IL PROCESSO

Disastro Bussi, comincia il processo e 19 imputati chiedono il rito abbreviato

Ammesse anche le parti civili

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Disastro Bussi, comincia il processo e 19 imputati chiedono il rito abbreviato




 CHIETI. Hanno chiesto di essere ammessi al rito abbreviato i 19 imputati del processo che si tiene davanti alla Corte di Assise di Chieti per le cosiddette discariche dei veleni di Bussi. Il rito abbreviato è condizionato alla effettuazione di una perizia tossicologica che stabilisca la pericolosità dell'acqua per la salute umana, richiedendo comunque in subordine anche il rito incondizionato.
Sulla richiesta del rito la Corte d'Assise di Chieti si pronuncerà nell'udienza del prossimo 7 febbraio.
Nel corso di questo primo lunghissimo 'round', iniziato alle 9 di questa mattina e concluso alle 17, la Corte si è pronunciata anche sulla ammissione delle costituzioni di parte civile.
Nella prima parte dell’udienza la Corte, presieduta dal giudice Geremia Spiniello, ha confermato la legittimità della presenza del Wwf per il radicamento nel territorio e il ruolo attivo che l’associazione ha svolto nella vicenda. Riconfermati anche Legambiente, Marevivo, Miladonnambiente, Ecoistituto Abruzzo, Codici. 
In sostanza sono state accolte le costituzioni di tutti gli enti territoriali che si erano già costituiti in precedenza, enti ai quali questa mattina si sono aggiunti altri quattro Comuni: Chieti, Alanno, Popoli e Spoltore. Mentre quanto alle associazioni ambientaliste non sono state ammesse alcune richieste di costituzione, fra le quali quelle della Lav. No anche al Codacons e di Assoconsum, Arta e Cgil.
Gli imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, devono rispondere di avvelenamento delle acque.
Fuori per molte ore presidio di protesta degli ambientalisti.
Una cinquantina gli attivisti che hanno partecipato alla manifestazione, promossa nell'ambito della campagna 'Stop Biocidio', già nota per l'impegno nella Terra dei fuochi. Numerosi gli striscioni esposti.
Su due di essi si leggeva: "La vera giustizia è la bonifica" e "Montedison e Solvay pagherete tutto. Goio via dall'Abruzzo".
All'iniziativa hanno preso parte attivisti del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, Wwf, Abruzzo Social Forum e Zona 22, oltre a esponenti del Wwf, del Movimento 5 Stelle, di Rifondazione Comunista e dell'Unione sindacale di base (Usb).
 I promotori della manifestazione parlano di «un disastro di immani proporzioni, una spada di Damocle sul futuro dell'intera vallata del Pescara. I sedimenti del porto di Pescara - ricordano gli ambientalisti - presentano livelli altissimi di mercurio, provenienti da oltre 50 km di distanza; 500.000 cittadini della Valpescara, Chieti e Pescara comprese, per venti anni hanno bevuto acqua contaminata da solventi clorurati cancerogeni, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, da cloroformio e la trielina».
«A sei anni dai sequestri delle aree inquinate - aggiungono - nulla è stato fatto per la bonifica di questo sito. E' questo l'ennesimo scandalo di una politica del tutto incapace e irresponsabile, che non è riuscita neanche a promuovere una indispensabile ricerca epidemiologica o istituire un registro tumori».
«Vogliono impiegare 50 milioni di euro per la bonifica e la reindustrializzazione; una cifra insufficiente per entrambe. Ma i problemi non sono finiti: il gruppo Toto vorrebbe realizzare nel sito un inquinante cementificio e una mega-cava a 500 metri dai nuovi pozzi che danno l'acqua a Pescara e Chieti. Una vera e propria follia. Basta fare profitto sulle nostre vite e sul nostro territorio - concludono i manifestanti - la vera giustizia è la bonifica dei siti».