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Rimborsopoli, D’Alessandro tira fuori gli scontrini (ex Idv): «è avvenuto il contrario di quanto mi contestano»

«Mi contestano che non ho presentato fatture, invece è tutto agli atti»

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Rimborsopoli, D’Alessandro tira fuori gli scontrini (ex Idv): «è avvenuto il contrario di quanto mi contestano»

Cesare D'Alessandro




ABRUZZO. Tira subito fuori i documenti il consigliere regionale (Idv fino ad un anno fa), Cesare D’Alessandro, che vuole chiarire questa storia «il prima possibile».
I pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli ascolteranno i 25 indagati a partire dal prossimo 4 febbraio. Sfileranno in procura, per chiarire gli addebiti, prima il presidente Gianni Chiodi, il presidente del Consiglio Nazario Pagano e gli 8 assessori, tutti accusati di truffa aggravata, peculato e falso ideologico.
Il 12 febbraio sarà poi la volta dei consiglieri regionali. In tanti oggi hanno voluto spiegare la loro posizione. Il consigliere Lorenzo Sospiri (Forza Italia) ha messo su Facebook una parte di una pagina dell’avviso di garanzia e contesta un avviso di garanzia per un errore nella rendicontazione di 82 euro.
Tira fuori l’avviso di garanzia anche Cesare D’Alessandro, consigliere dell’Italia dei Valori che prende le distanze dalle dichiarazioni dei colleghi delle ultime ore: «io non credo a complotti o aggressioni giudiziarie». La sua difesa mediatica arriva a poche ore di distanza dall’annuncio del senatore del suo ex partito, Alfonso Mascitelli, che ha già garantito che «non candideremo gli indagati». Oggi l'Italia dei Valori in Consiglio ha solo un consigliere, Lucrezio Paolini, dopo che Carlo Costantini (anche lui indagato in questa indagine) ha lasciato il partito di Di Pietro. 

«TUTTO IL CONTRARIO DI QUANTO MI CONTESTANO»
«E’ giusto che la magistratura e i giornali facciano il loro lavoro», spiega D’Alessandro, «ma è anche giusto che un inquisito possa difendersi».
La procura gli contesta un rimborso di 702 euro in occasione di una missione a Verona per il Vinitaly e sostiene che il consigliere abbia omesso «scientemente di indicare l’utilizzo della camera d’albergo unitamente ad altra persona e che i pasti erano stati consumati da 2 persone».
«E’ successo l’opposto di quanto contestato», spiega d’Alessandro: «in realtà, nel prospetto di riepilogo spese (che fornisce), si chiede espressamente la liquidazione al 50% delle spese d’albergo e di vitto».
Un’altra contestazione riguarda una missione a Varenna, in occasione di un Convegno Studi Amministrativi, e in particolare una fattura di 80 euro alla Taverna Colleoni dell’Angelo e una di 60 euro per una camera d’albergo.
Secondo i pm D’Alessandro avrebbe «omesso scientemente di indicare l’utilizzo della camera d’albergo unitamente ad altra persona e che il pasto era stato consumato da 2 persone». Inoltre i pm dicono che l’esponente dell’Idv non ha «esibito ricevute relative ai pasti consumati per complessivi 60 €».
«In realtà», si giustifica il consigliere, «la cena fu consumata non da 2, ma da 3 persone, di cui 2 consiglieri regionali. La somma dovuta fu interamente liquidata di propria tasca da noi consiglieri, ai quali fu rilasciata ricevuta fiscale, su specifica richiesta, per un importo notevolmente ridotto di 80 € cadauno». Per quanto attiene il pernottamento in albergo, «il prezzo per la camera uso singola e quello per la camera uso doppia era sostanzialmente identico, come risulta dalla libera visione del sito internet dell’hotel».
Riguardo al fatto di non aver esibito ricevuta relativa al pasto di 60 €, «la stessa esiste ed è agli atti. Altrimenti non si vede come gli Uffici preposti avrebbero potuto corrispondere il relativo rimborso».

AVVISO GARANZIA CESARE D'ALESSANDRO

NOTA SPESA CESARE D'ALESSANDRO