GIUSTIZIA AGLI SGOCCIOLI

Tagli tribunali, magistrati nella bufera: «non dovrebbero interferire»

Ancora reazioni di protesta dopo la nota dell’Associazione nazionale magistrati

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Tagli tribunali, magistrati nella bufera: «non dovrebbero interferire»




ABRUZZO. Continua a far discutere la presa di posizione dell’associazione nazionale magistrati abruzzesi che nei giorni scorsi ha contestato l’emendamento che sposta in avanti la data riforma della geografia giudiziaria dei tribunali abruzzesi.
Se il provvedimento venisse confermato anche alla Camera fino al 2018 sopravviveranno i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto e dunque solo fra 4 anni si procederà con gli accorpamenti di quelli minori con i due maggiori di L’Aquila e Chieti.
In una nota durissima David Mancini, a nome dell’Anm, ha spiegato che l'associazione nazionale magistrati e la giunta distrettuale abruzzese confidavano nell'entrata in vigore della riforma, così come avviene nel resto d'Italia, «al fine di adottare nuovi strumenti organizzativi di razionalizzazione delle risorse in termini di efficienza del servizio giustizia».
Inoltre i magistrati sostengono che questa proroga nulla abbia a che fare con l’interesse dei cittadini quanto con «interessi logistici e individuali».
Nelle ultime ore il presidente del Tribunale di Sulmona, Giorgio Di Benedetto, ha preso le distanze dal comunicato e ha fatto «le proprie scuse» a lavoratori, professionisti e utenti che avevano appreso con sgomento le dichiarazioni di Mancini.
Si unisce al coro di protesta anche il Comitato in difesa del Tribunale di Lanciano e dei Tribunali Minori d’Abruzzo: «speriamo», dicono, «che il comunicato sia frutto dell’avventata, isolata e non autorizzata iniziativa del suo estensore, sperando che il pensiero sulla soppressione dei Tribunali Minori da parte dei magistrati abruzzesi aderenti all’Anm sia ben diverso e più consapevole».

Secondo il comitato, il comunicato sarebbe «aggressivo nei toni, irrispettoso verso gli altri organi istituzionali che fruiscono di legittimazione popolare» e si fa notare che è stato emesso dall’associazione di categoria di un organo a «cui la Costituzione assegna il delicato ruolo di applicare e interpretare la legge, ma non di interferire sul suo processo formativo».
«L’accorpamento dei Tribunali Minori nei Tribunali di Provincia è un clamoroso esempio di dissennata politica di geografia giudiziaria», insistono i comitati. «Negarlo significa mentire a se stessi. La logica stessa di accorpare i Tribunali minori ai Tribunali di Provincia trova una prima clamorosa smentita nelle attuali discussioni parlamentari in merito alla necessità della soppressione delle province. Ciò appare ancor più evidente nella geografia provinciale abruzzese che vede i capoluoghi e i Tribunali di Chieti e Pescara distanti tra loro 8 km e lascia intendere quanto sia stata mal pensata l’idea di accorpamento contenuta nella riforma. Quelli dell’Avvocatura non sono “tentativi di preservare interessi localistici ed individuali” bensì un invito -all’ANM abruzzese che ben dovrebbe conoscere la realtà del nostro territorio, a riflettere».