IL FATTO

Abruzzo. La campagna elettorale e i manifesti politico-istituzionali di Gianni Chiodi

Attività politica e manifesti con i loghi istituzionali…

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Abruzzo. La campagna elettorale e i manifesti politico-istituzionali di Gianni Chiodi
FLESSIONI E RIFLESSIONI. ABRUZZO. «Facciamolo sapere, visto che fanno di tutto per NON farlo sapere».
L’attivissimo Gianni Chiodi sui social su questo concetto è ripetitivo da anni: c’è un complotto che mira a screditare tutte le cose buone fatte nei cinque anni di mandato più lunghi del mondo (infatti sono 5 anni e mezzo).
Una sorta di silenziatore generale che non illumina abbastanza la grandezza dello statista e del commercialista-presidente-commissario che ha così bene governato.
Per questo sulle sue pagine preferisce divulgare articoli molto favorevoli, alcuni dei quali parlano di “miracoli” avvenuti in terra d’Abruzzo.
Un po’ santo, un po’ martire si dipinge “Gianni” o viene dipinto dai suoi moltissimi amici di social che lo rincuorano e lo tirano su per il male che gli stanno facendo entità che mai vengono specificate (alcune volte viene indicata l'arcana dicitura "magistratura"...)
“Facciamolo sapere” dice, (come se la gente non lo sapesse già) «i conti sono risanati, le tasse regionali non sono aumentate», dice.
Ma se stiamo davvero meglio ognuno ha le capacità per capirlo.
Sta di fatto che Chiodi ed i suoi si sono dati davvero da fare per “farlo sapere”.
Così gli amici più fidati del presidente sono stati ingaggiati per divulgare il messaggio dell’ormai candidato presidente alla Regione, già in corsa da settimane, e vengono condivisi sulle bacheche manifesti digitali che riassumono l’azione sui conti di Gianni Chiodi che su Facebook ha già una pagina elettorale e prova a far sfondare il suo hashtag #iostocongiannichiodi.
I manifesti sono ben congegnati ed interessanti perché in un colpo d’occhio si riassumono i tagli sui conti mentre lo slogan che rimane fisso è: “l’Abruzzo reagisce”. A cosa? Alla crisi, alla malapolitica, alla opposizione scorretta, alla cattiva informazione… ognuno reagisce a quello che vuole.
Il dettaglio è sempre interessante e riporta le percentuali dei tagli sulle spese sanitarie e non. Ma come ogni manifesto anche questi impediscono di vedere cosa c’è dietro…
Per ora però l’Abruzzo che reagisce, «combatte la crisi», «riduce i debiti», «investe nella sanità».
La cosa che però mi ha incuriosito è quello stemma istituzionale della Regione in alto a destra che campeggia come monito.

 

Monito peraltro riconfermato anche dall’invito chiaro: «interagisci con noi su www.regione.abruzzo.it » il sito istituzionale della regione seguito da simboli di Facebook e Twitter.
Ma interagisci dove… che sulla home istituzionale non c’è nulla!?
Messi così questi sembrano a tutti gli effetti manifesti istituzionali di una campagna istituzionale che arriva in un momento delicato e che per coincidenza vengono per ora sfornati solo sulle pagine elettorali del presidente Chiodi mentre sui siti istituzionali non vi è traccia.
Vuoi vedere che questa campagna istituzionale dal sapore smaccatamente elettorale la paghiamo tutti noi?
No per favore non partiamo con il solito vittimismo da "cinghiale braccato", basta chiarire. In fin dei conti non sarebbe la prima volta e non sarebbe l’ultima visto che la contestazione dell’utilizzo dei soldi pubblici per la comunicazione politica per vantaggi personali viene mossa da alcune procure a seconda del grado di umidità all’esterno.
Forse c’è qualcosa che non va se questi manifesti digitali-istituzionali non compaiono da nessun altra parte se non sulla pagina Facebook di Chiodi, su quella elettorale e su quella per esempio del fidatissimo ex segretario della presidenza della Regione Antonio Morgante (il cui incarico è stato provvidenzialmente revocato nei termini per permettere a quest’ultimo di candidarsi).

I manifesti istituzionali devono seguire certe logiche e la spendita di soldi pubblici ha la giustificazione nella ricaduta generale e pubblica del messaggio. Tutti ci avvantaggiamo del messaggio, forse pure già ascoltato un centinaio di volte (pesino gratis) ma uno se ne avvantaggia più di tutti.
Allora come capitato spesso in quesi 5 anni vogliamo contribuire anche noi alla diffusione del messaggio istituzional-elettorale a beneficio anche di chi non è "amico" di "Gianni".
Però che siano manifesti e spot politici ed elettorali è chiaro facendo una controprova: sostituendo il logo della Regione e mettendo quello di “Chiodi candidato”, e poi il link al sito politico invece che a quello istituzionale, il tutto fila liscio ed appare pure molto più coerente: è l’uomo politico che vuole farsi propaganda per quello che ha fatto. Nel caso esaminato, invece, è l’istituzione Regione che vorrebbe farsi propaganda, ma attenzione non il gruppo di governo protempore (anche quella sarebbe comunicazione politica e non istituzionale). Dove vedremo domani questi manifesti? Sui muri, in tv?

Ma poi se lo stesso "attivista" Morgante incita alla condivisione, per pubblicizzare il messaggio e utilizza l'hashtag incontrovertibile #iostocongiannichiodi è o no pubblicità elettorale?
Allora chi li ha commissionati, chi li ha ideati e quanto costano? Magari sono gratis…
Eppure potrebbe esserci una remota possibilità che che questi possano essere manifesti elettorali-politici commissionati dal candidato Chiodi; in questo caso non si spiega come mai non vi sia il simbolo e la faccia del presidente…
Certo che questa è una regione strana: si fanno manifesti per propagandare la riduzione delle spese e poi si spende per manifesti che possono benissimo essere politici ma pagati con soldi pubblici?

a.b.