L'INCHIESTA

Rimborsopoli, Verì e Costantini già sentiti dai pm

Procura apre inchiesta su incarico all’amante di Chiodi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3287

Rimborsopoli, Verì e Costantini già sentiti dai pm

Nicoletta Verì




PESCARA. Ha chiesto e ottenuto di poter già chiarire la sua posizione davanti ai magistrati la consigliera regionale Nicoletta Verì.
L’esponente di Scelta Civica, presidente della V commissione Affari Sociali e Tutela della Salute della Regione Abruzzo, anche lei indagata nell’ambito dell’inchiesta ‘Rimborsopoli’ che coinvolge 25 politici regionali, ha già spiegato ai magistrati inquirenti la sua posizione. Due giorni fa ha raccontato la sua versione e «credo di aver fugato i dubbi sulla mia posizione», commenta oggi.
«Sentivo la necessità fisica – dice Verì – per rispetto alla mia storia ed ai miei elettori, di far chiarezza da subito su quanto accaduto. L’incontro che ho sostenuto mi ha permesso di trovare conferme alla mia fiducia nell’operato dei magistrati». Gli altri indagati saranno ascoltati a partire dalla prossima settimana.
Martedì toccherà al presidente Gianni Chiodi (al quale vengono contestati rimborsi per 24 mila euro), al presidente Nazario Pagano (15 mila euro) e agli assessori della giunta (Morra è l’unico che non è indagato).
Il 12 febbraio sarà poi la volta dei consiglieri di maggioranza e di opposizione.
«Purtroppo- aggiunge con una punta di amarezza Verì –l’avviso di garanzia viene recepito come una condanna “in fieri” e non come un atto dovuto per poter indagare sull’azione di un individuo. Conto, però, di uscire presto ed a testa alta da questa situazione. Ringrazio- conclude la consigliera - le tantissime amiche ed amici che in questi giorni mi hanno testimoniato solidarietà, vicinanza ed affetto. A loro dico che la fiducia è ben riposta e ciò sarà dimostrato a breve».
In procura martedì scorso è andato anche il consigliere Carlo Costantini (ex Idv oggi Movimento 189) che oggi ha scritto sulla sua pagina Facebook «sono onesto ed ho avuto da temere. Non basta più essere onesti per non avere più da temere!».
Lui ha chiesto di poter anticipare l’interrogatorio per motivi personali e ha rigettato ogni accusa sostenendo di essere creditore di alcuni rimborsi come quelli autostradali, mai chiesti. Avrebbe sostenuto anche che il costo della stanza d'albergo divisa con un'altra persona sarebbe stato lo stesso di una singola e dunque non avrebbe inciso per le casse regionali.
Intanto come rivelato oggi da Il Centro la procura avrebbe aperto un filone bis dell’inchiesta Rimborsopoli per verificare se ci siano irregolarità nell’incarico quadriennale alle Pari opportunità affidato a Letizia Marinelli.
Nei giorni scorsi il presidente Gianni Chiodi ha ammesso in una intervista al Corriere della Sera la «debolezza» privata ma garantito che non ci sarebbe stata alcun suo intervento per far assumere la donna (in gara con altre 22 persone per quel posto).
Adesso gli inquirenti dovranno verificare se vi sia un collegamento tra la notte del 15 marzo 2011 trascorsa nell’albergo Pantheon di Roma (per quel soggiorno Chiodi chiese un rimborso alla Regione di 340 euro) e l’incarico affidato due mesi dopo alla donna.