di mobilità ed esubero di dirigenti e di affidamento di incarichi dirigenziali a funzionari.
La sentenza ha definitivamente rimosso l’«illegittimità», perpetrata per due anni, durante i quali il Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di L’Aquila ha affidato ad un funzionario (Maria Luisa Capanna) l’incarico di direttore pur in presenza di un dirigente (Luca Valente), privo di incarico, che è stato posto in esubero. 

Il provvedimento con cui il dirigente era stato rimosso, è stato dichiarato illegittimo dal giudice del lavoro con Sentenza 450/13 del 16/9/2013 con la quale, tra l’altro, è stato ordinato l’immediata reintegro all’interno dell’Azienda e il pagamento delle spettanze retributive per il periodo di mancato lavoro.
«Nonostante la sentenza del Giudice del Lavoro, che è immediatamente esecutiva», protestano Carmine Ranieri (Cgil Fp), Vincenzo Traniello (Cisl Fp), Silvana De Paolis (Direr) e Fabio Frullo (Uil Fp), «il Consiglio d’Amministrazione, che si è riunito più volte, non ha adottato alcun provvedimento in merito, anzi, ha illegittimamente prorogato l’incarico al funzionario. Il consiglio avrebbe potuto richiamare in servizio il precedente direttore, rimosso illegittimamente, come espressamente dichiarato dalle competenti strutture della Regione Abruzzo».

Per ragioni “incomprensibili” il cda, presieduto da Francesco D’Ascanio, «ha preferito ignorare la posizione dei settori competenti della Regione Abruzzo», denunciano i sindacati, « proseguendo con affidamenti di incarichi in pieno contrasto con la sentenza del Giudice del Lavoro. Anche il presidente della Regione Gianni Chiodi e l’assessore competente, Paolo Gatti, non essendo intervenuti nella problematica dell’ADSU di L’Aquila, nonostante i parerei dei servizi della Regione stessa, hanno contribuito a far si che si perpetrassero le illegittimità riscontrate».
«Da tali atti», dicono ancora i sindacati, «deriveranno sicuramente danni erariali che si spera verranno addebitati ai responsabili e che questa volta non dovremo dire “tanto paga pantalone”. Adesso si deve con immediatezza ripristinare una situazione di legittimità nella gestione dell’Adsu di L’Aquila a cominciare dal corretto conferimento dell’incarico da direttore».