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Elezioni regionali Abruzzo, tempo scaduto: via Testa, 9 assessori e 2 sindaci

Legnini resta sottosegretario, niente primarie

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Elezioni regionali Abruzzo, tempo scaduto: via Testa, 9 assessori e 2 sindaci




ABRUZZO. E' scaduto a mezzanotte di oggi il termine ultimo, per sindaci, presidenti e assessori di Province che intendono partecipare alle elezioni regionali del prossimo 25 maggio, per presentare le dimissioni.
In Abruzzo lo hanno fatto un presidente di Provincia, nove assessori provinciali e due sindaci. Si è dimesso, infatti, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa (Ncd), che ieri, subito dopo la firma, ha dichiarato: «non è una tattica, il partito mi ha chiesto di mettermi a disposizione per le elezioni regionali o comunali».
Con lui si sono dimessi gli assessori Antonio Martorella e Roberto Ruggieri. Restano in carica, invece, il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, e quello della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, la cui Giunta, però, è decimata: si sono dimessi gli assessori Nicola Campitelli, Daniele D'Amario, Remo Di Martino, Donatello Di Prinzio, Alessio Monaco e Mauro Petrucci.

In Provincia di Teramo si è dimesso solo l'assessore Elicio Romandini.
Due i sindaci abruzzesi che hanno deciso di lasciare l'incarico per partecipare alle regionali: quello di Silvi (Teramo), Gaetano Vallescura, che aveva firmato le dimissioni già a inizio gennaio, e quello di Giulianova (Teramo), Francesco Mastromauro; guiderà il Comune di Giulianova il vicesindaco, Gabriele Filipponi.
Resta in carica, invece, il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, che ieri si è definito il «candidato naturale», dicendosi convinto che «un sindaco uscente che con la sua squadra ha ben lavorato abbia il diritto di riproporre la propria candidatura e abbia il diritto di sottoporsi alla verifica degli elettori su ciò che ha fatto».
Così come non si è dimesso il sottosegretario del Pd, Giovanni Legnini, che sembrava pronto a tentare le primarie del centrosinistra il prossimo 23 febbraio e che a questo punto resterà a Roma.
E' la legge regionale 51 del 2004, la cosiddetta legge 'anti-sindaci' o 'anti-D'Alfonso’, a stabilire i tempi per la presentazione delle dimissioni di diverse figure, tra cui i sindaci dei comuni con più di cinquemila abitanti, i presidenti e gli assessori delle Province, i ministri e i sottosegretari, i dirigenti e i dipendenti delle Regioni, i magistrati ed i prefetti.
In base alla norma, le cause di ineleggibilità non hanno effetto se, «non oltre novanta giorni antecedenti il giorno fissato per la presentazione delle candidature, le funzioni esercitate, la carica o l'ufficio sono cessati per dimissioni». In ogni caso, chi si è di messo ha 20 giorni di tempo per confermare la decisione, trascorsi i quali il Prefetto provvederà a nominare un commissario.
Le liste devono essere presentate entro il 24 aprile. In questi giorni si sta verificando se anche la Regione Abruzzo debba 'ritoccare' il premio di maggioranza in base alle decisioni della Corte Costituzionale. In Abruzzo i consiglieri saranno 31 (30 oltre al presidente) e indicativamente 19 saranno della maggioranza vincente e 12 d'opposizione. Oggi a Palazzo dell'Emiciclo siedono 45 consiglieri.