L'INCHIESTA

L’Aquila, ricostruzione post sisma: chiesto rinvio a giudizio per Del Corvo e altri 26

Presidente accusato di abuso di ufficio, truffa e falso

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L’Aquila, ricostruzione post sisma: chiesto rinvio a giudizio per Del Corvo e altri 26




L’AQUILA. La procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente della provincia, Antonio Del Corvo, e altre 26 persone.
L’inchiesta è quella che va avanti da mesi sugli appalti per la ricostruzione nel post-sisma per ristrutturare le scuole della Marsica e che portò all’arresto dell’ex direttore generale della Provincia, Valter Angelo Specchio.
Secondo l’accusa sarebbero stati utilizzati atti falsi per avvantaggiare alcune società in cambio di benefici personali.
Gli indagati rispondono a vario titolo dei reati di corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato, abuso d'ufficio e falso ideologico in atti pubblici. L'inchiesta ha preso in esame in particolare i lavori di messa in sicurezza sismica per le scuole di Avezzano e Sulmona, compresi nell'appalto multimilionario del progetto 'Scuole sicure'. Alla base delle accuse, «l'illegittimità nelle procedure di affidamento degli appalti» nonchè «gestione di beni e denaro pubblico in modo personalistico e dispersivo, a fini di vantaggi personali».
Il presidente della Provincia Antonio Del Corvo (rimasto sempre al suo posto nonostante la richiesta di dimissioni)
è accusato di abuso di ufficio e truffa ai danni dello Stato e falso e sarebbe finito nei guai, emerge dalle carte dell’inchiesta, per aver dato l’ok alla «somma urgenza» (contesta dai pm) dei lavori.
Gli altri indagati sono Giancostantino Pischedda, procuratore speciale di un’impresa sarda che ha fatto dei lavori ad Avezzano. Nei guai anche l’imprenditore Franco Rossano Palazzo (che secondo la procura non avrebbe realizzato un impianto di monitoraggio on line dei lavori edili in corso) e gli imprenditori Maurizio De Pascale, Stefano De Pascale, Ronald Vanni di Nereto e l’architetto Domenico Cifani.
Poi ancora i due ingegneri avezzanesi Amedeo Figliolini e Cesidio Serafini, Giuseppe Fantozzi, Lucio Finucci, Pilodeo Marco Aurelio, Tonino Baliva, Amabile Pierleoni, Luigi Ciaccia, tutti di Celano e concittadini di Del Corvo, oltre a Domenico Neri, di Avezzano, Vincenzo Picariello, di Salerno, Michele Palumbo di Avezzano, Brigida Perrella, residente ad Avezzano, Merilinda Morgani e Patrizia Tarquini di Pescina, Alberto d’Orazio di Tagliacozzo, Antonio Pendenza di Avezzano, Anna Maria Giancarli e Roberto Manetta di 32 anni.
A Valter Specchio nei giorni scorsi è arrivato un nuovo avviso di garanzia a seguito della denuncia di Massimo Tomeo, imprenditore di Vasto che aveva eseguito in subappalto lavori di messa in sicurezza dell’istituto scolastico “De Nino-Morandi” di Sulmona, che la Provincia di L’Aquila aveva affidato ad un’associazione temporanea di imprese (Ati capogruppo F.IN srl di Tivoli e Cosman Srl di Roma).

Per la Procura i reati sono quelli di falso in atto pubblico e truffa ai danni dello stato per aver sottoscritto e presentato stati di avanzamento lavori relativi all’istituto scolastico di Sulmona ideologicamente falsi, «al fine di percepire un importo maggiore di quello effettivamente dovuto, documentando alla stazione appaltante lavorazioni in realtà mai eseguite».
Con Specchio risultano indagati anche l’imprenditore romano Alberto De Lellis e Emidio Pacella, 62 anni di Sulmona, responsabile unico del procedimento dell’appalto costato complessivamente poco meno di 5 milioni di euro, assegnato nel 2011