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Abruzzo. Elezioni regionali, fuggi fuggi generale per un posto a L’Aquila. Anche Mascia e Testa pronti

D’Alfonso è già pronto, appuntamento con le primarie

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ABRUZZO. C’è un fuggi-fuggi generale nelle ultime ore. Chi scappa?
Sindaci e assessori di Comuni con più di 5 mila abitanti, presidenti di Provincia e rappresentanti del Governo: hanno ancora poco tempo a disposizione per decidere cosa fare. Restare al loro posto o dimettersi per aspirare ad un posto in Regione?
Qualcuno ha già deciso e firmato le dimissioni, altri lo faranno nelle prossime ore ma devono sbrigarsi perché il tempo sta scadendo. Secondo la ‘legge anti-sindaci’, (ritoccata secondo alcuni per frenare la corsa dell’allora sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, alla Regione) c’è tempo fino alla mezzanotte di domani, venerdì 24 gennaio, per scegliere.
E per assurdo tra i big della politica locale proprio D’Alfonso oggi è l’unico ‘libero’ e soprattutto già con un piede in campagna elettorale. Il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, chiede chi stia finanziando la campagna elettorale dell’ex primo cittadino (che dovrebbe includere anche un «tir a tre assi»): «gli amici imprenditori? Toto? La zia che con la sua generosa pensione è corsa in aiuto del nipote?». «E’ un megalomane», continua Vacca, «che cerca di copiare l’idea del tour in camper di Beppe Grillo»
Per D’Alfonso c’è da superare lo scoglio delle primarie (il 23 febbraio), ma assicura che non c’è rischio che il Pd nazionale possa farlo fuori per i suoi procedimenti giudiziari ancora aperti (in vari gradi di giudizio). Dovrebbe vedersela con il sottosegretario uscente Giovanni Legnini e con la senatrice Stefania Pezzopane.
L’esponente di Governo starebbe meditando sul da farsi anche se nei giorni scorsi il segretario regionale Silvio Paolucci avrebbe spento il suo entusiasmo con la frase «lui ci serve a Roma». Pezzopane sembra invece più uno specchietto per le allodole per rinvigorire la lotta con D’Alfonso. Nelle ultime ore si è aggiunto anche il nome di Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1, che si era già candidato ad Atessa, perdendo. 

Tre Province su quattro potrebbero trovarsi invece tra poche ore senza presidente. Enrico Di Giuseppantonio (Chieti), Antonio Del Corvo (L’Aquila) e Guerino Testa (Pescara) aspirano infatti ad arrivare in Regione. Non è la prima volta che si parla di un loro addio, Di Giuseppantonio alle ultime Politiche sembrava destinato ad entrare in Parlamento, poi indicazioni di partito lo hanno trattenuto a Chieti. Ma a questo giro è pronto a fare un balzo in avanti.
Per Testa c’è ancora l’opzione che porta al Comune di Pescara ma dovrà giocarsi la partita con il sindaco uscente Luigi Albore Mascia che a gran sorpresa nelle prossime ore potrebbe dimettersi per fiondarsi in Regione nel caso in cui non venisse ricandidato a sindaco. Su di loro incombe il lavoro di mediazione tra Forza Italia (partito di riferimento del primo cittadino) e Nuovo Centro Destra (Testa) ma anche il veto dell’Udc che non gradirebbe un Mascia bis.
E se i presidenti di Provincia tergiversano ancora per qualche ora, gli assessori hanno già deciso. Si sono già dimessi, infatti, l’assessore pescarese al lavoro Antonio Martorella e l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Ruggieri (Rialzati Abruzzo). Usciti dalla giunta Di Giuseppantonio, invece, Alessio Monaco (Bilancio e Finanze), Nicola Campitelli (Urbanistica), Mauro Petrucci (Pubblica istruzione), Daniele D'Amario (Attività produttive).
Nelle prossime ore arriveranno anche le dimissioni del renziano Francesco Mastromauro, sindaco di Giulianova, mentre è già pronto ai blocchi di partenza Luciano Monticelli, ex sindaco di Pineto ‘caduto’ nei mesi scorsi. Poi c’è l’ex sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura che nei giorni scorsi ha rivelato: «è Chiodi che me lo chiede».
a.l.