CARA RICOSTRUZIONE

Terremoto 6 aprile, già spesi quasi 10 miliardi. Ecco come

Tra ricostruzione e assistenza si prova a ripartire

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L'AQUILA NOTTE TRANSENNE




L’AQUILA. Il danaro speso fino ad oggi per il terremoto aquilano, tra emergenza e ricostruzione, capoluogo e intero cratere, ammonta precisamente a 9.685 milioni.
Questa è la cifra reale e definitiva, aggiornata al 31 dicembre scorso. Un fiume di denaro sudato e sofferto. Sui fondi futuri c’è incertezza: senza liquidità i cantieri non potranno partire e in gioco c’è la vita della provincia ma anche degli aquilani che a quasi 8 anni dal terremoto vivono ancora tra troppe incognite.
Il centro storico è sì un cantiere lentamente in movimento ma nessuno sa dire con certezza quando tornerà come prima. Su questa incognita si giocherà sicuramente anche la prossima campagna elettorale per le regionali.

VOCE PER VOCE
Dei quasi 10 miliardi spesi, 3,8 miliardi sono stati utilizzati per la ricostruzione privata: 2,6 miliardi investiti solo nel capoluogo e altri 1,2 nei comuni del cratere. Poi ancora: 1,3 miliardi per la ricostruzione pubblica del capoluogo e degli altri comuni distrutti dal sisma del 6 aprile 2009.
Solo la ricostruzione, dunque, ha assorbito fino a questo momento 5,4 miliardi.
I restanti 4,4 sono stati utilizzati per l’emergenza. La cifra più consistente è quella della casella ‘Case, Map e Musp’: 1,1 miliardi. Altri 952 milioni di euro se ne sono andati tra tendopoli, assistenza alla popolazione, alberghi, demolizioni e puntellamenti, la sospensione delle tasse e l’acquisto di elettrodomestrici.
Altri 667 milioni corrispondono alla voce ‘emergenza e assistenza alla popolazione’. Poi ci sono 49 milioni per ‘altra emergenza’ ovvero la ripresa dell’attività scolastica, politiche giovanili, centri di accoglienza per le donne. Consistente anche la voce ‘Altro’: 1,3 miliardi per Inail, riequilibrio bilanci e cassa integrazione in deroga.
Dai numeri emerge dunque un rapporto quasi del 50% fra quanto speso per la ricostruzione e quanto per le altre voci ad essa non inerenti. Per il futuro proprio la voce ‘ricostruzione’ sarà quella ad aver bisogno delle risorse più ingenti.
I dati sono emersi nei giorni scorsi in un incontro tra i rappresentanti dell’Assemblea cittadina (che nei mesi scorsi avevano denunciato proprio la difficoltà di reperire dati aggiornati e puntuali) e Paolo Aielli, dirigente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila.
Il lavoro costante dei rapporti con il Ministero, da parte dell’Ufficio Speciale, è quello di ottenere l’anticipazione, già per il 2014, dei fondi stanziati per il 2015 e per il 2016. «Lavoro duro», spiega l’assemblea cittadina, «ma con possibilità di risultato positivo, come si è visto nella recente riunione del pre-cipe, che ha appunto autorizzato l’anticipazione dei fondi stanziati nelle citate leggi per il 2015 e per il 2016. La chiave per aprire le porte presso il Cipe è data dal lavoro già svolto sia per le istruttorie in corso (che procedono a buon ritmo) sia per la predisposizione della banca dati che documenta il complesso delle spese della ricostruzione».
Per quel che riguarda la prospettiva, per l’Aquila e il cratere c’è il grande problema della necessità di anticipare i fondi già stanziati per le annualità future. La procedura, cioè, già autorizzata per le annualità 2015 e 2016.
Ad oggi sono disponibili, per la ricostruzione privata 410 milioni per la periferia e 575 milioni per il centro storico. Per il 2014 saranno necessari ancora 1 miliardo e 400 milioni di euro.

L’ACQUISTO DI CASE
Un altro dato fornito dall’Ufficio Speciale è quello relativo alle pratiche presentate per l’acquisto di abitazione equivalente: le pratiche istruite e chiuse sono ad oggi 270 con un importo pari a 78 milioni di euro (un costo medio liquidato di 289 mila euro per abitazione); le pratiche ancora da esaminare o da integrare sono pari a 30. L’Ufficio Speciale ha stimato che altre ne arriveranno, in particolare dalle are del Comune di L’Aquila interessate dai piani di riqualificazione.

SOTTOSERVIZI
Resta, come ha rilevato l’assemblea cittadina, il grande problema dei sottoservizi: «senza un’ adeguata e rapida soluzione, ci si avvia verso il disastro». Si tratta di un investimento già autorizzato con 80 milioni di euro, ma il ricorso al Tar di una ditta concorrente alla gara di affidamento ha bloccato l’iter. Il 12 febbraio il Tar si pronuncerà in proposito.
Altro scoglio da affrontare è quello dell’assolutamente necessario piano di cantierizzazione per il centro storico.


Alessandra Lotti