Rifiuti: rinviato a giudizio il deputato Di Stefano (Fi)

L’accusa è quello di millantato credito

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Fabrizio Di Stefano

Rifiuti: rinviato a giudizio il deputato Di Stefano (Fi)
L’accusa è quello di millantato credito 
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PESCARA. Il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano e' stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Pescara, Maria Carlo Sacco, nell'ambito dell’inchiesta Re Mida. 
La vicenda è quella che il 22 settembre 2010 portò all'arresto dell'ex assessore regionale alla sanità e attuale consigliere regionale Lanfranco Venturoni e l'imprenditore Rodolfo Di Zio. 
Il tutto ruota attorno alla realizzazione a Teramo di un impianto di bioessiccazione. Il processo a carico del deputato abruzzese davanti al Tribunale collegiale di Pescara prenderà il via il prossimo 19 marzo.
Di Stefano era stato rinviato a giudizio, nel maggio scorso: inizialmente gli era stato contestato il reato di corruzione, diversamente qualificato poi dal giudice in millantato credito. 
Infatti a ottobre scorso, il Tribunale collegiale di Pescara, ha accolto una eccezione, sollevata dall'avvocato Cirulli, circa la nullità del decreto che dispone il giudizio, e ha rinviato gli atti al giudice per le udienze preliminari, invitando i pm a riformulare il capo di imputazione. 
Nell'ambito dell'inchiesta risultano coinvolte altre 5 persone, accusate a vario titolo, di corruzione, peculato, abuso e turbativa d'asta. Il procedimento a loro carico è attualmente in corso davanti al Tribunale collegiale di Pescara (prossima udienza il 14 aprile 2014). Secondo quanto contestato dall'accusa, Venturoni avrebbe messo in atto un piano di svuotamento di funzioni della Team Spa, di cui era presidente, per favorire la Deco spa dei fratelli Di Zio e far ottenere a quest'ultima, senza gara d'appalto, l'affidamento della costruzione e gestione di un impianto di bioessicazione di rifiuti a Teramo.
PESCARA. Il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano e' stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Pescara, Maria Carlo Sacco, nell'ambito dell’inchiesta Re Mida. La vicenda è quella che il 22 settembre 2010 portò all'arresto dell'ex assessore regionale alla sanità e attuale consigliere regionale Lanfranco Venturoni e l'imprenditore Rodolfo Di Zio. Il tutto ruota attorno alla realizzazione a Teramo di un impianto di bioessiccazione.

 Il processo a carico del deputato abruzzese davanti al Tribunale collegiale di Pescara prenderà il via il prossimo 19 marzo.Di Stefano era stato rinviato a giudizio, nel maggio scorso: inizialmente gli era stato contestato il reato di corruzione, diversamente qualificato poi dal giudice in millantato credito. Infatti a ottobre scorso, il Tribunale collegiale di Pescara, ha accolto una eccezione, sollevata dall'avvocato Cirulli, circa la nullità del decreto che dispone il giudizio, e ha rinviato gli atti al giudice per le udienze preliminari, invitando i pm a riformulare il capo di imputazione. 

Nell'ambito dell'inchiesta risultano coinvolte altre 5 persone, accusate a vario titolo, di corruzione, peculato, abuso e turbativa d'asta. Il procedimento a loro carico è attualmente in corso davanti al Tribunale collegiale di Pescara (prossima udienza il 14 aprile 2014). Secondo quanto contestato dall'accusa, Venturoni avrebbe messo in atto un piano di svuotamento di funzioni della Team Spa, di cui era presidente, per favorire la Deco spa dei fratelli Di Zio e far ottenere a quest'ultima, senza gara d'appalto, l'affidamento della costruzione e gestione di un impianto di bioessicazione di rifiuti a Teramo.