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Chiodi: «la sanità abruzzese all’8° posto in Italia»

Da uno studio economico l’ok all’Abruzzo

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ABRUZZO. Uno studio del “Crea sanità” (centro per la ricerca economica applicata in sanità di ricerca) sulla valutazione della performance dei servizi sanitari regionali colloca l’Abruzzo all’ottavo posto in Italia “prima di Marche, Valle d’Aosta, Basilicata e le Province di Trento e Bolzano”, come sottolinea Gianni Chiodi nella sua veste di commissario della sanità.
 Lo studio, realizzato dall’università di Roma Tor Vergata e dalla Fimmg (federazione italiana dei medici di medicina generale) si è avvalso della collaborazione di molti esperti nazionali, oltre che dei ricercatori della facoltà di economia del Ceis di Tor Vergata ed è stato coordinato dal professor Federico Spandonaro.
Del tutto ovvio che Chiodi sia soddisfatto di questo «buon risultato, se si considera la disastrosa situazione finanziaria che l’Abruzzo ha ereditato, con elevati disavanzi accumulati negli anni e il blocco totale delle assunzioni nelle aziende sanitarie. Raggiungere il pareggio di bilancio e quindi la sostenibilità del sistema è stato un primo passo obbligato sia per poter assumere nuovo personale da sostituire a quello cessato sia per avere la disponibilità finanziaria necessaria per nuovi investimenti: nel solo biennio 2012-2013 sono stati infatti investiti 48 milioni di euro per il rinnovo delle attrezzature sanitarie».
 In realtà lo studio non parla di questo, ma della misurazione delle performance generali che sono la sommatoria di azioni concrete singole e dei sistemi di misurazione di queste attività. Ma giunge comunque a conclusioni che consentono a Chiodi di utilizzare alcuni dati per rivendicare i meriti della sua azione riformatrice in sanità.
In particolare, c’è un grafico che potrebbe riassumere la performance dell’Abruzzo: a pagina 65 si certifica infatti visivamente la risalita della sanità abruzzese che si pone ad un punteggio di 0,70, rispetto allo 0,90 dell’Emilia Romagna e ben al di sopra delle altre regioni meridionali, che sono tutte sotto la media dello 0,50 con punte negative di 0,20-0,30. 

Come dire che l’Abruzzo torna al suo ruolo di gaspariana memoria di “Nord del Sud”, cioè di regione che esce dal sottosviluppo sanitario per avvicinarsi ai territori dove le performance sono più elevate. E sempre alla ricerca di una legittimazione della sua politica, Chiodi scopre «indicazioni positive sullo stato del sistema sanitario regionale anche dal Rapporto Oasi 2013 a cura di Cergas e Sda Bocconi, reso noto in questi giorni. La nostra spesa sanitaria pro-capite - spiega infatti - nel 2012 è cresciuta dell’1,2% rispetto all'anno precedente, di cui il 32,7% speso per il personale, il 35,5% per beni e servizi, il 6,5% per la medicina convenzionata e il 9,5% per la farmaceutica convenzionata, percentuali superiori alla media nazionale. Al contrario, invece, abbiamo investito di meno nell’acquisto delle prestazioni dei privati».
 Altro elemento che certifica le trasformazioni in atto riguarda i tempi di pagamento dei fornitori: «oggi l’Abruzzo ha una media di 139 giorni nel pagamento dei dispositivi medici, rispetto ai 544 giorni del 2005, i 345 giorni del 2007 e i 286 giorni del 2008. Anche il pagamento dei farmaci avviene con 153 giorni nel terzo trimestre 2012 e siamo all’ottavo posto in Italia prima di regioni benchmark come Emilia Romagna e Veneto».
 Il processo di trasformazione del sistema sanitario «richiede procedure complesse, per cui alcuni settori debbono ancora essere implementati. Ma poiché il periodo del risanamento è concluso - sottolinea Chiodi – si tratta di costruire un sistema sanitario che garantisca ai cittadini qualità e sicurezza nel rispetto dell’appropriatezza delle prestazioni, ma anche con una corretta allocazione delle risorse finanziarie per l’equilibrio del sistema».

s. c.