POLITICA

Inchieste Abruzzo, Pezzopane: «la giunta Chiodi è un circolo a luci rosse»

«Intreccio inaccettabile, esempio di doppia morale»

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Gianni Chiodi

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ABRUZZO. Giornata dedicata agli interrogatori degli indagati nell’ambito dell’inchiesta Rimborsopoli, quella di martedì, ma anche giornata in cui la politica locale preme sull’acceleratore e chiede la testa di Chiodi.
Lo fa la senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, con un giudizio durissimo su tutto quello che sta emergendo nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi ma anche su altro («è un circolo a luci rosse», dice). E lo fa anche l’esponente Idv Alfonso Mascitelli secondo cui è arrivato il momento per Chiodi di «staccare la spina».
Proprio stamattina, all’uscita dal tribunale di Pescara, dopo «aver chiarito tutto ai pm», il governatore ha spiegato che non ha alcuna intenzione di dimettersi ma terminerà il suo mandato. Domani parlerà alla stampa dopo giorni di silenzio in cui ha preferito fare vita ritirata.
Sul fronte politico si rincorrono voci che lo vorrebbero fuori dalle prossima campagna elettorale: fino a qualche giorno fa, invece, era il candidato che aveva messo d’accordo pure Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra che invece a Pescara non riescono a trovare la quadra sul candidato sindaco. Testa o Mascia?
L’incontro programmato per mercoledì con i giornalisti sarà importantissima per Chiodi, almeno per due motivi: ad ascoltarlo ci sarà tutta la stampa nazionale e lui dovrà essere credibile e convincente per ristabilire un’immagine decente dell’Abruzzo, descritto dai giornalisti di mezza Italia come truffaldino e godurioso, dove presunti scandali amministrativi si intrecciano con questioni di letto. Ma dovrà anche convincere i suoi che gli scandali potranno eclissarsi prima della campa elettorale vera e propria.
Nei giorni scorsi il sottosegretario Giovanni Legnini (Pd) ha sostenuto che queste vicende non dovranno essere toccati nella competizione elettorale ma oggi, proprio una esponente del Pd, ci va giù duro.
Non una esponente a caso ma probabilmente una delle più autorevoli rappresentanti locali del partito, la senatrice Stefania Pezzopane, sempre tagliente e insolitamente silenziosa e pacata in questi giorni.
Lei potrebbe essere la prossima presidente di Regione, ma prima del voto dovrà vedersela con le primarie e giocarsela, tra gli altri, con l’affabulatore delle masse, Luciano D’Alfonso
Pezzopane parla dell’assunzioni di Letizia Marinelli, ma anche quella della sorella di quest’ultima, Simonetta, o dell’incarico affidato alla Consigliera di parità di gestire 1,5 milioni «che non poteva utilizzare perché non poteva essere soggetto attuatore.
«Se a quello che Chiodi definisce 'l'errore di una sera' si aggiunge il caso del suo ex assessore alla Cultura Luigi De Fanis, che dall'inchiesta in corso risulta aver assunto l'amante come segretaria per far sesso almeno una volta a settimana, credo - afferma Pezzopane - che la Giunta Chiodi si possa definire, senza timore di smentite, un circolo a luci rosse».
Si tratta di un'inchiesta partita dal fatto che per quella notte in un costoso albergo, il governatore Chiodi aveva chiesto il rimborso alla Regione (350 euro).
«Un intreccio inaccettabile tra pubblico e privato e un esempio chiaro di doppia morale», continua la senatrice, «in cui diventa consigliera di parità un modello esemplare di disparità. A questo punto - conclude - il governatore Chiodi, che si e' prolungato di 6 mesi il mandato, forse farebbe bene a far concludere questa legislatura nel piu' breve tempo possibile».

MASCITELLI DELL’IDV: «ORA BASTA, CHIODI STACCHI LA SPINA»
Secondo il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli, «ormai è caduta la teoria del complotto, della stampa avversa, dei veleni strumentali di una campagna elettorale, e alla nostra povera regione resta, dopo cinque anni di immobilismo, soltanto un governatore in mutande, nel senso letterale del termine. Dopo essere stato eletto soltanto dal 25 per cento degli abruzzesi, e dopo l’ubriacatura di potere che lo ha accompagnato in questi anni, insieme ai suoi assessori coinvolti», attacca il segretario abruzzese di Idv, «Chiodi stacchi finalmente la spina. Per il bene dell’Abruzzo abbia la coscienza di dimettersi, perché nessuno si accorgerà, da qui alle elezioni, di alcun vuoto decisionale, visto che la sua maggioranza, come ultimo regalo, ha confezionato la legge elettorale-vergogna che proroga di 6 mesi la loro sopravvivenza, a spese dei cittadini, per la semplice ordinaria amministrazione».