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Eccellenze d’Italia, sul portale di Google il buco nero dell’Abruzzo

Nessun contributo, nessuna realtà valorizzata

Redazione Pdn

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Eccellenze d’Italia, sul portale di Google il buco nero dell’Abruzzo




ABRUZZO. 100 mostre digitali ospitate sulla piattaforma del Google Cultural Institute.
100 storie da scorrere online per conoscere e vivere da vicino il Made In Italy, pilastro importante della nostra economia e della nostra cultura.
Ma l’Abruzzo è assente: nessuna delle eccellenze locali, almeno fino a questo momento, fa mostra di sé sul portale (inaugurato sette giorni fa) tanto che la regione è l’unica d’Italia che non offre niente a chi incappa nel portale di Google. Come mai? Dimenticanza di chi gestisce la piattaforma? Reale mancanza di qualcosa all’altezza delle eccellenze italiane? Incapacità territoriale di saper valorizzare la propria terra?
Evviva il marketing territoriale che conta...  
Su www.google.it/madeinitaly i partner del progetto (Unioncamere e Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) hanno allestito una serie di percorsi espositivi che intendono guidare l’occhio dell’esploratore digitale alla scoperta di alcuni dei prodotti alla base della tradizione alimentare e artigianale.
«Il progetto», spiegano i promotori, «non intende solo mettere in luce i grandi protagonisti del Made in Italy conosciuti in tutto il mondo come ad esempio Il Grana Padano, Il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di San Daniele o il Prosciutto di Parma, o ancora il Vetro di Murano e il Tessile Biellese, ma consentirci anche di svelare o riscoprire i tantissimi tesori, più o meno nascosti, che costituiscono la ricchezza inesauribile della nostra tradizione».
Le mostre guidano il navigatore attraverso una vera e propria narrazione digitale, fatta di foto, video, documenti storici, aneddoti e racconti che ci riportano indietro nel tempo, per conoscere meglio un prodotto e il suo territorio.
Per esempio, non tutti sanno che il cappello che Federico Fellini indossava sul set è un tipico cappello di Montappone, un cappello che ha una storia antica (è prodotto sin dal 1300) e origini leggendarie. Il cappello indossato da Fellini si trova oggi esposto nel Museo del Cappello di Montappone.
Sono tantissimi i documenti storici ospitati sulla piattaforma Made In Italy realizzata dal Google Cultural Institute: lettere originali, documenti commerciali, fotografie e affissioni pubblicitarie storiche digitalizzate e ora a disposizione dei navigatori.
Le mostre sono disponibili in italiano e in inglese, proprio per agevolare la promozione del Made In Italy all’estero, un obiettivo importante di questo progetto.

LA STRUTTURA DEL SITO
In homepage il sito www.google.it/madeinitaly si presenta da subito con una mappa dell’Italia, che evidenzia a quale territorio fanno riferimento i vari prodotti presentati, e una prima selezione di percorsi espositivi. Fin da subito la cartina offre il triste ‘buco nero’ dell’Abruzzo che non ospita nessun racconto.
Facendo clic su uno dei luoghi evidenziati sulla mappa o su una delle immagini poste a copertina delle mostre, si accederà immediatamente al percorso espositivo. In alternativa, è possibile scegliere di esplorare le mostre scegliendo tra quelle a tema Cibo e quelle a tema Artigianato oppure utilizzando il pulsante “esplora tutto”. Quest’ultimo dà accesso ad un menù che consente di raffinare ulteriormente la ricerca, alla scoperta di dettagli interessanti. Per esempio, attraverso la ricerca per data si può facilmente scoprire come ci siano prodotti le cui origini risalgono davvero all’antichità, come per esempio il Farro della Garfagnana, che risale al 2000 A.C..
Sul sito è inoltre possibile realizzare gallery personalizzate, mettere a confronto immagini o documenti, condividere elementi che hanno colto la nostra attenzione.
Insomma l'Abruzzo è davvero così infimo da non poter sfornare nemmeno una misera, piccolissima, umile eccellenza?